Speciale Formula E, largo ai motori elettrici

I propulsori elettrici sono sempre più al centro dell'automobilismo sportivo, che dal 2014 vede la presenza di una nuova serie organizzata dalla FIA (Fédération Internationale de l'Automobile), la Formula E.

speciale Formula E, largo ai motori elettrici
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Il mondo delle competizioni automobilistiche è stato da sempre il luogo ideale per l'ideazione e lo sviluppo di nuove tecnologie. Nei campionati mondiali di Formula 1, nei Rally o nelle gare di durata come la 24 ore di Le Mans e in molte altre competizioni, vengono testate moltissime soluzioni all'avanguardia che prima o poi arriveranno nelle nostre auto.
Negli ultimi anni, nel mondo delle competizioni è stata data grande attenzione allo sviluppo di tecnologie ibride, motori elettrici in grado di affiancare i tradizionali propulsori a scoppio sia per ottenere un aumento di prestazioni, sia per migliorare l'efficienza globale delle auto sportive.
Un ulteriore passo nello sviluppo della propulsione elettrica è stato fatto con la nascita della Formula E. Si tratta di una competizione internazionale tra le più interessanti degli ultimi anni, che vede come protagoniste vetture altamente innovative alimentate esclusivamente a batteria. Scopriamo più in dettaglio le soluzioni tecnologiche impiegate in queste sofisticate auto da corsa.

Grandi nomi

La categoria, ideata nel 2012, vede il suo inizio ufficiale il 13 settembre 2014 e attualmente si sta disputando il primo campionato, che terminerà il 27 giugno.
Una delle caratteristiche più singolari della Formula E è l'utilizzo di vetture tutte identiche fra loro. A questo campionato partecipa, infatti, un unico modello, denominato Spark-Renault SRT 01E, costruito da Spark Racing Technology.
Questa monoposto è il frutto di una joint venture internazionale tra alcuni dei più avanzati produttori di auto sportive al mondo. Il telaio è fornito dall'italiana Dallara, mentre i propulsori sono realizzati da McLaren. La Williams produce le batterie al litio, mentre la casa automobilistica Renault partecipa alla Formula E come partner tecnico.
Si tratta di nomi di primo piano nel panorama automobilistico internazionale. La Dallara, ad esempio, è una delle aziende automobilistiche più avanzate al mondo ed è specializzata nella progettazione e produzione di vetture che utilizzano materiali compositi in fibra di carbonio. Dallara è il fornitore unico di vetture per i campionati IndyCar, GP2, GP3 e molti altri. Ha partecipato, inoltre, a diverse stagioni di Formula 1, come produttrice di telai. La casa italiana collabora anche con altre case automobilistiche per la produzione di vetture di serie, ricordiamo, ad esempio, la KTM X-Bow e l'Alfa Romeo 4C.
Marchi come McLaren e Williams non hanno bisogno di molte presentazioni; sono, infatti, due aziende che operano da molti anni nella Formula 1, vincendo numerosi campionati mondiali. La McLaren è, inoltre, anche produttrice di vetture di serie ad altissime prestazioni, come la recente P1, tra le migliori supercar al mondo.

Le auto

Analizziamo ora in dettaglio le specifiche tecniche delle monoposto di Formula E. Al primo sguardo è molto facile notare la grande somiglianza con la Formula 1, grazie agli ampi alettoni, alle ruote scoperte e al caratteristico muso affusolato. La vetture hanno una lunghezza di 5.000 mm, una larghezza 1.800 mm e un'altezza da terra di soli 75 mm, con un peso minimo (compreso il pilota) di 896 kg. Le batterie, ovviamente, rappresentano la componente più pesante, con una massa di 320 kg.
Il telaio è dotato di una cellula di sopravvivenza capace di proteggere il pilota in caso d'incidente, prodotta in fibra di carbonio/alluminio, mentre la parte restante è realizzata in carbonio/kevlar. Gli alettoni anteriori e posteriori sono, invece, interamente realizzati in carbonio.
Il motore elettrico ha una potenza massima 200 kW (268 CV). Durante la gara, questa viene ridotta a 150 kW (200 CV circa) per ridurre il consumo delle batterie. Le vetture sono dotate di un cambio sequenziale al volante a 5 rapporti ed è vietato il controllo di trazione. Questo motore consente un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi ed una velocità massima di circa 225 km/h. Il pacco batterie è chiamato RESS (Rechargeable Energy Storage System) ed è in grado di fornire al motore elettrico una potenza di 28 kwh. La ricarica completa da zero di tutte le auto richiede una cinquantina di minuti circa.
L'impianto frenante impiega un sistema di recupero dell'energia che consente di ricaricare le batterie durante le frenate, mentre per quanto riguarda i pneumatici, le Formula E sono dotate di cerchi da 18 pollici con gomme Michelin.

