Le incredibili scoperte di Cassini: Encelado e il suo oceano di acqua

Tra le scoperte di Cassini è impossibile non citare gli indizi di un oceano sotto la crosta ghiacciata di Encelado che ha lasciato tutti sbigottiti.

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Come vi abbiamo già raccontato nel nostro speciale dedicato Cassini sta per disintegrarsi sull'atmosfera di Saturno ed uno dei motivi principali di questa scelta definitiva è la salvaguardia di satelliti come Encelado o Titano, che potrebbero venire inquinati da eventuali batteri della sonda umana: le due lune sembrerebbero avere tutti gli ingredienti necessari per sviluppare la vita e la NASA non vuole in alcun modo compromettere il loro ambiente o l'esito di future missioni. Distruggere Cassini significa anche avere l'opportunità di far avvicinare la sonda al pianeta degli anelli e quindi raccogliere dati ad una distanza ravvicinata mai raggiunta prima. Chissà se finalmente sarà possibile capire se il gigante gassoso possiede un nucleo solido... non ci resta che attendere il 15 settembre e la rielaborazione dei dati nelle settimane o nei mesi successivi. Ora che si avvicina alla sua fine è doveroso ricordare quali grandi scoperte ci ha regalato Cassini, in particolar modo perché la luna Encelado è così importante per la comunità scientifica.


Encelado possiede un oceano al di sotto della sua crosta ghiacciata?

Encelado si presenta come un solitario pianeta dalla crosta ghiacciata, circa 7 volte più piccolo della nostra Luna. Sotto la sua parte più superficiale si troverebbe un oceano di acqua che ricopre parzialmente il suo nucleo secondo i dati forniti da Cassini nel 2014, anche se la teoria risale al lontano 2005. La sonda ha analizzato la magnitudine delle oscillazioni della luna durante le sue orbite attorno al Saturno, che possono essere spiegate ipotizzando che la superficie non sia interamente ghiacciata, ma presenti in alcune parti un oceano di acqua liquida tra la parte più esterna e il nucleo roccioso. Questo spiegherebbe anche le fuoriuscite di vapore acqueo avvistate nel 2005 dalla sonda nelle fratture vicino al polo sud del satellite, alimentato da questa gigantesca massa d'acqua liquida che non dovrebbe essere uniforme.

Quello che vi stiamo raccontando è solo uno dei grandi trionfi della sonda Cassini. Vi siete mai chiesti come fa ad avvicinarsi ad Encelado? Nel prossimo video si vede perfettamente come la sonda sfrutti l'attrazione gravitazionale della luna per poi dirigersi verso altre mete, sempre orbitando attorno al gigantesco Saturno.

Nel filmato è visibile la ricostruzione dei getti di materiale ghiacciato continuamente rilasciati dalle fratture superficiali, di cui vi lasciamo un'immagine davvero suggestiva.


Acqua e calore fuoriescono dalla luna misteriosa

Quello di Cassini attorno ad Encelado è un viaggio durato 10 lunghi anni dal 2005 al 2015: gli scienziati già sapevano che la luna sarebbe stata una meta interessante, grazie alle due sonde Voyager che avevano raccolto dati che hanno mostrato un'alta riflettività della sua superficie, lasciando indizi sulla possibilità che il satellite fosse interamente ghiacciato. Inizialmente si pensava di avere a che fare con una grande palla ghiacciata e morta, ma Cassini smentì subito quest'idea: il magnetometro indicava che il campo magnetico di Saturno veniva disturbato esattamente in prossimità del polo sud di Encelado. Un corpo ghiacciato morto non avrebbe potuto in alcun modo provocare quest'effetto, a meno che non ci fossero stati dei gas emessi nello spazio, fatto che oggi sappiamo essere confermato. Praticamente era come se la luna avesse una piccola atmosfera che disturbasse il campo magnetico del pianeta degli anelli. Inutile raccontare l'incredibile emozione della comunità scientifica nell'apprendere da Cassini che nel polo sud c'erano effettivamente delle emissioni di vapore acqueo e particelle di ghiaccio, come dei geyser attivi. Basta osservare il prossimo filmato per percepire lo stupore degli scienziati.

I primi dati della sonda mostravano le fratture simili alle striature di una tigre che rilasciavano calore all'esterno, nonché polvere e materiale organico. Subito i tecnici decisero di modificare le orbite di Cassini in modo che ne compiesse 20 attorno ad Encelado, di cui 7 vicine al polo sud. La conclusione di tutti questi studi è che il potenziale oceano al di sotto della crosta ghiacciata potrebbe supportare vita, idea che ad oggi ha convinto la NASA a distruggere Cassini affinché non si scontri sulla luna nelle sue orbite non controllate, una volta esaurito il carburante. Di seguito una foto dettagliata della superficie di Encelado, con le striature che emanano calore vicino al polo sud e il polo nord che mostra tutti gli impatti che ha dovuto subire il satellite nel corso della sua esistenza.