Huawei Kirin 970: il Mate 10 ha una nuova CPU dotata di Neural Processing Unit

Huawei ha presentato all'IFA 2017 il nuovo SoC Kirin 970 che per la prima volta integra una Neural Processing Unit per l'elaborazione dati tramite AI.

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All'IFA 2017 di Berlino Huawei ha mostrato per la prima volta il Kirin 970, il nuovo SoC successore del Kirin 960 integrato nel Huawei P10 e nell'Honor 9, che introduce un'interessante novità: l'elaborazione di algoritmi di intelligenza artificiale. Il componente hardware che andrà ad integrarsi nei prossimi smartphone, combinato con il Cloud AI, permetterà elaborazioni dati avanzate per migliorare l'esperienza dell'utente.


Le specifiche tecniche del nuovo SoC Kirin 970

Il Kirin 970 integra una CPU octa-core e una GPU da 12 core, realizzate con un processo tecnologico a 10nm, rispetto ai 16nm del Kirin 960, che ha permesso l'inserimento di 5,5 miliardi di transistor in 1 cm^2. Nel SoC è presente una Neural Processing Unit (NPU), ovvero la nuova unità di calcolo neurale adibita all'elaborazione dati, una novità assoluta per Huawei, che vuole rispondere al Neural Processing Engine degli Snapdragon di Qualcomm. Disporre di un elemento hardware separato che accelera i processi di analisi dati richiesti dagli algoritmi di Machine Learning garantisce più opzioni agli sviluppatori che non devono per forza affidarsi al Cloud AI, ovvero ad elaboratori esterni che inviano i risultati dei calcoli attraverso la rete sul device.

Per tipologia, i core del nuovo processore sono gli stessi del Kirin 960, ma presentano frequenze diverse: nel Kirin 970 troviamo quattro core Cortex-A73 2.40 GHz e quattro core Cortex-A53 a 1,84 GHz rispetto ai 2,36 GHz e 1,84GHz del vecchio SoC. La GPU invece è la nuova ARM Mali-G72MP12, della quale non conosciamo ancora il clock speed. Grazie alla nuova NPU i nuovi smartphone sono in grado di processare dati rapidamente e secondo quanto dichiarato da Huawei operazioni come il riconoscimento di immagini risultano più veloci rispetto ad altri chip presenti sul mercato, processando 2000 immagini al minuto. In confronto ad un cluster di quattro Cortex-A73 la nuova NPU è 25 volte più performante e 50 volte più efficiente, ovvero offre prestazioni maggiori con un consumo minore. Verrà integrato un modem LTE (Category 18) con capacità di download di 1.2Gbps e il supporto dual ISP (image signal processors) per la dual camera con 4-Hybrid Focus per scatti con bassa luminosità e in movimento.


Huawei vuole offrire maggiori possibilità agli sviluppatori

Il Cloud AI è largamente usato nelle applicazioni commerciali ma ha ancora dei limiti dovuti alla latenza nel trasferimento dati dai server allo smartphone, nonché alla stabilità e alla privacy. Ad esempio servizi come Google Foto effettuano una continua elaborazione dei dati delle foto che vengono salvate dagli utenti nel Cloud, in modo da catalogarle e far sì che le ricerche degli utenti siano più rapide. Huawei vuole risolvere i problemi legati a questo approccio spostando parte dell'elaborazione dei dati nel nuovo SoC Kirin 970 e concedendo la possibità agli sviluppatori di scegliere se eseguire l'analisi direttamente da smartphone. Con questa strategia la società cinese risponde direttamente a Google che negli ultimi anni ha raddoppiato il supporto alle tecnologie di Machine Learning e al calcolo in Cloud.