Ecco perché tenere lo smartphone in carica al 100% non è dannoso come si pensa

Mantenere lo smartphone connesso alla corrente elettrica tutta la notte può danneggiare la nostra batteria? Scopriamo luci e ombre di questa pratica.

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Andrea Zanettin Andrea Zanettin segue da sempre con passione tutto ciò che riguarda la tecnologia: qualsiasi cosa abbia un chip stuzzica la sua curiosità. Sviluppa anche applicazioni per vari sistemi operativi (sia su ambiente desktop che mobile). Potete seguirlo su Twitter, Instagram, Facebook e Google+.

C'era una volta un vecchio tesoro: era quello di Willy l'Orbo, famoso e leggendario pirata che aveva imperversato per molto tempo nella zona vicino ad Astoria, in Oregon. Tutti lo bramavano, era la "cosa" più ricercata al mondo. Ma poi successe qualcosa. Ai pirati non interessavano più l'oro e le perle preziose. La bussola era ormai passata di moda da molti anni. Ora c'era qualcosa in più di cui preoccuparsi: qualcosa di mai visto prima. Un dispositivo che permetteva, oltre all'utilizzo della bussola, di eseguire moltissime altre operazioni di differente natura. Ebbene, ora i pirati avevano bisogno di un nuovo "tesoro": la corrente elettrica.

La "voglia" di ricaricare "sempre ed ovunque" e le teorie sul danneggiamento della batteria

No, non siamo impazziti: non preoccupatevi. Abbiamo solamente "storpiato", un bel po' a dire la verità, la trama del film I Goonies (1985). Se Richard Donner leggesse l'introduzione di questo pezzo, probabilmente si arrabbierebbe non poco nel vedere il suo capolavoro "rovinato" in questo modo. Tuttavia, si tratta solamente di una "metafora" molto semplice per comprendere il bisogno che abbiamo attualmente della corrente elettrica, con particolare riferimento a quella utilizzata per ricaricare i nostri smartphone. È qualcosa di non necessariamente indispensabile, come le perle preziose bramate dai pirati, eppure la continuiamo a "cercare", proprio come se fosse un "tesoro".

Pensiamoci bene, quanti di noi non appena vedono scendere la propria percentuale di batteria anche di pochi punti percentuali corrono subito a cercare la presa di corrente più vicina? La maggior parte, scommettiamo. Eppure l'autonomia dei nostri smartphone è cresciuta a dismisura durante il corso degli anni e anche solamente un terzo di essa può garantirci parecchie ore di schermo. Il principale problema che si crea nella testa di molte persone, dunque, è quello di trovare un metodo per "mantenere a freno" la voglia di ricaricare lo smartphone "ogni cinque minuti", con parecchie "teorie" che vogliono che questa pratica vada a danneggiare, anche pesantemente, la batteria dei nostri dispositivi. Ma sarà vero?

Una "leggenda metropolitana" che però ha un fondo di verità

Come ogni "leggenda metropolitana" che si rispetti, non si conosce perfettamente la provenienza di queste "teorie". In particolare ne esiste una che dichiara che il tenere in carica il proprio smartphone quando la batteria è al 100% danneggi quest'ultima. In merito a questo, Daniel Steingart, professore del dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell'università di Princeton, ha affermato che la batteria non viene condizionata pesantemente da questo tipo di comportamento e che non esiste una vera e propria "tattica perfetta" per ricaricare lo smartphone. "La cosa più facile da fare è mantenere collegato lo smartphone tutto il tempo, per quanto possibile", ha aggiunto Steingart. Oltre a questo, secondo il docente in questione gli attuali sistemi operativi montati dai nostri dispositivi eseguono un ottimo lavoro per quanto riguarda la gestione delle batterie e, dunque, quando quest'ultime sono cariche al massimo non viene erogata energia supplementare e la carica rimane "costante". Gli smartphone odierni in particolare montano delle batterie al litio pensate per un utilizzo "plug-in", che integrano un apposito "controller" che regola l'afflusso di corrente. I sistemi operativi pensano poi a far "capire" agli smartphone che non sono più "in carica".

Nonostante questo, forse il caricare il proprio smartphone sempre al massimo non è la cosa migliore da fare. Venkan Srinivasan, direttore dell'Argone Collaborative Center for Energy Storage Science (ACCESS) di Argonne, afferma che si ottengono i migliori risultati, in termini di "conservazione" della batteria, mantenendo sempre la carica di quest'ultima tra il 30% e l'80%. Stando alle ricerche effettuate da Venkan, quando una batteria è carica al 100% si verificano alcune "reazioni" all'interno di essa che vanno a degradare in ultima analisi gli elettroliti e, di conseguenza, la batteria stessa. C'è da dire, però, che questo comportamento è praticamente "trascurabile" ed è necessario metterlo in atto per un lungo periodo di tempo: probabilmente molte persone sostituiscono il proprio smartphone prima che possa avvenire quanto descritto in precedenza. Insomma, oggi come oggi, ci sono davvero ben pochi motivi per preoccuparsi seriamente di questa casistica.

Scheda Tecnologia Si è diffusa online, già da parecchio tempo, una "leggenda metropolitana" che vuole che le batterie dei nostri smartphone vengano danneggiate quando sono completamente cariche e le manteniamo collegate alla presa elettrica. Come ogni leggenda che si rispetti, c'è un fondo di verità. Tuttavia, in un mondo frenetico e con sistemi operativi in grado di gestire quasi alla perfezione le batterie come in quello in cui viviamo, questa pratica diventa "innocua". Potete, dunque, tornare a fare i "pirati" alla ricerca del "tesoro perduto": la corrente elettrica.