Il campionato

Passando ora agli aspetti sportivi, al campionato partecipano 10 team, ognuno formato da due piloti, che hanno a disposizione due vetture ciascuno. Come nella Formula 1 si svolgono delle prove libere, seguite dalle qualifiche per la definizione dello schieramento di partenza e la gara (chiamata ePrix), ma a differenza del campionato maggiore, per ridurre i costi, tutto si svolge in un'unica giornata. Al vincitore di ogni gara, come nella F1, vengono assegnati 25 punti, 18 al secondo, 15 al terzo e così via fino alla decima posizione. A differenza della Formula 1 vengono, anche, attribuiti 3 punti per la Pole Position.
Al campionato partecipa anche un team italiano, fondato dall'ex pilota di Formula 1 Jarno Trulli. Sui 20 piloti 2 sono donne, tra cui l'italiana Michela Cerruti, e molti sono i nomi famosi come Nelson Piquet Jr (al momento primo in classifica), Nick Heidfield, Sébastien Buemi e Bruno Senna.
La gara, della durata di circa un'ora, prevede una caratteristica veramente singolare. I piloti non sostituiscono le gomme o fanno rifornimento di carburante come accade in altre discipline motoristiche. Sono costretti, invece, ad un pit-stop obbligatorio per cambiare vettura con a bordo una batteria completamente carica. In futuro questa procedura potrebbe scomparire, Qualcomm sta lavorando ad un sistema di ricarica wireless in movimento che dovrebbe evitare il cambio di monoposto durante la corsa.
Un'altra caratteristica davvero inusuale è il "FanBoost". I tre piloti più votati su Internet hanno la possibilità di utilizzare per cinque secondi un "boost" durante la gara, che incrementa la potenza dei loro motori da 150 a 180 kW (da 200 a 240 CV circa). Ciò consente, quindi, ai piloti più amati di avere un grosso vantaggio prestazionale rispetto a tutti gli altri concorrenti.

Il campionato si svolge in 10 diversi circuiti, in gran parte cittadini, e vede la partecipazione di location molto famose come il mitico circuito di Montecarlo o la Piazza Rossa di Mosca. Una delle tappe di quest'anno si sarebbe dovuta svolgere anche a Roma, ma la federazione ha preferito altre città, anche se per i prossimi campionati è tutto da definire.
A Londra, il 27 giugno, il campionato troverà la sua tappa finale, ma gli organizzatori sono già al lavoro per il prossimo anno. Il campionato 2015-2016, infatti, dovrebbe iniziare il prossimo settembre e avrà probabilmente un numero maggiore di gare. I team avranno, finalmente, la possibilità di intervenire sullo sviluppo delle varie componenti della monoposto. Si potrà lavorare sul motore elettrico, sull'inverter, sulla scatola del cambio e sul sistema di raffreddamento, mentre cambiamenti nella costruzione delle batterie arriveranno solo tra 2 anni. Non sono per ora previsti interventi sull'aerodinamica, per non innalzare eccessivamente i costi di sviluppo.
Nel nostro paese la Formula E è visibile, sempre in diretta, sul canale TV Fox Sports 2.

Formula E Il nostro giudizio sulla Formula E non può che essere positivo sia dal punto di vista tecnico che dello spettacolo. La tecnologia impiegata in queste monoposto è stata sviluppata dai maggiori esperti del settore e consente lo svolgimento di gare emozionati, ricche di sorpassi fino all’ultimo giro. L’unico aspetto veramente negativo è rappresentato dal rumore dei motori, completamente assente. Dimentichiamoci il rombo prodotto dai motori della Formula 1, perché le monoposto elettriche emettono, purtroppo, solo un flebile sibilo, rispettoso dell’ambiente ma molto simile a quello delle macchinine elettriche con cui giocavamo da bambini.