iPhone 7: la grande scommessa di Tim Cook

Le stime vedono Apple in netto calo nel 2016, mentre la concorrenza cinese avanza inesorabilmente. In questo contesto, iPhone 7 assume un ruolo determinante, che potrebbe spostare gli equilibri futuri del mercato.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Il periodo attuale non è certo tra i più positivi per Apple. Già al termine del 2015, con l'annuncio dei ricavi record nell'ultimo quarto fiscale dell'anno, Tim Cook aveva messo le mani avanti, dicendo che l'inizio del 2016 avrebbe portato a un calo delle vendite consistente rispetto al passato. Se da un lato questo era ampiamente prevedibile, visto che il periodo natalizio ha fatto da catalizzatore per le vendite a fine 2015, dall'altro le stime degli analisti prevedono un anno difficile per Apple, che nemmeno iPhone 7 sarebbe in grado di cambiare. I motivi sono diversi, a cominciare dalla saturazione del mercato, ormai ricchissimo di alternative, fino ad arrivare al sempre minor numero di innovazioni presenti negli smartphone, un fattore con cui tutti, da Apple a Samsung, dovranno fare i conti prima o poi.
Cupertino ci ha abituati a imprese impossibili, questo è vero, ma sembra proprio che questa volta invertire il trend sia davvero difficile, tanto che il lavoro di Apple per preparare l'utenza all'arrivo dei prossimi iPhone 7 è già cominciato. Tim Cook ha di recente affermato: "Abbiamo delle grandi innovazioni in cantiere. Il nuovo iPhone includerà delle caratteristiche senza cui la gente non riuscirà più a vivere, ma che però al giorno d'oggi non ritengono necessarie". A cosa si riferisca il CEO di Apple è difficile capirlo, ma resta il fatto che sarà un anno fondamentale per Cupertino, che dovrà vedersela con i problemi sul mercato cinese e con la concorrenza delle emergenti realtà asiatiche.

Stime al ribasso

Il mercato degli smartphone è destinato a rivedere le stime per la sua crescita, questo ormai è assodato. Anche senza parlare di numeri, è logico presupporre che i tassi di adottamento dei nuovi modelli non possano seguire il trend positivo visto fino a questo momento. In primo luogo, l'offerta è ora molto diversificata, con brand prima secondari che stanno ora iniziando a impensierire seriamente gli attuali leader di mercato. Pensiamo ad esempio ad Huawei, cresciuta tantissimo nell'ultimo periodo e con una potenza economica ancora tutta da scoprire. Inutile dire che la crescita dei marchi orientali sta avendo la sua influenza nel calo delle vendite subito da Apple e dagli altri giganti della telefonia, visto che proprio la Cina è il paese su cui Apple punta di più per trovare nuovi utenti. Il mercato cinese tuttavia è molto diverso da quello occidentale, e Tim Cook lo sa bene. Huawei gode certamente di un trattamento privilegiato in territorio cinese, cosa che Apple non può permettersi. Il recente blocco di iTunes Movie Store e quello di iBook Store fa capire bene la situazione nel paese della muraglia, in cui per competere non bastano ottimi prodotti, ma servono anche contatti all'interno dell'establishment politica, contatti che lo stesso Cook ha intrapreso in modo costante negli ultimi anni, attraverso frequenti viaggi in Cina, ma che devono per forza di cose aumentare.
Altro fattore che contribuisce al calo delle vendite è certamente il livello qualitativo raggiunto dagli attuali top di gamma, sia Apple che Android. Chi ha acquistato uno smartphone di fascia alta nel 2015 difficilmente troverà motivi sufficienti a giustificare la spesa per un nuovo modello, ovviamente se questo non presenterà delle funzioni talmente innovative da incentivarne l'adozione. Il problema però è che è ormai davvero complicato trovare il modo di migliorare gli attuali smartphone di punta, se non aumentando ancora di più le performance di processore, fotocamera e batteria. Un incremento nelle performance, per quanto sempre gradito, non basterebbe di sicuro, visto che gli attuali iPhone 6s (ma anche quelli appena precedenti) offrono una user experience ottima con iOS, e in generale con tutti gli applicativi più utilizzati sul telefono. Sul fronte fotografico, i rivali su Android sono un passo avanti, inutile negarlo, ma anche qui un miglioramento difficilmente sposterebbe di molto l'asticella delle vendite. Diverso il discorso per quanto riguarda l'autonomia, ma qui i limiti delle odierne tecnologie non permettono di spingersi troppo in la con la fantasia.
Un eventuale iPhone 7 con più potenza, una fotocamera migliore e un'autonomia superiore verrebbe certamente accolto bene dal pubblico, ma non basterebbe per tornare ai numeri visti in passato. Certo, in tutto questo non abbiamo parlato della maestria, più volte dimostrata da Apple, nel saper vendere al meglio le caratteristiche dei propri prodotti al pubblico, un fattore molto importante, anche se intangibile e poco quantificabile.

