Crowdfunding: viaggio nel simbolo virtuoso del web

Kickstarter, Indiegogo ed Eppela sono alcune delle piattaforme di un fenomeno sempre più apprezzato e diffuso, quello del crowdfunding.

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È uno dei fenomeni democraticamente più virtuosi del nostro secolo, capace di farci ancora sperare in un futuro e in un mondo migliore. Da qualche anno il crowdfunding è entrato ufficialmente a far parte del bagaglio culturale e tecnologico di tutti noi, simbolo di unione e collaborazione, portatore sano di iniziative dal basso che suscitano interesse e crescono grazie alle piccole donazioni degli utenti. Sono sempre più numerosi e clamorosi i casi di aziende o progetti nati grazie alle donazioni spontanee degli utenti del web e sono ancora di più le piattaforme che hanno sfruttato il trend per fare da tramite tra donatori e progettisti. Ma come funziona questo complesso "sottobosco" economico? Quali sono i soggetti coinvolti? E soprattutto, a che punto siamo in Italia?

Una viaggio "dal basso"

Il crowdfunding è un fenomeno profondo e ormai radicato nella nostra cultura, differente a seconda dei progetti, degli scopi e delle risposte del pubblico. Ha trovato sul web la sua reale e concreta valvola di sfogo, grazie ad una rete di connessioni che ha permesso lo sviluppo di vere e proprie piattaforme studiate ad hoc e di progetti più o meno autonomi, capaci di coinvolgere attivamente gli utenti interessati. Le regole che governano questo mercato sono abbastanza semplici: tutto avviene con pochissimi obblighi, nel rispetto delle libertà e con il più alto grado di trasparenza possibile. Sono cinque i modelli tipici di finanziamento collettivo. I più diffusi sono quello fondato su un basilare sistema di donazioni e quello che si basa sullo stretto legame tra donazione e ricompensa. Nel primo caso i donatori offrono il loro denaro senza volere nulla in cambio e solo per pura passione e coinvolgimento verso il progetto; nel secondo, oltre che da interesse e coinvolgimento, gli interessati sono mossi a donare da un sistema di traguardi e ricompense che trasforma in premi le somme di denaro investite. La terza tipologia viene definita "finanziamento collettivo civico" ed è quella che enti pubblici, città, comuni e soggetti istituzionali stanno utilizzando per finanziarie opere di interesse pubblico. Altro fenomeno di interesse è quello dell'equity crowdfunding: gestito in Italia dalla Consob, permette al donatore di partecipare attivamente al capitale delle imprese che finanzia, diventando titolare di quote azionarie e quindi socio a tutti gli effetti. Sempre più diffuso anche il sistema di finanziamento per prestito, dove aziende e soggetti si prestano soldi reciprocamente e a tassi di interesse variabile.

Kickstarter e Indiegogo, i leader

Sono indiscutibilmente i due leader del settore a livello mondiale, capaci di muovere un mercato di progetti e donazioni dai numeri impressionanti. Hanno fornito uno schema vincente per le altre piattaforme, dettando le imprescindibili linee guida per tutto il settore. Due modelli capaci di imporre uno standard tipico fondato su siti aperti e divisi per categoria, dove occorre registrarsi per creare e caricare il proprio progetto. Ogni creativo fissa un obiettivo da raggiungere e i premi da corrispondere agli utenti a seconda delle somme donate. La campagna di donazione, di solito della durata di 60 giorni, si basa su due schemi molto diversi. Nel primo i fondi vengono trasferiti al progettista solo nel caso si raggiunga l'obiettivo minimo prefissato; nel secondo il creativo incassa direttamente tutto quello che gli viene donato. In entrambi i casi la piattaforma applica una percentuale di guadagno che quasi sempre si attesta intorno al 5%. Le differenze tra i due colossi sono minime. Con i suoi 2 miliardi di donazioni, i suoi 9,7 milioni di sostenitori e i suoi 130 progetti milionari, Kickstarter è tra i due il più importante e famoso, quello con più visibilità. Vanta un metodo di selezione e lavoro molto rigoroso, fondato sul coinvolgimento dei donatori e su creatori quanto mai attivi nel dare aggiornamenti sui progetti e sul loro sviluppo. I fondi vengono donati solo al raggiungimento della quota prefissata e il sistema di premi crescenti per i donatori è tra i più efficaci e imitati al mondo. Chi riesce a ritagliarsi il giusto spazio su Kickstarter avrà buona possibilità di emergere anche al di fuori della piattaforma, amatissima dai social network e dai media. L'altra faccia della medaglia è una percentuale davvero bassa di buona riuscita dei progetti: solo il 36% riesce a raggiungere l'obiettivo prefissato, tutti gli altri, nonostante gli sforzi, si ritrovano con un pugno di mosche in mano. Meno privo di vincoli, più libero e più aperto è invece Indiegogo.

