Jack da 3.5 mm e smartphone: uno standard duro a morire, nonostante iPhone 7

Con l'uscita di iPhone 7 in molti hanno ipotizzato l'abbandono del jack da 3.5 mm per le connessioni audio, ma a quanto pare non sarà affatto così.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Duro a morire. Non stiamo parlando di un nuovo film della saga di Die Hard, ma del jack da 3.5 mm, una connessione audio che in molti davano per spacciata, almeno su smartphone. L'uscita di iPhone 7 e la scelta di Apple di puntare tutto sul connettore Lightning avevano messo in guardia gli addetti ai lavori su un possibile abbandono dello standard, del resto non sarebbe la prima volta che una decisione presa da Cupertino influenza poi l'intero mercato. A quanto pare però, a parte qualche brand cinese, come LeEco, il jack da 3.5 mm è destinato a rimanere in vita, visto che tutti gli smartphone top di gamma Android presentati nel 2017 ne adottano uno.

Viva il jack

Huawei P10, Sony Xperia XZ ed LG G6, smartphone top di gamma appena presentati al Mobile World Congress 2017, tutti dotati di jack analogico, hanno messo in chiaro che questo difficilmente verrà escluso dai device Android nel corso dell'anno. Pur non essendoci ancora conferme ufficiali, anche il prossimo Galaxy S8 dovrebbe avere questa connessione, presente sul mercato da ormai oltre cinquant'anni. Appare chiaro quindi come Apple sia rimasta la sola a portare avanti la battaglia contro le connessioni cablate su smartphone, un po' come avvenuto con l'eliminazione delle porte USB su MacBook, una scelta che non è stata seguita molto dagli altri produttori. A prescindere dai motivi che hanno portato all'eliminazione del jack da iPhone 7, già ampiamente spiegati anche se non condivisi da tutti, non c'è dubbio sul fatto che l'utenza abbia mal digerito la scelta di Apple, vista quasi come una forzatura. Utenza che però ha dato il pieno supporto ad iPhone 7, le cui vendite sono state ben al di sopra delle aspettative, soprattutto nell'ultimo trimestre dell'anno. Ma come mai tutta questa resistenza per uno standard che Apple considera ormai obsoleto? La risposta a questa domanda è abbastanza semplice: siamo ancora in un mondo in cui la stragrande maggioranza delle cuffie utilizza ancora connessioni analogiche, e basta usare iPhone 7 per qualche mese per capirlo. Se non si possiedono dispositivi senza fili, come ad esempio le AirPods, basta dimenticare l'adattatore a casa per perdere la possibilità di ascoltare musica, una bella seccatura in viaggio. Inoltre, a molti sarà capitato di dover caricare lo smartphone mentre si utilizzano le cuffie, altra cosa che con iPhone 7, semplicemente, non si può fare, salvo che con un adattatore apposito. Se poi si vuole parlare di qualità audio, alcuni top di gamma Android sono andati ben oltre l'utilizzo del jack, esaltando l'audio analogico con DAC dedicati, come avviene ad esempio con LG G6, per una qualità di ascolto ben superiore a quella offerta dal flagship di Cupertino.
Sembra quasi che il mondo Android abbia voluto prendere le distanze dalla decisione di Apple, che appare oggi ancora più forzata di quanto non lo fosse alla presentazione di iPhone 7. Insomma, anche se iPhone 7 ha cercato di affossarlo, il jack da 3.5 mm è ancora più vivo che mai, e potrebbe proseguire la sua carriera ancora per molto tempo, almeno su Android.