Il Bitcoin ha evitato il pericolo di scissione in due diverse monete. Per ora.

La prima criptovaluta della storia, nonché la più famosa, ha superato in anticipo il voto del primo agosto. Ci sono ancora dei rischi per il futuro?

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Nei precedenti articoli vi abbiamo parlato di Bitcoin e di come la figura di Nakamoto, tra mito e leggenda, abbia lanciato l'idea di una moneta digitale che vivesse grazie al solo supporto degli utenti. La sua idea è diventata così grande che ha ispirato centinaia di criptovalute, più o meno simili. Il processo di crescita non è stato indolore ed attualmente il Bitcoin sta compiendo il passo decisivo per dimostrare di non essere una moneta finta e target di speculazione ma un vero e proprio mezzo di pagamento per tutti. Se non avete avuto la pazienza di leggere il precedente articolo, e non avete neanche seguito i pro e i contro del mining con le schede video, ma volete comunque sapere perché il Bitcoin sta cambiando il suo sistema, potete comunque continuare a leggere senza problemi.

Perché il Bitcoin era davanti ad un muro che doveva scavalcare

Il meccanismo della Blockchain è intrigante: tutti i dati delle transazioni sono contenuti nei computer dei miners che garantiscono il funzionamento della rete 24 ore su 24, come se fossero il server di una banca decentralizzato in più nodi. In cambio i miners voglio il pagamento di una commissione sulle transazioni validate, uno scambio equo per mantenere in piedi tutto il sistema, in modo che una persona possa pagare in Bitcoin in qualsiasi momento. Il problema si pone oggi nel momento in cui i miners ogni 10 minuti convalidano un blocco che pesa 1MB, nel quale ci sono tutte le transazioni possibili dei 10 minuti precedenti che non sono entrate a far parte della Blockchain, ovvero del database condiviso da tutti i computer: che succede se ci sono così tante transazioni da superare il limite di 1MB? Semplicemente gli utenti devono aspettare più tempo prima di vedersi validati i loro spostamenti di soldi. Ve lo immaginate il povero malcapitato che deve aspettare alla cassa del supermercato prima che gli convalidino il pagamento della spesa che ha appena fatto? Non è una bella situazione. A questo punto se la persona ha urgenza può alzare la commissione sulla sua transazione in modo che i miners la validino prima. Dunque il sistema Bitcoin è talmente saturo che se gli utenti non alzano le commissioni devono aspettare anche ore prima della validazione dei loro pagamenti.

Siccome questa commissione dipende dal peso in bit della transazione stessa e non dall'importo che viene spostato, è chiaro che il suo innalzamento ha fatto sì che non fosse più conveniente pagare oggetti di basso valore in Bitcoin. Se la moneta è sconveniente per comprare beni come una semplice caramella allora fallisce nel suo intento di sostituire il denaro reale e di soppiantare il sistema bancario. Ora sembra abbastanza scontato che la soluzione a tutti i mali sia alzare la capacità massima del blocco da 1MB a 2 MB o anche 4 o 8MB, ma non è così semplice la questione: è vero che parte dei miners vuole più transazioni per ottenere più commissioni (ad esempio le mining farm in Cina) ma alzare il peso del blocco implica una crescita maggiore della Blockchain in termini di peso. Chi di voi si è cimentato nel mining per Ethereum sa bene che ha dovuto scaricare 30GB di tutti i blocchi della Blockchain. Se il peso della Blockchain stessa divenisse così alto da non essere più scaricabile dall'utente qualunque, allora diverrebbe un'esclusività di chi può investire denaro e dunque il Bitcoin perderebbe la sfida nel divenire la moneta che non può essere controllata da poche entità. Insomma come avete capito la questione non è per niente semplice e quello che avete appena letto è solo un riassunto che non entra nel dettaglio di tutte le discussioni interne.