Offre più o meno le stesse opzioni del rivale, ma ha un approccio diverso che si traduce in meno controlli sui progetti, in una maggiore diffusione e in una più ampia libertà per i creatori: un progetto che viene bocciato su Kickstarter ha buone possibilità di passare su Indiegogo. Diverso anche l'approccio di base alle donazioni, visto che i progetti, senza un obiettivo da raggiungere, ricevono spesso tutti i soldi che gli vengono donati. Tutto questo si traduce in un numero più alto di categorie e in un sistema ben più flessibile che permette modelli ibridi di gestione con campagne meno rigide nella forma e nel contenuto. Il sito vanta inoltre una maggiore diffusione a livello internazionale e alleanze importanti con partner di livello come YouTube o PayPal. Il numero di campagne è mediamente molto più alto, la visibilità anche, ma i rischi sono esponenzialmente più grandi: i progetti a raggiungere gli obiettivi si attestano intorno ad un misero 9%.

Il crowdfunding in Italia

Nel nostro Paese sono più di 70 le piattaforme che si occupano di crowdfunding. Nel 2016 sono stati quasi 92 i milioni di euro raccolti dalle nostre campagne: un dato risibile rispetto al resto d'Europa e del mondo, ma importante per comprendere la crescita costante di questo tipo di finanziamento anche in Italia. Secondo la ricerca di Starteed, in soli sette mesi il settore ha fatto registrare un +35% di crescita, che si alza ad un +62% rispetto a quanto avvenuto nel 2015 e a un +89% rispetto al 2014. Il volume di denaro si è quasi triplicato, gonfiato dalla crescita esponenziale di alcune piattaforme e dalla nascita di numerose startup dedicate. Sono state tante le realtà che si sono affacciate al crowdfunding in piena autonomia, senza approcciarsi a nessuna piattaforma di intermediazione. Grandi aziende, istituzioni pubbliche e brand di alto livello hanno sfruttato le loro community per lanciare campagne di raccolta fondi autogestite. Grazie alla creazione di siti appositi e di modelli di gestione flessibili, senza commissioni e completamente personalizzati nelle grafiche e nello stile si è riusciti a raggiungere oltre 3 milioni di donazioni. Un risultato importante che fa il pari con quello dell'Equity Crowdfunding, diventato uno dei più interessati in termini di raccolta, con oltre 243.000 euro di media per ogni campagna. Tutto questo sta portando il mercato italiano verso una più che virtuosa maturità di intenti. La fase di consolidamento pare già iniziata e a spiccare saranno i modelli più fruttuosi e importanti. Le piattaforme che non riusciranno ad autosostenersi chiuderanno o confluiranno in quelle più importanti, mentre l'esaltazione di pubblico e media verso un fenomeno in Italia relativamente nuovo, lascerà presto spazio ad una maggiore consapevolezza del mezzo e ad un suo utilizzo più oculato. Il punto di equilibrio è ormai vicino.

Le piattaforme italiane

La rete italiana si è così arricchita di punti di riferimento davvero validi. Alcuni di questi stanno consolidando la loro posizione, altri sembrano destinati a fallire o chiudere i battenti. Anche nel nostro Paese la diffusione di Kickstarter e Indiegogo è molto forte, ma non mancano dei modelli nazionali più attenti alla nostra realtà. Il più importante per numero di fondi raccolti (oltre 4 milioni) è sicuramente Eppela. Fondata nel 2011, ha concentrato il suo modello sull'arte, la cultura e l'economia, raccogliendo numerosi progetti importanti ed elevandosi al ruolo di leader italiano del settore. Questo ha permesso all'azienda di stringere importanti partnership con soggetti di alto livello e di sbarcare negli Stati Uniti già a fine 2014. Con 3 milioni raccolti anche Produzioni dal Basso è una piattaforma dal peso specifico importante. Nata nel 2005, rappresenta per molti il primo esempio di alto livello sviluppato in Italia, basato su elevati standard di trasparenza ed equità, senza filtri e con diversi metodi di finanziamento: oltre ai classici con ricompense vi sono anche le semplici donazioni, senza obiettivi economici specifici. Rete del Dono è invece un portale dedicato a progetti di utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni no profit. Si basa sulle donazioni dal basso e su una vera e propria rete di sostenitori e donatori. Le organizzazioni danno il via ai loro progetti e i sostenitori possono a loro volta creare iniziative personali di raccolta fondi che andranno poi a confluire in quella principale, creando una variegata maglia di sostenitori e donatori che ha prodotto fino ad ora oltre 3 milioni di finanziamenti per ben 2780 progetti. Tra i sistemi a gestione verticale, dedicati cioè ad uno specifico ambito creativo, non si può trascurare il successo internazionale di Musicraiser, portale dedicato alla musica, agli artisti e alla creazione di album, concerti o videoclip. Lanciato nel 2012, ha costruito nel tempo una forte autorevolezza, diventando uno dei soggetti più interessanti e indipendenti del mondo musicale, apprezzato da ascoltatori e addetti ai lavori: 4 milioni di euro distribuiti in soli 5 anni di attività, 1029 progetti realizzati e ben 200 album finanziati nel solo 2016. Menzione importante infine anche per WithYouWeDo di TIM, portale dedicato a iniziative di natura culturale, ambientale e sociale e gestito dalla stessa Telecom, che si occupa di valutare i progetti a monte e scegliere i più importanti da diffondere, finanziando fino a un massimo di 10 mila euro quelli vincenti e di maggior successo.