IFA 2014

Speciale IFA Story

Per il 90° anniversario della fiera, ripercorriamo le tappe fondamentali della sua storia.

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Articolo a cura di
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Anche quest’anno, l’industria elettronica è pronta a darsi appuntamento all’IFA di Berlino, una fiera che negli ultimi anni ha acquisito sempre più importanza a livello globale. Merito anche delle grandi compagnie della telefonia, che hanno scelto questa sede per presentare molte delle novità che vedremo nei prossimi mesi. L’IFA però non è soltanto questo, visto che i suoi padiglioni hanno visto passare molte delle meraviglie tecnologiche sviluppate nel corso del ‘900. Nelle prossime settimane saranno tante le novità che potremo osservare dagli stand berlinesi, ma uno sguardo più approfondito nei confronti di questo evento consente di avere una migliore visione d’insieme sulla storia presente e passata di questa manifestazione. Manifestazione che farà da trampolino di lancio per nuovi dispositivi, ma che rappresenta anche un motivo d’orgoglio per un’intera nazione, che vede un evento di questa importanza realizzarsi sul proprio territorio. È bene dunque volgere lo sguardo al passato per un attimo, per capire i motivi che hanno portato L’IFA a diventare una delle più grandi e importanti fiere del panorama europeo.

Novant'anni e non sentirli

La manifestazione si tenne per la prima volta nel lontano 1924, un’era che appare molto lontana dai giorni nostri, anche se non in termini storici. IFA non è altro che l’acronimo di “Internationale Funkausstellung Berlin”, ovvero “Esposizione Radiotecnica Berlino” e rappresenta una delle più antiche fiere dedicate all’elettronica del territorio tedesco. Dal ’24 al ’39 l’evento si è tenuto a cadenza annuale, per poi essere soppresso a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, che ne ha sancito la chiusura fino al 1950, quando la ripresa economica tedesca iniziava a dare i primi frutti. I tempi d'oro erano però finiti, e gli organizzatori preferirono optare per un intervallo di due anni tra un'edizione e un'altra. La formula biennale è durata fino al 2005, anno in cui la fiera è tornata ai fasti pre-bellici, tenendosi ogni anno, come accade ora, presentando al pubblico le meraviglie della tecnologia moderna. Niente di quanto possiamo utilizzare oggi però sarebbe possibile senza le scoperte fatte dalle grandi menti del ‘900, molte delle quali hanno utilizzato proprio l'IFA come trampolino di lancio.

Gli albori della tecnica

L’edizione del 1930 è stata aperta da un messaggio radiofonico del fisico Albert Einstein, a testimonianza dell’importanza dell’evento. Nel 1931, la manifestazione è stata caratterizzata dalla presenza del primo prototipo di televisione a tubo catodico, realizzato dallo scienziato tedesco Manfred Von Ardenne, una tecnologia che ha cambiato il volto del secolo scorso. Con la salita al potere del regime nazista, la spinta all’innovazione tecnologica, soprattutto nel campo delle tecnologie legate alla propaganda, ha portato altre novità negli stand della fiera berlinese. Il 1933 è stato infatti l’anno del Volksempfänger VE301, un progetto portato avanti dal neo nominato Ministro della Propaganda Joseph Gobbels e realizzato dall’ingegnere Otto Griessing. Si trattava di una radio dal costo contenuto, che Gobbels intendeva utilizzare per portare nelle case del popolo tedesco la propaganda nazista. Conosciuta anche come “Radio del popolo”, l’apparecchio ebbe un enorme successo durante la fiera, tanto che ne vennero vendute oltre 100.000 unità nei giorni della presentazione. Il costo del dispositivo era di 76 Reichsmark, che corrispondevano a due mesi di stipendio di un comune operaio dell’epoca. Il ‘35 è stato l’anno del primo magnetofono, mentre nel ’39 è stato mostrato al pubblico un prototipo del primo televisore a colori, basato sul lavoro di Werner Flechsig. L’edizione del ’39 è stata l’ultima prima dello scoppio della guerra, dalle cui ceneri è però uscita una Germania diversa, rivolta verso il futuro, che sembrava l’unica strada per dimenticare gli orrori del passato.

