IA, robot e lavoro: per Elon Musk la soluzione è il reddito minimo garantito

Il CEO di Tesla, intervistato dalla CNBC, ha parlato del futuro del mondo del lavoro e delle conseguenze che automazione e IA avranno sull'occupazione.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

L'automazione nell'industria prosegue il suo sviluppo da ormai molti anni. Fin da subito però, è apparso chiaro che la presenza di robot all'interno degli impianti produttivi avrebbe diminuito la manodopera umana. Oggi, con le IA in rapido sviluppo, questo processo potrebbe uscire dalle fabbriche ed entrare anche nel settore terziario. Un esempio sono i bot in grado di rispondere coerentemente alle domande, che un giorno potrebbero sostituire gli attuali call center, ma sono diversi i campi in cui queste tecnologie entreranno nel prossimo futuro. A ben guardare, siamo di fronte ad una vera e propria contraddizione se si osserva il tutto da un punto di vista più ampio. Ipotizzando un futuro con sempre meno lavoratori nelle fabbriche e negli uffici, sostituiti da macchine e intelligenze artificiali, si creerebbe una situazione paradossale: da un lato ci sarebbe un aumento della produttività enorme, dall'altro però il potere d'acquisto delle persone, senza più un lavoro, calerebbe a tal punto che solo una parte della popolazione potrebbe acquistare i beni e i servizi creati da macchine e IA. Come redistribuire il surplus produttivo e di ricchezza generato quindi? Secondo il CEO di Tesla Elon Musk, la soluzione è quella di offrire un reddito minimo garantito, una proposta affascinante ma che si presta a molti dubbi.

Pura Utopia?

Elon Musk è un personaggio piuttosto controverso, dalle idee affascinanti ma anche discutibili. Interpellato dalla CNBC, il CEO di Tesla ha offerto il proprio punto di vista sul futuro del mondo del lavoro: "Ci sono buone possibilità che alla fine arriveremo a un reddito universale garantito, proprio a causa dell'automazione. Questo sarà un tema su cui discuteremo nei prossimi 10 o 20 anni". Musk ha anche affermato: "Le persone avranno più tempo per fare altre cose, cose più complesse e interessanti". Queste parole hanno fatto in breve tempo il giro del mondo: del resto, si tratta di un tema molto discusso, sia in Italia che all'estero. Ad esempio, in Svizzera il referendum per la creazione di un reddito base incondizionato di 2500 Franchi Elvetici (circa 2200€) è stato votato qualche mese fa, incontrando il parere negativo del popolo. I promotori, tra i motivi a favore della proposta, hanno inserito proprio la perdita di posti di lavoro causati dall'automazione, ma nonostante questo alla fine ha prevalso il no.
Lo scenario descritto da Musk però è molto diverso da quello attuale e necessita di riflessioni più approfondite. Immaginiamo per un attimo di essere in un futuro in cui la maggior parte dei beni e dei servizi viene creata da robot e IA. Chi avrebbe il compito di elargire il sussidio? Musk non è stato chiaro su questo punto, ma difficilmente gli stati potranno far fronte a una richiesta in massa di sussidi pubblici. A questo punto, l'unica soluzione potrebbe essere prelevare parte della ricchezza generata dalle aziende grazie a robot e IA e redistribuirla ai lavoratori senza occupazione. Opzione affascinante ma impossibile da attuare, visto che l'obbiettivo degli enti privati, al contrario di quelli pubblici, è quello di massimizzare i profitti.

Difficile spiegare agli azionisti i motivi per cui dovrebbero abbassare i propri dividendi, nonostante gli evidenti problemi sociali che si creerebbero in un contesto di questo tipo. Non va dimenticato inoltre che un reddito di cittadinanza elargito a una fetta di popolazione ampia porterebbe a una mobilità sociale azzerata, causata dalla mancanza di prospettive di crescita lavorativa e di reddito. Solo una parte di coloro che perderebbero il lavoro troverebbe altri impieghi lasciati liberi da robot e IA, soprattutto nel caso di manodopera non specializzata, per uno scenario che causerebbe maggiori divisioni sociali di quante non ce ne siano già oggi.

Elon Musk Quanto descritto da Musk, almeno oggi, appare difficilmente sostenibile a livello economico e sociale. La cosa certa è che i robot saranno sempre più al centro delle attività produttive in futuro. La vera domanda non è se questo avverrà, perché i segni dei cambiamenti ci sono ormai da diversi anni, ma quando. A prescindere dalle opinioni del CEO di Tesla, appare chiaro che il dibattito su questo tema non possa essere rimandato a lungo, perché il rischio è quello di trovarsi impreparati a uno dei più grandi cambiamenti economico-sociali della storia dell’uomo.