Fusione Wind 3 a rischio: Fastweb non ci sta, ricorso al tribunale UE

Anche se i giochi sembravano ormai fatti, Fastweb si mette di traverso e inizia una battaglia legale dalle conseguenze ancora incerte.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Dal primo gennaio di quest'anno Wind e Tre sono di fatto un'unica compagnia, un colosso con 31 milioni di clienti mobile e 2.7 milioni nel fisso. La fusione è avvenuta dopo i dovuti controlli da parte delle autorità antitrust italiane ed europee, che hanno alla fine dato il via libera. In tutto questo, Fastweb è sempre stata contraria alla nascita della nuova compagnia, ma soprattutto al passaggio delle frequenze lasciate libere ad Iliad e Free Mobile, come avevamo evidenziato anche in un precedente articolo, tanto che ora l'azienda milanese ha deciso di passare alle maniere forti, presentando un ricorso al tribunale UE contro la decisione presa dalla Commissione. La richiesta è semplice: ribaltare il parere positivo della Commissione sulla fusione e sull'arrivo della francese Iliad, società scelta per diventare il quarto operatore mobile italiano.

Ultima chance

Non è un segreto che Fastweb puntasse all'acquisizione delle frequenze lasciate libere da Wind e Tre. Durante la realizzazione della fusione tra le due aziende, Fastweb ha tentato in ogni modo di diventare l'interlocutore preferenziale per la cessione delle frequenze, ma alla fine a vincere è stata Iliad, che durante l'anno arriverà in Italia con Free Mobile, diventando il quarto operatore telefonico italiano. Fastweb è già un operatore virtuale, ma con l'acquisizione delle infrastrutture lasciate libere da Wind e Tre avrebbe consolidato la propria posizione sul mercato. Come sappiamo questo non è avvenuto, con la Commissione UE che ha lasciato campo libero alla fusione e all'arrivo dell'operatore francese in Italia. Impugnando la decisione dell'UE, Fastweb potrebbe ottenere tre importanti vittorie se vincerà la battaglia legale: da un lato impedirà, temporaneamente, la fusione tra Wind e Tre, dall'altro si riaprirebbe il gioco per l'assegnazione delle frequenze e delle infrastrutture di rete lasciate libere dalle due società, fermando inoltre l'arrivo di un pericoloso concorrente sul mercato italiano.
Il ricorso inviato da Fastweb a Bruxelles include circa una cinquantina di pagine, come indicato dai colleghi di Cor.Com, che hanno visionato per primi la documentazione. Le accuse all'UE sono piuttosto gravi, con l'azienda milanese, di proprietà del gruppo Swisscom, che cerca di smantellare le argomentazioni usate dalla Commissione per valutare il processo di fusione tra Wind e Tre. Il testo parla di errori fin dalla fase istruttoria nel processo di verifica della fattibilità della fusione, con Fastweb che parla di "procedura viziata da gravi ed evidenti omissioni", "assenza di market test", ma anche "la Commissione ha adottato la propria decisione senza predisporre una procedura sufficientemente precisa, strutturata e trasparente e quindi idonea a valutare gli impegni presentati dalle parti e a garantire un'adeguata tutela del mercato". Una frase centrale nel ricorso di Fastweb all'UE afferma invece che la commissione avrebbe agito in "violazione del principio di buona amministrazione per aver accettato Iliad come acquirente idoneo senza prendere in considerazione i rischi per l'efficacia degli impegni inerenti al suo ingresso". In pratica, Fastweb crede che Iliad non sia in grado di portare in Italia un'offerta concorrenziale e in tempi stretti.

In effetti, nonostante l'arrivo di Free Mobile nel nostro paese sia previsto entro il 2017, allo stato attuale non ci sono evidenze che mostrino attività di alcun tipo dell'azienda in Italia, un argomento che Fasteweb potrebbe sfruttare durante il ricorso se la compagnia francese dovesse ritardare ulteriormente il suo approdo nel paese. Il ricorso dell'operatore italiano sarà trattato entro 18 mesi, un tempo lungo che potrebbe portare anche a conseguenze clamorose. Cosa accadrebbe se Free Mobile dovesse ritardare il proprio arrivo sul mercato italiano? Oppure se la sua offerta non fosse in linea con i principi di concorrenza indicati dal precedente parere della commissione? Difficile a dirsi, ma le sorprese non sono da escludere, tra cui un clamoroso stop alla fusione tra Wind e Tre.