Nuove tecnologie

Dagli anni cinquanta fino al 1970 l’IFA ha conosciuto un periodo di assestamento: la sede dell’evento non era più Berlino, ma cambiava di volta in volta, passando per le maggiori città tedesche. In questi anni, l’attenzione è stata rivolta al miglioramento e al perfezionamento delle tecnologie legate alle trasmissioni radiotelevisive, con l’introduzione dello standard FM sul suolo tedesco e la presentazione di apparecchi televisivi a transistor (1955). La miniaturizzazione dei dispositivi è stato il passo seguente, che ha permesso all’IFA di mostrare al mondo i primi televisori portatili e un nuovo modo per controllarli, il telecomando. Il 1963 è stato invece l’anno delle audio cassette, lanciate da Philips, che hanno caratterizzato il mercato musicale nei successivi trent’anni. Nel 1967 arrivò il momento delle prime trasmissioni televisive a colori, inaugurate da Willy Brandt, vice cancelliere tedesco, proprio durante la fiera: momento topico dell’evento fu proprio quello in cui Brandt premette il bottone che dava il via alle trasmissioni TV a colori in Germania, tra lo stupore generale.

Nel 1971 la fiera tornò ad essere di stanza permanente a Berlino, ampliando inoltre il numero di aziende e di paesi partecipanti. Del resto, l’economia tedesca stava meglio, quale modo migliore poteva esserci di mostrarlo al mondo se non attraverso una fiera internazionale? Nel corso degli anni settanta e ottanta, sono stati molti i prodotti a passare per gli stand della fiera, tra cui i primi videoregistratori, le TV 16:9 e i CD. L’arrivo dell’ultimo decennio del secolo scorso ha visto il passaggio di tecnologie a noi più familiari, usate ancora oggi, come l’MP3, mostrato nel 1991. Lo standard DVB, che ha aperto la strada alla trasmissioni televisive e radiofoniche digitali, è stato presentato al pubblico nel 1995, insieme ai primi televisori al plasma. Il ’97 è stato invece l’anno del DVD, senza dimenticare l’introduzione di videocamere e di fotocamere digitali, che di lì a poco avrebbero aperto la strada a prodotti dal costo contenuto, finiti poi nella mani della maggior parte dell’utenza mondiale. È nel 1999 tuttavia che la fiera inizia a fare conoscenza un prodotto che risulterà essenziale per la sua espansione, il cellulare. Proprio quell’anno infatti vennero presentati alcuni modelli di telefoni Motorola e Nokia capaci di connettersi a Internet tramite WAP. Nessuno si aspettava che quegli oggetti, che oggi appaiono ai nostri occhi come reperti archeologici, avrebbero assunto un peso sempre maggiore nelle edizioni successive.

Il nuovo millennio

Dal 2001 al 2005 si è assistito a una sempre maggiore “digitalizzazione” della fiera. Gli spazi offerti dai suoi padiglioni hanno permesso di mostrare al mondo tecnologiche sempre migliori nel campo della telefonia. I primi prodotti dotati di GPRS per la connessione a Internet e di connessione Bluetooth fecero la loro comparsa, insieme a televisori LCD di dimensioni sempre maggiori e allo standard DVB-T, il digitale terrestre presente in tutte le nostre case.
Con la crescita del numero di prodotti mostrati e con l’aumento delle aziende interessate, il governo tedesco decise che era giunto il momento di cambiare passo, riportando la manifestazione ai fasti di un tempo, proponendo di nuovo l’evento a cadenza annuale. Il 2006 è stato l’anno che ha sancito la definitiva consacrazione dell’area fieristica berlinese, con Angela Merkel a fare da cerimoniere per l’inizio della manifestazione. Da quel momento in poi, l’attenzione degli organizzatori si è spostata maggiormente verso i prodotti dell’elettronica di consumo, grazie anche all’espansione del mercato, che in pochi anni ha visto comparire nuovi standard, come il Blu Ray, e nuove tecnologie, come gli smartphone e i televisori 3D, trasformando Berlino, seppur per pochi giorni, nel polo mondiale della tecnologia.