Speciale iPhone 5

Apple ci presenta la nuova versione del suo melafonino

speciale iPhone 5
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Preceduto da infiniti rumor e atteso da media e fan di tutto il mondo, si è svolto ieri, nella suggestiva atmosfera dello Yerba Buena Center di San Francisco, lo speciale evento Apple per la presentazione, tra le altre cose, di iPhone 5. Il keynote, durato quasi due ore, ha mostrato degli aspetti interessanti da analizzare, ma al contempo, a causa anche delle notizie trapelate da inizio estate, ha deluso le aspettative di moltissime persone, rendendo forse più forte la convinzione dei diretti concorrenti: Samsung e Nokia dal punto di vista hardware, Microsoft e Google da quello software. Il loro attacco congiunto potrebbe far breccia nell’enorme, solido muro della Mela, fatto di utili miliardari da diversi anni a questa parte. All’entrata in scena, Tim Cook, attuale CEO Apple, è sembrato molto lontano da quella figura fredda e calcolatrice emersa in precedenti incontri con la stampa e il pubblico, mostrando una determinazione e una convinzione in ciò che stava per mostrare che facevano ben sperare. Per scaldare maggiormente la “folla” e per far salire all’estremo l’hype Cook lancia un video di presentazione del nuovo Apple Store di Barcellona, recentemente inaugurato e fiore all’occhiello dell’azienda per l’originale uso di materiali locali e tipici della città catalana. A seguire non potevano mancare i soliti numeri relativi ai progressi fatti da Apple e i propri prodotti negli ultimi mesi, soprattutto se messi a confronto con quelli della concorrenza.

Un Hardware più brillante

Dopo questa prima parte, che provoca ogni volta un senso di deja-vu agli spettatori, inizia l’evento che tutti attendono, con Phil Schiller, vice presidente per il product marketing di Apple, che fa il suo ingresso e che inizia a mostrare l’oggetto del desiderio di miliardi di persone da 2 anni a questa parte: l’iPhone 5. Cupertino ha fatto una scelta ben precisa: aveva a disposizione una serie di nuovi prodotti da mostrare, ma forse, spinta anche da un certo imbarazzo nel dover rivelare un oggetto già analizzato in tutte le sue forme e le sue parti, ha preferito togliersi subito il dente per poi farsi “perdonare” con la presentazione della nuova serie di iPod.
Nonostante una certa conformità alle funzionalità già esplorate dagli ultimi modelli, il prodotto mostrato da Schiller sembra essere dotato di un grande potenziale, e mostra delle innovazioni importanti sotto un’apparenza di “normalità”: il dispositivo misura 123,8 mm di altezza, 58,6 mm di larghezza e, soprattutto, ha uno spessore di soli 7,6 mm, il 18% in meno rispetto al passato. Per capire in che modo è stato ottenuto questo risultato bisogna partire dallo schermo che, allungato ma dotato della stessa larghezza del precedente modello, presenta una diagonale da 4” e quindi ancora utilizzabile con una sola mano. Tecnologia Retina migliorata, risoluzione di 1136x640 (il 18% di pixel in più rispetto al 4S) e densità di pixel per pollice pari a 326. Ciò che lo rende unico però, è la tecnologia touch integrata, che ha permesso di eliminare uno strato di elettrodi tattili tra i pixel del display, che ora fanno il doppio del lavoro, mostrano l'immagine e rispondono agli input. Risultato: schermo più sottile del 30%.
Continuando con l'hardware esterno, l'iPhone 5 presenta un retro in alluminio serie 6000 anodizzato, lo stesso dei portatili Apple, e inserti in vetroceramica (per il modello bianco e argento) o in vetro pigmentato (per il modello nero e ardesia). All'interno, Apple ha proseguito con il faticoso processo di riduzione degli elementi. Primo fra tutti il processore, un chip A6, 22% più piccolo rispetto al predecessore, ma due volte più veloce rispetto al chip A5 sia per quanto riguarda la CPU che le prestazioni grafiche. La cosa sorprendente è che sembra che si tratti in sostanza di un ARM Cortex 15, con due core separati; è la prima volta che una piattaforma del genere viene inserita nel mercato mobile ed è paragonabile ad un Nvidia Tegra 4: insomma, una cosa mai vista prima. Inoltre, il nuovo processo a 32 nanometri ottimizza le prestazioni e le rende migliori e meno dispendiose dal punto di vista energetico. Nonostante siano stati mantenuti gli 8 megapixel della fotocamera del 4S, l'iSight dell'iPhone 5 risulta il 25% più sottile e addirittura il 40% più rapida nella presa delle immagini. Queste ultime risulteranno migliori in condizioni di oscurità grazie alla modalità di luce dinamica e alla copertura delle lenti realizzata in zaffiro. Inoltre il software di gestione della fotocamera si è aggiornato con la modalità Panorama, che permette di unire foto singole fino ad una risoluzione di 28 megapixel, mentre durante i video a 1080p, sarà possibile scattare foto. La fotocamera anteriore (FaceTime HD) permetterà di registrare video in 720p con retroilluminazione e face detection. Il comparto audio è stato anch'esso migliorato notevolmente, con tre nuovi microfoni: uno in basso, uno in alto e uno sul retro, con specifiche funzioni di wideband audio, cancellazione del suono e chiamata.

