Speciale Ecosistemi operativi

iOS e Android espandono i propri confini, ma gli utenti saranno ancora liberi di cambiare piattaforma in futuro?

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Le ultime novità presentate da Apple e Google consentiranno una maggiore diffusione delle relative piattaforme software, in diversi ambiti di utilizzo. La casa della mela ha già mostrato al pubblico l’integrazione tra dispositivi mobili e fissi, entrando anche nel campo della domotica e dell’automobilismo, senza dimenticare la sua presenza, ancora marginale, nei salotti, con Apple Tv. Google dal canto suo non è stata da meno, presentando soluzioni potenzialmente in grado di entrare sempre più in profondità nella vita di tutti giorni, disegnando un vero e proprio ecosistema di servizi. Anche se non è ancora chiaro dove porterà questa espansione funzionale, un’analisi razionale della situazione attuale consente di dare uno sguardo a cosa potrebbe riservare il futuro. Futuro che sarà sempre più all'insegna di Google e di Apple, visto che sembrano le uniche realtà in grado di dettare i tempi e i modi del progresso. Non si tratta di una lotta tra bene contro male, ma solo di due grandi aziende che sono riuscite a cavalcare l’onda del progresso meglio delle altre, meglio anche di Microsoft, che non sembra ancora pronta a lanciare un reale guanto di sfida, nonostante gli enormi investimenti messi in campo.

Integrazione totale

Le caratteristiche delle nuove piattaforme messe in piedi da Apple e Google parlano chiaro e, analizzandole con un punto di vista centrato maggiormente sul lungo periodo, è possibile delineare quale potrebbe essere la vera strategia commerciale messa in campo dalle due aziende, una strategia potenzialmente in grado di portare profitti mai visti prima d’ora.
Con l'attuale configurazione delle piattaforme software, un utente che decide di cambiare il proprio smartphone Android con uno Apple, o viceversa, non incontra particolari problemi. A livello di usabilità le differenze non sono poi così marcate e non serve molto tempo per abituarsi alla nuova interfaccia e alle nuove funzionalità; certo, le app acquistate fino a quel momento andranno perse, ma in fin dei conti potrebbe trattarsi di un prezzo relativamente basso da pagare. La strada intrapresa dalle due aziende però sembra puntare in una direzione decisamente diversa, in cui questo passaggio non sarà più così semplice. Per comprendere meglio i cambiamenti che potrebbero verificarsi, basta immaginare per un momento di trovarsi catapultati qualche anno avanti nel futuro, in un mondo in cui i servizi mostrati nelle ultime settimane non sono più una novità, ma una reale possibilità di scelta per gli acquirenti.

Prendendo ad esempio il caso di Google, un utente Android si troverà di fronte alla possibilità di entrare in un vero e proprio sistema interconnesso, in cui i servizi offerti da Mountain View potranno essere fruiti attraverso dispositivi e in contesti di vario tipo. Questo significa che per sfruttare le sinergie tra le varie anime di Android, il nostro uomo del futuro dovrà per forza di cose adattarsi al nuovo scenario: quando acquisterà un auto, con ogni probabilità sarà Android Auto il sistema operativo che sceglierà di montare sulla vettura; quando arriverà il momento di acquistare una nuova TV, probabilmente sceglierà un modello con Android TV a bordo; le stessa cosa farà per uno smartwatch o per le soluzioni legate alla domotica. Se da un lato questo consente di semplificare l’esperienza d’uso e di ampliare le possibilità offerte, dall’altro bisogna anche dire che la creazione di un sistema tanto vasto e complesso non consente all’utente di cambiare piattaforma senza rinunciare alla sinergia creata. Tornando per un attimo al nostro uomo del futuro, basta immaginare cosa accadrebbe se, colto da una grave forma di shopping compulsivo, acquistasse uno smartphone Apple: automobile, TV, smartwatch e ogni altra cosa con a bordo Android non potrebbe più essere sfruttata al massimo delle sue potenzialità, spingendolo a tornare nel caldo abbraccio del robottino verde. La stessa cosa si può dire per l'ecosistema ideato da Apple, creato anch'esso per espandere i propri campi di utilizzo. Appare chiaro quindi che quella che si sta creando è una sorta di fidelizzazione rinforzata, in cui gli utenti possono sì cambiare piattaforma, ma a patto di sostenere pesanti costi di transizione, che scoraggiano così il cambiamento verso la concorrenza.

Esiste un’altra via?

Lo scenario appena ipotizzato appare decisamente realistico se lo si rapporta al complesso ecosistema pensato dalle due aziende. A questo punto, la scelta tra Android e iOS potrebbe diventare molto più importante di quanto non lo sia mai stata in passato, determinando di fatto le scelte d’acquisto in diversi settori. Questo potrebbe anche sancire il definitivo predominio della componente software su quella hardware, dato che il potere di mercato è destinato ad essere sempre più nelle mani di coloro che offrono le migliori piattaforme di servizi, a cui i produttori hardware dovranno adeguarsi.
Ora come ora non è facile intravedere una via diversa da quella appena descritta, anche se le altre grandi aziende del settore non possono più permettersi di stare a guardare. Samsung ad esempio ha già iniziato a percorre strade alternative con Tizen, un sistema operativo pensato per creare una piattaforma comune tra dispositivi mobile e domestici, come televisori ed altri prodotti elettronici. Microsoft, con gli ultimi aggiornamenti, ha finalmente portato alla piena maturità Windows Phone ed è pronta a lanciare il suo primo smartwatch. Anche Amazon ha intenzione di dire la sua, grazie a Fire OS, un sistema operativo realizzato con il preciso intento di racchiudere in sé tutti i servizi offerti dal colosso dello shopping online. Per quanto riguarda il possibile ingresso in scena di nuovi competitor invece, questa alternativa appare piuttosto remota, visti gli altissimi costi d’accesso che un settore come questo richiede, concetto esemplificato dalle difficoltà e dagli enormi investimenti fatti da Microsoft in questi anni per entrarvi.
In definitiva, anche se i pretendenti non mancano, il distacco raggiunto dai due principali attori del mercato tecnologico appare difficilmente colmabile in questo momento, anche se le novità e le sorprese non mancano mai in un settore come questo. Ciò che Apple e Google stanno costruendo non sono semplicemente delle nuove tecnologie, ma delle vere e proprie chiavi di volta per aumentare quella che nel marketing viene definita “brand loyalty”, la fedeltà alla marca, portando però questo concetto all’ennesima potenza. Aspetti commerciali a parte, è davvero difficile capire quale sia la piattaforma da preferire, soprattutto in ottica futura, visto l’enorme potenziale dimostrato dai due ecosistemi e la presenza di altre realtà pronte impedire agli attuali leader di prendere il sopravvento. La cosa realmente importante tuttavia è che il mercato riesca a mantenere un buon livello di concorrenza, conservando il più alto numero di alternative possibili, portando così vantaggi a tutti gli utenti.