Internet: perché l'Italia continua a non utilizzare la rete?

Una ricerca dell'Agcom ha sottolineato quanto il web continui ad essere poco utilizzato dagli italiani, ancora indietro rispetto al resto d'Europa

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Gli italiani e internet non sono mai andati a braccetto e, nonostante le cose continuino a migliorare, lo fanno molto più lentamente rispetto alla media europea. Questo quanto emerge dalla recente ricerca dell'Agcom. Il Garante della Comunicazioni ha infatti prodotto la sua annuale redazione per il Parlamento sullo stato dei sistemi di comunicazione nel nostro Paese. Internet continua ad essere agli ultimi posti delle preferenze degli italiani, complice una bassa diffusione della banda larga e un gap generazionale che continua a rendere difficoltosa la diffusione di internet a tutta la popolazione. Per questo anche l'utilizzo di internet continua ad essere molto più basico e semplice, con molte funzioni ancora ben lontane dall'essere di uso comune per tutti gli italiani.

Agli ultimi posti in Europa

La classifica dell'Unione Europea per l'utilizzo di internet parla chiaro, con l'Italia al penultimo posto tra i Paesi Europei. Solo il 60% della popolazione utilizza il web con costanza, un dato in crescita di tre punti percentuali rispetto al 2016, ma allarmante se si guarda alla media degli altri paesi del Vecchio Continente. Solo nel 2014, la media di utenti europei che utilizzavano internet ogni giorno era del 78%. L'Italia ha un modo tutto suo di utilizzare la rete, che sembra limitarsi ad un uso quasi compulsivo dei social network, con il numero di accessi a Facebook in media con il resto d'Europa e un alto consumo di contenuti digitali come musica, video e giochi online, frutto dell'arrivo di sempre più generazioni di nativi digitali. A latitare è proprio una concezione della rete più matura e una conversione al digitale delle vecchie generazioni. Per questo l'utilizzo di servizi come le banche online e i video on demand o gli acquisti è ben al di sotto rispetto alla media degli altri paesi. Il dato è appunto dovuto al forte gap generazionale, con solo il 33% di utenti che accedono alla rete nella fascia d'età tra i 65 e i 74 anni. Ben più rosea la situazione per le persone tra i 14 e i 34 anni, con la percentuale di utilizzo che sale al 92%.

Una rete non soddisfacente

A fare il pari con il gap generazionale anche una diffusione piuttosto deficitaria della banda larga. Mentre la copertura di questo tipo di reti continua a salire, arrivando al 72% di unità abitative coperte, continua ad essere piuttosto basso il numero di utenti che utilizzano questo tipo di reti. La percentuale di popolazione abbonata alla banda ultra larga è passata dal 5% del 2015 al 12% del 2016, per un dato quasi raddoppiato ma del tutto irrisorio rispetto alla media europea, che si attesta al 37% di abbonamenti. Anche in questo caso siamo agli ultimi posti nella classifica europea. Questo perché continua a mancare nel nostro Paese una copertura paritaria di reti di alta qualità. Solo il 15% della popolazione riesce a connettersi a reti di oltre 30 megabit al secondo, valore che ci pone in netto ritardo rispetto al resto d'Europa e che, di riflesso, penalizza anche un utilizzo di internet più moderno, multimediale e al passo coi tempi. Nonostante questo, per la prima volta, gli italiani dimostrano di preferire l'utilizzo di servizi dati ai servizi voce. L'Agcom ha infatti calcolato quanto la spesa per le telecomunicazioni sia la seconda più importante per le famiglie italiane dopo quella per la casa: la quota per una linea o scheda che permetta l'accesso a internet su reti fisse o mobili è insomma divenuta prerogativa quasi irrinunciabile per la maggior parte dei nuclei famigliari del nostro Paese.

Pare quindi essere ancora tanto il lavoro da fare per permettere a internet e alle nuove tecnologie di diventare parte integrante del tessuto sociale del nostro Paese. L'altissima età media della popolazione italiana non ha fin qui favorito una diffusione larga e capillare di internet. Vero che più della metà della popolazione utilizza la rete, ma è comunque allarmante che nel 2017 il 40% della popolazione non riesca a sfruttare a pieno uno strumento indispensabile per lo svolgimento della vita di tutti i giorni. Colpa di una sistema di infrastrutture ancora arretrato e in piena fase di sviluppo, perso tra collegamenti deficitari, linee vecchie e non aggiornate e sistemi che si evolvono troppo velocemente rispetto alle reali disponibilità economiche e ad apparati burocratici troppo lenti e poco moderni. Di questo passo riusciremo a raggiungere la media europea troppo tardi, quando le tecnologie che stiamo utilizzando risulteranno già obsolete e superate. L'avvento progressivo dei nativi digitali e delle nuove generazioni darà una spinta propulsiva importante, ma ancora più importante sarebbe un'opera educativa che avvicini internet a tutta la popolazione, che ne spieghi l'utilizzo e i benefici. Solo così si riuscirà a portare l'Italia al passo coi tempi e alla stessa velocità di una tecnologia e di un mondo che, se non ci diamo una mossa, ci lascerà troppo indietro per poter recuperare il terreno perduto. Internet è davvero troppo importante per relegarlo ai margini delle nostre vite.