Le stime di Ming-Chi Kuo

Per capire meglio quali sono le previsioni di vendita per il 2016 nel segmento smartphone diamo uno sguardo alla ricerca di mercato realizzata da Ming-Chi Kuo, analista di KGI Securities. Precisiamo che non si tratta di dati certi, ma di stime, fatte sulle base delle informazioni attualmente disponibili. Kuo è giunto alla conclusione che potrebbero essere due gli scenari per Apple nel 2016, uno più ottimistico l'altro decisamente peggiore, il tutto basato sulle previsioni degli smartphone spediti dai cinque brand più influenti dell'anno. Partiamo dalle performance previste per gli smartphone della mela, per poi passare agli altri competitor. Nello scenario peggiore Apple spedirà 190 milioni di telefoni nel corso del 2016, per un calo che arriva a toccare il 18.1% su base annua, in quello migliore invece le unità spedite arriveranno a quota 205 milioni, per un calo nelle vendite dell'11.6%. A prescindere da questi numeri, è rilevante constatare che il dato riporterebbe la mela ai livelli del 2014, quando Cupertino ha piazzato 193 milioni di iPhone, per lo più varianti 5s e 5c, non certo i migliori modelli nella storia del melafonino. Va precisato però che le stime dell'analista di KGI sono fatte partendo da un semplice assunto: allo stato attuale non ci sono indicazioni che iPhone 7 possa portare novità consistenti sul mercato, o almeno non abbastanza da renderlo un must have a tutti gli effetti. Nel caso in cui Apple decidesse di apportare un cambio drastico al design, unito all'introduzione di nuove feature esclusive, le previsioni fatte da Kuo cambierebbero molto, aprendo nuovi scenari.

L'analista ha anche fornito previsioni sui principali concorrenti di Apple nel segmento smartphone per il 2016, stilando una classifica che vede al primo posto per numero di unità spedite Samsung, con 320 milioni di smartphone previsti per quest'anno, una crescita su base annua dell'1%. Il dato va ovviamente interpretato. In primo luogo il colosso coreano offre un ventaglio nettamente superiore di alternative, ecco spiegata la differenza numerica tanto marcata, ma queste vengono offerte a prezzi più bassi rispetto a quelle proposte da Apple, generando meno introiti. Il dato positivo arriverebbe inoltre dopo mesi di vendite non certo entusiasmanti, ad esclusione dei top di gamma S7 e S7 Edge. Al secondo posto rimane Apple, mentre al terzo troviamo Huawei, con 122 milioni di unità spedite e una crescita del 15.1 % su base annua. La bandiera cinese sventola anche sulla quarta e sulla quinta posizione, con OPPO che potrebbe piazzare 74 milioni di smartphone e Vivo a quota 64 milioni, con una crescita (incredibile) rispettivamente del 51.1% e del 45.5%.

iPhone 7 iPhone 7 comincia già a far parlare di sé, nonostante manchi ancora molto alla sua presentazione. Le stime delle spedizioni per il 2016 indicano una scenario decisamente interessante, anche se di difficile previsione. Tutto sembra ruotare intorno alla Cina, sia per quanto riguarda le vendite, sia per l’affacciarsi sul mercato di nuove realtà, come OPPO e Vivo. Huawei ormai non è più la brillante azienda in ascesa degli anni scorsi, ma una realtà solida e con cui tutti devono fare i conti, forte di una crescita che non sembra avere fine (ma attenzione, dicevano la stessa cosa anche dell’economia cinese). In uno scenario di difficile previsione, iPhone 7 diventa davvero una scommessa, probabilmente la più importante da quando Tim Cook è al timone del colosso americano. Le previsioni di Kuo gettano un’ombra pesante sul 2016 della mela, ma c’è da dire che allo stato attuale le informazioni sul nuovo iPhone sono pochissime e se in California riuscissero a realizzare un device in grado di distinguersi dalla massa tutto potrebbe cambiare, capovolgendo le sorti di un anno che in molti definiscono già come molto problematico per Apple.