La guerra degli aggiornamenti: la rete sembra essere diretta verso un accordo comune

La soluzione al problema del blocco dunque non può essere solamente quella di aumentare la sua capacità a più di 1MB, ed è qui che entra in gioco SegWit. SegWit sta per Segregated Witness, che si riferisce alla separazione della firma dalla transazione. Senza entrare troppo nel dettaglio quel che succede è fare in modo che gli utenti interpellino con minor frequenza la Blockchain aprendo dei canali fra di loro: all'apertura del canale l'utente dovrà pagare regolarmente la commissione ai miners, ma in seguito potrà effettuare una serie di transazioni senza dover passare per la Blockchain. Al posto della Blockchain ci sono dei Wallet che gestiscono gli spostamenti di denaro con commissioni molto minori. In questo modo le transazioni diminuiscono notevolmente e sarebbe più difficile arrivare a saturare il blocco da 1MB. Dunque se la soluzione è questa, il problema è risolto. Vero? Invece no, perché quando si vota un cambiamento così drastico gli utenti devono essere tutti d'accordo, altrimenti la rete di divide (avviene un Fork) e nascono due monete separate (così come è successo per Ethereum ed Ethereum Classic).

Semplificando e banalizzando la situazione si può dire che i miners cinesi non hanno preso molto bene questa proposta che riduce anche il peso dei byte nelle transazioni, ed è quindi sembrata un tentativo degli americani di ridurre il potere della Cina sul Bitcoin. Infatti se i miners vengono pagati grazie alle transazioni e queste si riducono allora per loro non è conveniente l'upgrade SegWit, che causerebbe anche una diminuzione delle commissioni nelle transazioni. Per questo si è arrivati all'accordo SegWit2x, che oltre ad introdurre il SegWit si impegna ad aumentare la capacità del blocco fino a 2MB entro 6 mesi (per la gioia di tutti i miners).

Quindi cosa accadrà il primo agosto? Il Bitcoin si dividerà?

Il pericolo del primo agosto sembra ormai scongiurato dopo l'accordo SegWit2x, la cui prima parte è stata approvata dalla totalità degli utenti (controllate questo link per una classifica in real time e guardare il grafico del BIP91). Infatti all'inizio del prossimo mese ci sarà una votazione che è stata indetta per introdurre un Fork, ovvero una scissione della moneta in due monete differenti che avrebbero avuto in comune solo tutta la storia prima di agosto 2017. Il così detto UASF (user activated soft fork) sembrerebbe essere nullo perché il 23 luglio tutti i miners hanno già segnalato di voler attivare Segwit2x. Essenzialmente sono previsti vari step prima dell'attivazione di questo aggiornamento e per ora solo la prima parte è stata votata da tutti (BIP91, ovvero Bitcoin Improvement Proposal 91). Sostanzialmente SegWit dovrebbe attivarsi verso la fine di agosto, mentre il raddoppio del blocco a 2MB è previsto a novembre. Il processo chiaramente non sarà indolore e il rischio di un Fork è sempre alle porte e la community non può assolutamente stare tranquilla con un valore della moneta ben oltre la soglia dei 2000$ ed oscillazioni pazzesche (guardatevi lo storico del Bitcoin). Ora vi deve essere chiaro che tutto quello che avete letto è scuscettibile a grandi ribaltamenti dell'ultimo minuto, il primo fra tutti la creazione del Bitcoin Cash dopo il primo agosto (che per ora non sembra avere un grande seguito visto che la maggior parte degli utenti sostiene SegWit2x).

Il Bitcoin dovrà affrontare altre crisi in futuro?

Il Bitcoin è nato per essere democratico e queste questioni sul suo upgrade saranno sempre pubbliche. Affronterà tanti altri momenti di difficoltà in futuro, con grandi dibattiti della rete che potete reperire nei vari forum e nei vari blog degli influencer, ma è giusto che sia così. Il primo pericolo imminente è il Bitcoin Cash, per citarne uno. Se non si assistesse a questi grandi polveroni allora il Bitcoin non sarebbe quello che è, la moneta creata per togliere il controllo dei soldi dalle mani di pochi per ridistribuire il potere in tutto il globo. Ovviamente qualcuno potrebbe obiettare che in realtà non è proprio esatto affermare che il Bitcoin è la moneta di tutti e chiunque può decidere, anzi forse siamo ancora lontani dall'affermare che il potere su questa criptovaluta è ben distribuito, ma bisogna riconoscere che si sta sicuramente dirigendo verso un modello più democratico.