Fake News: a che punto è la lotta contro le bufale online?

Si fanno sempre più forti gli sforzi di Facebook, Google, Wikipedia e di tante altre società per combattere il fenomeno delle bufale.

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14 milioni di dollari contro le bufale online. Questo il budget iniziale della "News Integrity Initiative", un progetto cui stanno prendendo parte organi di informazione e big della tecnologia per preservare il web dal proliferare di notizie false, tendenziose e non verificate. Gestito dalla scuola di Giornalismo dell'Università di New York, sfrutterà le sue conoscenze e i fondi dei suoi soci per sensibilizzare e formare l'opinione pubblica ad un uso più consapevole delle notizie. Facebook, Mozilla, Wikipedia e altri 25 membri tra aziende, istituzioni pubbliche e associazioni, proveranno a dare l'ennesima scossa ad un mondo informativo dove capire la verità sta diventando compito arduo e delicato. Ma a che punto è la lotta alle bufale sul web?

Filtri e nuove tecnologie

Da qualche tempo, in Germania e USA, Facebook sta testando un filtro per eliminare dal suo portale quante più fake news possibili. La tecnologia è ancora a livello embrionale e si basa su un algoritmo che cerca di isolare i contenuti che fanno uso di parole scorrette tipiche di articoli poco attendibili. I vertici dell'azienda continuano a sottolineare che si tratta di un tentativo embrionale, che solo con il tempo potrà divenire efficace e dare davvero un valore aggiunto all'esperienza di tutti gli utenti. Lo strumento è di per sé piuttosto delicato e, in mani sbagliate, potrebbe addirittura diventare un pericoloso strumento di censura. Dovremo attendere ancora parecchio tempo per tastare con mano questa possibilità, mentre potrebbe già essere più fattibile un inedito e più rapido sistema di segnalazione delle fake news da parte dell'utente. Le notizie giudicate false saranno valutate da un team apposito e, se confermate tali, saranno segnalate a tutti con un link che ne spiega il motivo. Sulla carta un'ottima base di partenza, ma che fa già tremare visto il fallace sistema di segnalazione di contenuti offensivi da sempre marchio di fabbrica del social di Zuckerberg.

Le fonti innanzitutto

Partire dalla veridicità delle fonti è l'obiettivo che si è posto First Draft News. Si tratta dell'associazione cui hanno preso parte colossi del web come Google, Twitter, Facebook e organi di informazione importanti come Al Jazeera, IBT, Washington Post, BuzzFeed, American Press Institute e tanti altri. In un mondo invaso dal giornalismo partecipativo e dal moltiplicarsi di inediti produttori di notizie, si è cercato di dare a giornalisti ed esperti del settore strumenti all'avanguardia per capire la veridicità e l'affidabilità di determinate informazioni. Attiva dal 2015, ha recentemente visto un deciso cambio di strategia grazie alla collaborazione con i social network.

Avere dalla propria parte i principali veicoli dell'informazione sul web come Facebook e Twitter ha permesso di creare una rete virtuosa di collaborazione: piattaforme social e giornalisti saranno a stretto contatto per studiare strumenti all'avanguardia che possano filtrare in qualche modo le notizie. Creare un processo di verifica snello e quanto più possibile preciso sarà il primo passo di una collaborazione che però, ancora una volta, è ancora tutta da definire, sviluppare e verificare all'atto pratico.

News Integrity Initiative

Se lo sviluppo di nuove tecnologie contro le fake news ha fino ad ora portato a risultati deludenti, questo progetto vuole partire dal livello base: l'educazione dell'utente. L'utente viene ogni giorno tramortito da un numero sempre più alto di notizie, un flusso continuo di contenuti senza filtri in cui spesso si nascondono bufale colossali. Tutti, almeno una volta, siamo caduti nella trappola delle fake news, condividendo indignati un post che sembrava vero ma che in realtà non lo era. La News Integrity Iniziative, come abbiamo già in parte spiegato, si è posta un obiettivo ambizioso, dare il via ad un nuovo processo di alfabetizzazione che porti nuova fiducia verso il giornalismo, fornendo al lettore tutti gli strumenti per distinguere la realtà dalla finzione. Per questo si è deciso di affidarsi alla Scuola di Giornalismo di New York, che si occuperà di promuovere iniziative ed eventi per riportare la verità al centro delle vite degli utenti. Una lotta senza tempo e senza quartiere contro titoli sensazionalistici e clickbating, contro fonti poco attendibili e informazioni ingannevoli: una battaglia nobile ma velleitaria, ambiziosa ma ancora alla sua fase primordiale.

Facebook Tecnologia ed educazione. Sono per ora questi i mantra con i quali si sta cercando di combattere uno dei fenomeni più tristi del web degli ultimi anni. Il libero accesso alle informazioni e alla produzione di contenuti ha avvicinato le persone ai fatti ma ha anche permesso a tanti di lucrarci sopra: partire dall'educazione dell'utente ad un uso più consapevole del web e delle notizie sarà il primo e più decisivo passo da compiere. Solo così il lettore del futuro sarà in grado di capire in autonomia quali contenuti leggere e quali scartare, quali mettere ai primi posti e quali isolare perché dannosi. In questo senso iniziative, eventi e campagne informative e di sensibilizzazione dovranno diventare pane quotidiano per creare un pubblico che sin da giovane sia consapevole di ciò che legge e condivide. L'aiuto tecnologico sarà solo il secondo step di una corsa a ostacoli quanto mai lunga e tortuosa: la dove i filtri non possono arrivare dobbiamo però provarci noi con il nostro buon senso e il nostro spirito critico. Sarà una dura lotta ma ce la faremo.