Speciale Kuratas

Il mech da combattimento che spara con un sorriso.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

“Mamma guarda, c’è un mech fermo al semaforo”. Una frase di questo tipo, fino a pochi mesi, l’avremmo potuta sentire solo in qualche film o in un manga proveniente dal paese del Sol Levante. Ma nella prefettura di Kyoto, in Giappone, una scena come questa potrebbe diventare realtà, visto che la Suidobashi Heavy Industry ha realizzato e messo in vendita un robottone alto più di 4 metri e dal peso di oltre 4.000 Kg, per la gioia dei facoltosi acquirenti che se lo possono permettere. A realizzarlo è stato Kogoro Kurata, designer nonché forgiatore dell’acciaio di cui è composto Kuratas: “Quando ero un ragazzino, pensavo che in futuro ci sarebbero stati robot giganti ovunque. Ma dopo anni di attesa mi sono reso conto che le persone erano solo in grado di fare piccoli robot, come Asimo. Alla fine, non potendo più aspettare, ne ho fatto uno da me.”
Kurata, nella vita di tutti i giorni, non è uno scienziato pazzo che intende costruire un esercito di macchine con cui invadere il mondo. Oltre a essere un designer è anche un fabbro, un maestro nella lavorazione dell’acciaio, una tradizione che in Giappone si tramanda da secoli. Solo la realizzazione delle parti in acciaio ha richiesto tre anni, durante il quale è stato portato avanti un enorme lavoro di sviluppo software da Wataru Yoshizaki, che ha curato anche la parte relativa ai sistemi d’arma. Per la serie “Solo in Giappone”, ecco una panoramica delle caratteristiche di Kuratas, il mech da 900.000 euro, almeno nella sua versione base.

Per natale voglio un mech da combattimento.

Lo sviluppo del progetto è passato per la riproduzione in scala del mech, che è poi stato realizzato nelle dimensioni attuali seguendo passo passo le indicazioni venute fuori dai modelli più piccoli. Il suo creatore ha dichiarato di non averlo fatto per soldi, ma per passione, anche se è stato scaltro a non coinvolgere sponsor per realizzare questa impresa, visto che i profitti andranno tutti nelle sue tasche in questo modo.
Prima di proseguire oltre, va detto che questo giocattolo per bambini ricchi non è stato progettato con scopi bellicosi. L’obbiettivo vero è quello di mettere nelle mani dei facoltosi clienti un qualcosa che possa dare sfogo ai loro sogni e ai loro desideri infantili, nulla di più. Precisato questo fondamentale aspetto, possiamo descrivere Kurata come si farebbe con una qualsiasi super car, armata però di tutto punto. A muovere l’intera macchina è un motore diesel, che “spinge” la massa d’acciaio fino alla velocità massima di 10 Km/h. Se pensate di gettarvi a capofitto su terreni dissestati però rimarrete delusi. Non ci sono cingoli a muovere Kurata, ma quattro ruote, poco adatte a spostare il peso di questo robot sullo sterrato. In compenso, tramite delle pompe idrauliche, il mech è in grado di sollevarsi ulteriormente da terra ed assumere così un aspetto ancora più imponente, dando la sensazione di trovarsi di fronte ad una incredibile macchina bellica. Il design del robot è particolarmente curato, anche per dare l’illusione di trovarsi di fronte ad un vero mech, ed è ispirato ad un anime degli anni ottanta, Armored Trooper Votoms.

A muovere i trenta attuatori idraulici che consentono gli spostamenti di Kurata ha pensato Wataru Yoshizaki, che ha sviluppato il software del veicolo, chiamato V-Sido, un rimando alla parola giapponese Bushido. Il sistema d’arma è in grado di agganciare un bersaglio e di seguirlo, anche se, fortunatamente, tra gli optional si possono scegliere solo “armi” non letali.
Dai filmati che si trovano in rete, si notano un lancia bottiglie e una ben più dirompente mitragliatrice Gatling da 6000 palline di plastica al minuto. Interessante notare come, per attivare le armi, basti un sorriso, grazie all’utilizzo di un Kinect installato all’interno dell’abitacolo. La testa del robot è inoltre in grado di riprodurre le espressioni facciali, per comunicare all’esterno lo stato d’animo del conducente. Conducente che dovrà adattarsi a un sistema di pilotaggio proprietario molto particolare, che sembra però permettere un controllo totale del mezzo.

Un nuovo business?

Kurata continua ad affermare di averlo fatto solo per passione, ma sul sito ufficiale è possibile osservare diversi modelli di mech, anche se per lo più si tratta di rendering, tutti caratterizzati da un look molto aggressivo. In pratica, questo significa che alla Suidobashi Heavy Industry hanno la possibilità di realizzare mech personalizzati di ogni tipo, e con la giusta offerta è difficile dire di no. Nelle ultime settimane inoltre il robot è anche apparso su Amazon, ricevendo in breve tempo qualche migliaio di ordini, quasi tutti cancellati una volta che gli acquirenti hanno capito che non si trattava di uno scherzo.

Risvolti commerciali a parte, si tratta di un hobby costoso, visto il prezzo base di 900.000 euro, armi e optional a parte. In compenso però, potrete provare l’ebrezza di comandare una bestia di questo tipo sia dal suo interno che dall’iPhone, che grazie all’applicazione dedicata permette di guidare Kuratas come un modellino telecomandato. Se acquistate dall’Italia però attenzione alle spese di spedizione, potrebbero essere salate.