La tecnologia LCD è morta? Non per Panasonic, è sfida aperta agli OLED

Panasonic ha prodotto un pannello IPS dal rapporto di contrasto enorme e dalla luminosità estrema: la commercializzazione non è lontana.

speciale La tecnologia LCD è morta? Non per Panasonic, è sfida aperta agli OLED
Articolo a cura di
Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Panasonic ha sviluppato una nuova tipologia di pannello IPS a cristalli liquidi che può raggiungere un rapporto di contrasto pari a 1.000.000:1 e una luminosità di picco di ben 1000 Nits. Molti produttori di monitor spesso inseriscono fra le specifiche il contrasto dinamico, che in molti casi può raggiungere tale valore; la particolarità del pannello sviluppato da Panasonic, però, è che questo non è il contrasto dinamico, bensì è quello statico, per il quale una ratio così alta non era mai stata raggiunta prima. Anche il miglior pannello IPS tipicamente non è in grado di superare i 2000:1, rapporto che è capace di fornire una qualità visiva molto elevata. Ad ogni modo le informazioni circa la tecnologia e le modalità utilizzate dalla società giapponese sono ancora scarse, ma in compenso sappiamo che tale contrasto è stato ottenuto controllando l'intensità della retroilluminazione pixel per pixel, senza tra l'altro introdurre ulteriori complessità nella linea produttiva classica.

Un contrasto così alto non si era mai visto

Un pannello LCD utilizza la retroilluminazione anche durante la rappresentazione dei neri, ed è per questo che proprio i neri spesso non sono così fedeli come dovrebbero, ma somigliano più a dei grigi molto scuri. Gli unici pannelli che attualmente sono in grado di riprodurre fedelmente il nero sono gli OLED, che non utilizzano affatto la retroilluminazione. Uno schermo LCD impiega un array rappresentato da tanti LED posti direttamente dietro il pannello a cristalli liquidi. Le luci possono essere controllate in genere a gruppi, tramite dei controller appositi piazzati a monte degli stessi, e ciò porta ad una flessibilità più elevata e a limitare, per quanto possibile, le differenze di uniformità luminosa fra le differenti zone di uno schermo. I display più economici usano addirittura delle vere e proprie strisce di LED piazzate solo sui contorni, scelta che però fa andare incontro a tantissimi compromessi riguardo la qualità visiva.
Gestire la retroilluminazione a gruppi non è quindi la stessa cosa di pilotarla pixel per pixel, e questo è proprio ciò che ha fatto Panasonic con il suo ultimo pannello. Grazie a questo accorgimento la casa giapponese è riuscita ad incrementare notevolmente il rapporto di contrasto di questa nuova tipologia di schermo. Non solo abbiamo una retroilluminazione pixel per pixel, ma anche LED di qualità, i quali possiedono una luminosità massima e minima più elevata della norma, permettendo di raggiungere una luminosità minima di 0,001 Nits. Anche questo valore va al di là delle capacità dei LED tradizionali.

Uno strato in più che fa la differenza

Altra particolarità del pannello è che subito al di sotto del livello dei cristalli liquidi abbiamo un ulteriore strato costituito da un materiale particolare, che rende i cristalli stessi tolleranti alla luce e che gli conferisce delle proprietà trasmissive diverse da quelle a cui siamo abituati. Tale layer aggiuntivo è assente dagli schermi tradizionali. Panasonic non ha rivelato l'esatta composizione di questo strato aggiuntivo, ma ha spesso utilizzato il termine "celle".
La società giapponese ha affermato che questa tecnologia può essere prodotta utilizzando gli stessi strumenti e gli stessi macchinari che vengono impiegati per produrre gli LCD tradizionali. Essendo questo un componente aggiuntivo e comunque innovativo, senza dubbio introduce un costo ulteriore alla produzione (oltre ai costi di progettazione).
Il prezzo finale di un monitor dotato di questo tecnologico pannello non dovrebbe quindi essere esorbitante rispetto ad un IPS classico, ma non aspettiamoci comunque cifre allineate ai prodotti odierni.

Panasonic Uno schermo con un contrasto così elevato sembra essere un componente dedicato quasi certamente ai professionisti, ai produttori video, all’ambiente medico, all’automotive, al settore ingegneristico e così via. Inizialmente sarà oggetto di interesse esclusivamente per le aziende, e non direttamente per il cliente consumer, dato il prezzo probabile di vendita e la fascia di mercato in cui dovrebbe piazzarsi - sicuramente al di sopra dei monitor mainstream. I primi sample del pannello cominceranno ad essere spediti per gennaio 2017, con Panasonic pronta a realizzare pannelli dai 10 ai 100".