Un altro elemento hardware fondamentale che ha concorso alla riduzione dello spessore del nuovo smartphone di Cupertino è il connettore Lighting, più piccolo dell'80% rispetto a quello da 30 pin dei passati modelli e soprattutto reversibile. Per quanto riguarda la connettività, è stata introdotta, adeguandosi alla concorrenza, la connettività LTE a livello mondiale. Infine, l'iPhone 5 utilizza le nuove Nano-SIM, ancora più piccole rispetto alle Micro-SIM. E’ qui che termina il grande sforzo dell’azienda di Tim Cook nel creare un dispositivo dotato di maggiore potenza e minore spessore, a nostro avviso 2 elementi fondamentali che andavano migliorati a fronte di un allungamento del device non gradito da molti. Verificabile solo al momento dell’acquisto l’effettiva durata della batteria, vero punto dolente degli iPhone di precedente generazione e importante banco di prova per le innovazioni del nuovo smartphone.
Niente di nuovo dal punto di vista del sistema operativo iOS 6, che oltre ad adattarsi alle nuove dimensioni del display, presenterà le novità già mostrate al WWDC 2012.

iPod Touch e Nano

La presentazione è poi continuata con la nuova serie di iPod Touch e Nano, completamente ridisegnate dal team di Cook. Se per il Nano si tratta di un semplice rinnovamento estetico e quasi nulla più (display da 2,5”), con un’interfaccia tornata quasi agli albori di iOS, il Touch è stato protagonista di un enorme potenziamento delle proprie capacità grafiche e di CPU, con l’integrazione del chip A5 dual-core e del display da 4 pollici, di un miglioramento degli elementi hardware, con il sensore della fotocamera posteriore portato a 5 megapixel e l’introduzione del flash LED, e di una rivisitazione estetica necessaria dopo due anni di immobilità da questo punto di vista. Entrambi gli iPod mostrati ieri e l’iPhone 5 verranno accompagnati dalle nuove cuffie Earpods, anch’esse novità già prevista del keynote e dal nuovo iTunes versione 11.

iPhone 5 Lo show di presentazione messo su da Apple, con relativa esibizione musicale finale dei Foo Fighters, ha sicuramente lanciato un messaggio ben preciso ai fan o, comunque, a coloro che si aspettano cose mirabolanti da questa azienda: l’innovazione intesa come qualcosa di estremamente sorprendente, l'innovazione sconvolgente che tutti si aspettavano ieri, non può essere paragonabile ad un processo lineare. Le idee brillanti e di successo sono come una scintilla che avvia un grosso fuoco: una volta accesa la fiamma, se è ben alimentata, è difficile che si spenga, ed altrettanto raro che divampi. Così Apple decide di proseguire per la sua strada, aggiornando di volta in volta un prodotto che dal 2007 ottiene eccellenti risultati. Il malcontento molto diffuso dopo la presentazione dell’iPhone 5 nasce soprattutto dalla fuga di notizie che c’è stata nei mesi scorsi; se, infatti, Tim Cook avesse avuto maggiore accortezza, le novità sarebbero sembrate più evidenti e meno sporcate dagli entusiasmi eccessivi che Apple mostra a volte per le cose meno significative. Per questo nuovo prodotto quindi, si può parlare di ennesima evoluzione, più che di innovazione vera e propria. Un'evoluzione, bisogna ammetterlo, abbastanza pregnante.