In Italia si compra casa con i Bitcoin, è il primo caso al mondo

Il nostro paese è il primo al mondo in cui è possibile comprare casa pagando in Bitcoin, per un caso che potrebbe non rimanere isolato.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

I Bitcoin sono tornati agli onori delle cronache recenti dopo che il loro valore ha superato quello dell'oro, un evento momentaneo ma molto significativo del valore potenziale di questa valuta virtuale. Dopo aver spiegato alcuni dei motivi che hanno portato il loro prezzo a salire così tanto nel giro dell'ultimo anno, oggi parliamo di un altro tassello che potrebbe rendere un pochino più "ufficiale" questa criptovaluta, per una novità molto importante nel suo utilizzo. Novità che non arriva dalla Silicon Valley o da altri luoghi ritenuti più innovativi e avvezzi alle tecnologie, ma dall'Italia, un paese in cui il Bitcoin gode di un certo credito. Alla fine dello scorso anno l'Agenzia delle Entrate ha, di fatto, riconosciuto ai Bitcoin lo status di valuta straniera, rendendo possibile l'acquisto di beni immobili attraverso la moneta virtuale.

Primi al mondo

L'Italia è dunque il primo stato al mondo in cui il Bitcoin può essere usate per acquistare una casa, un primato inaspettato, per un paese spesso definito arretrato dal punto di vista dell'utilizzo delle nuove tecnologie. Eppure, grazie all'Agenzia delle Entrate, casi come questo potrebbero essere diversi nei prossimi mesi, con la possibilità che le transazioni con la criptovaluta possano arrivare anche in altri settori, come quello della compravendita di auto ad esempio. La decisione dell'Agenzia è in contrasto con quanto affermato a livello nazionale e internazionale, in cui il Bitcoin non è considerano una vera valuta, ma l'utilizzo della moneta nel nostro paese deve aver portato il fisco a prendere questa decisione difficile, con lo scopo tassare eventuali transazioni di grande entità. Cosi, preso atto della possibilità di usare il Bitcoin come moneta di scambio, il Gruppo Barletta ha messo in vendita 123 appartamenti nel quartiere San Lorenzo a Roma, offrendo anche sconti consistenti a coloro che sceglieranno la criptovaluta per il pagamento. In pratica, la società immobiliare ha scommesso su un ulteriore aumento nel valore della moneta virtuale, che viaggia ancora a ritmi sostenuti, con l'attuale quotazione che supera i 1100$.

"Siamo la prima società immobiliare al mondo che vende in bitcoin e abbiamo deciso di farlo per tre ragioni: crediamo nei bitcoin; possiamo perché l'Agenzia delle Entrate italiana è una delle poche in Europa a riconoscere la criptovaluta; ci sono centinaia di giovani possessori di bitcoin, milionari, che potrebbero decidere di investirne una piccola parte in una casa", ha affermato Paolo Barletta, a capo del gruppo immobiliare. Difficile dire se questo esperimento avrà un seguito anche in altre realtà italiane, ma il fatto che proprio dal nostro paese arrivi una novità di questo tipo non può che confermare come la diffusione dei Bitcoin in Italia sia più elevata di quanto si pensi, con buone possibilità che in futuro il loro utilizzo si estenda anche ad altri settori oltre a quello immobiliare.