Intel Compute Card: il primo PC grande quanto una carta di credito

Intel ha annunciato un computer con dimensioni molto simili a quelle di una carta di credito, applicabile in diversi ambiti di utilizzo.

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Intel ha da poco introdotto un nuovo standard per i form factor delle piattaforme di computing. Lo scopo è quello di mettere nella mani degli sviluppatori e dei maker una configurazione maggiormente immediata e un aggiornamento più rapido di una svariata tipologia di dispositivi. La presentazione dell'Intel Compute Card, infatti, apre quasi una nuova era nel calcolo su device di piccolissima taglia, e strizza quindi l'occhio all'Internet of Things. Compute Card è grosso quanto una carta di credito, ma integra al suo interno tutti i componenti presenti in un classico PC. Abbiamo CPU, RAM (in questo caso una DRAM), memoria per l'immagazzinamento dei dati e connettività per l'input/output. Un problema che Compute Card andrebbe a risolvere è quello della "aggiornabilità" dei dispositivi dedicati all'IoT: molto spesso, infatti, i device intelligenti integrano un processore embedded, con tutto il resto dei componenti integrato sulla board; se si utilizzasse al loro posto una Compute Card, gli operatori addetti alla manutenzione potrebbero aggiornare i componenti piuttosto che cambiare tutto l'hardware, abbassando costi e tempi operativi. Il possibile ambiente di utilizzo di un computer così piccolo e aggiornabile spazia dalle smart TV alle lavatrici, passando per i frigoriferi e per i droni.

Molteplici impieghi

Intel ha progettatp Compute Card come una piattaforma universale, in modo che possa essere adottata da più dispositivi possibili, compresi quelli che ancora devono arrivare sul mercato. Tutto ciò che gli sviluppatori devono fare è costruire uno slot adeguato e compatibile con la Compute Card stessa, per poi inserire questo piccolo PC all'interno. Si potrebbe ad esempio pensare di utilizzarne una al posto della scheda madre in un laptop dalle dimensioni piccolissime, conferendo tra l'altro tantissima flessibilità e robustezza verso il futuro, in quanto i notebook odierni generalmente non possono essere aggiornati, se non su una piccolissima parte dei componenti.
È chiaro però che Intel Compute Card non può essere utilizzata per qualsiasi scenario, in quanto ci sono alcuni device che necessitano di operare 24 ore su 24 e non hanno bisogno di essere nemmeno aggiornati.

In tali circostanze, Compute Card non porterebbe alcun beneficio tangibile ed anzi, risulterebbe solo un intoppo. Le dimensioni di questo dispositivo sono di 95 mm di lunghezza e 55 mm di larghezza, con uno spessore quasi trascurabile. La sua grandezza non è quindi perfettamente identica a quella della carta di credito, ma la differenza è davvero poca.

Che hardware monta un PC grande quanto una carta di credito?

L'hardware integrato a bordo di Compute Card è assolutamente incredibile per le dimensioni del sistema: abbiamo un system-on-a-chip di Intel che include un processore con architettura Kaby Lake e tecnologia vPro, con un TDP fino a 6 W. La DRAM è integrata sul PCB e non sappiamo quanto spaziosa sarà; lo stesso dicasi per lo storage, del quale si sa solo che sarà basato su memorie NAND. All'interno abbiamo anche un chip che supporta il Wi-Fi ed il Bluetooth. Ovviamente, nel case non ci sono ventole e il tutto viene raffreddato in maniera passiva, ma non poteva essere altrimenti. Considerato il TDP del SoC, non crediamo che ci sia bisogno di andare oltre con il sistema di dissipazione. Per quanto riguarda l'input/output abbiamo un connettore di estensione non meglio precisato e una porta USB Type-C, che può gestire porte USB, PCIe, HDMI e DisplayPort. Il connettore di estensione appena menzionato può servire agli sviluppatori che integrano Compute Card all'interno delle proprie creazioni per connettere delle dock e/o dei blocchi esterni, che aggiungono al tutto interfacce proprietarie.

Intel Intel Compute Card vuole inserirsi nei dispositivi a basso consumo energetico e nell’Internet of Things per rendere le cose ancora più semplici agli sviluppatori e ai maker. Questo permetterà una maggiore espandibilità e la possibilità di upgrade futuri, che manca nelle attuali board embedded. Le caratteristiche per avere successo ci sono tutte, e il colosso americano “obbliga” i developer a integrare esclusivamente uno slot compatibile con Compute Card, senza fare di più. I primi partner che supporteranno questo interessante sistema sono di spicco e includono Dell, HP, Lenovo e Sharp, assieme a tante altre società minori. Attualmente non si è ancora parlato di che tipo di progetti porteranno avanti le suddette aziende partner, ma non aspettiamoci dei riscontri a brevissimo: Intel Compute Card sarà disponibile per metà 2017.