Speciale Le ultime novità dal mondo dei droni

Dalla terra allo spazio, i droni sono protagonisti di numerosi progetti, che vanno ben al di là delle potenzialità degli attuali modelli, grazie al progresso tecnologico e alle novità nel campo dell'intelligenza artificiale.

speciale Le ultime novità dal mondo dei droni
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Il mondo dei droni è un settore in grandissima espansione e ogni giorno vengono presentati nuovi velivoli di ogni tipo. Diamo uno sguardo alle ultime novità del settore iniziando dall'X-47B, una delle soluzioni più avveniristiche degli ultimi anni. Da non confondere con l'X-37B, il mini Shuttle segreto della US Air Force, è un aereo militare senza pilota con caratteristiche stealth (invisibile ai radar). Definito tecnicamente come UCAV (Unmanned combat aerial vehicle) è sviluppato dalla compagnia americana Northrop Grumman per operare sulle portaerei della marina statunitense. L'X-47B è un prototipo, un dimostratore, sviluppato per testare una serie di nuove tecnologie di vario tipo, dall'avionica ai sistemi di controllo intelligenti, passando per nuove modalità operative e molto altro ancora. Derivato dal progetto dell'X-47A Pegasus, il primo esemplare ha compiuto il primo test di volo nel febbraio del 2011. Per quanto riguarda le sue caratteristiche tecniche, è lungo quasi 12 metri con un'apertura alare di 19, ha una velocità di crociera di 0,9 Mach e un range operativo di più di 3900 km, è inoltre dotato di un vano cargo in grado di ospitare 2 bombe da 2000 kg ciascuna.
Questo aereo è riuscito a raggiungere eccezionali traguardi nel campo dei droni militari. E' stato il primo velivolo senza pilota capace di decollare e atterrare da una portaerei. La Marina americana è stata infatti in grado di lanciare l'X-47B dalla USS George H.W. Bush la mattina del 14 maggio 2013 in pieno Oceano Atlantico e pochi mesi dopo (luglio 2013) è riuscita con successo anche la manovra di appontaggio.
Il 17 agosto 2014, l'X-47B è decollato e atterrato sulla USS Theodore Roosevelt a fianco di un F/A-18 Hornet, riuscendo a raggiungere un altro traguardo eccezionale, la prima missione da una portaerei di un aereo senza pilota, utilizzato in combinazione con aeromobili con equipaggio a bordo. Questo velivolo continua a stupire, lo scorso mese è stato in grado, in completa autonomia, di compiere il primo rifornimento in volo di un drone, riuscendo ad agganciarsi ad un aereo cisterna sopra le coste del Maryland.
Con quest'ultimo test il velivolo senza pilota ha concluso con grande successo il suo lungo e complesso programma di sviluppo. La Northrop Grumman utilizzerà i dati raccolti per cercare di ottenere l'appalto dalla Marina americana per lo sviluppo di una nuova generazione di aerei di classe UCLASS (Unmanned Carrier-Launched Airborne Surveillance and Strike). Si tratta di aerei intelligenti capaci di operare dalle portaerei, in grado di compiere attacchi mirati, da impiegare anche in attività di sorveglianza e di guerra elettronica.

VAMP

Gli aerei senza pilota non solo solcheranno i nostri cieli ma andranno anche su altri pianeti. Sembra un'ipotesi fantascientifica ma secondo gli ingegneri della Northrop Grumman potrebbe, tra qualche anno, tradursi in realtà grazie al programma VAMP (Venus Atmospheric Maneuverable Platform) un drone gonfiabile pensato per volare per anni nei cieli di Venere.
L'azienda è al lavoro su questa idea già dal 2013 e ora pensa di tradurla in realtà. Sarà un velivolo molto grande ma allo stesso tempo leggero, con un'apertura alare di circa 50 metri, in grado di affrontare i venti di Venere ad un'altitudine compresa tra i 50 e i 70 km di altezza e potrà ospitare al suo interno numerose strumentazioni scientifiche che avranno l'obiettivo di analizzare l'atmosfera e le sue interazioni con il caldissimo suolo di Venere (fino a 460 gradi Celsius).
Con questo progetto la Northrop Grumman vuole vincere la "New Frontiers competition" della NASA, un concorso da un miliardo di dollari per lo sviluppo di un'innovativa missione spaziale prevista per il 2021. Non sarà facile viste le enormi difficoltà da superare e viste le caratteristiche ambientali di Venere, con venti ricchi addirittura di acido solforico.

Greased Lightning

Zano

Greased Lightning

Tra i droni presentati di recente uno dei più interessanti è il Greased Lightning (GL-10) sviluppato dalla Nasa. Si tratta di un aereo estremamente innovativo, appartenente alla categoria dei "convertiplani", velivoli in grado di decollare e atterrare in verticale come un elicottero ma poi in grado di volare come dei normali aerei. Il GL-10 è un prototipo spinto da 10 motori elettrici (8 sulle ali, 2 sulla coda), con una apertura alare di circa 3 metri e con un peso di 28 kg. La versione attuale fa largo impiego della fibra di carbonio mentre quella originale prevedeva dimensioni doppie e l'impiego di motori ibridi diesel/elettrici. Questo drone, anche grazie alla sua grande autonomia e alla sua leggerezza, potrà essere utilizzato in vari campi, dalla consegna di pacchi alla sorveglianza di lunga durata, ma anche per attività agricole, nella mappatura del territorio e molto altro ancora.

Zano

Abbandoniamo ora i prototipi per passare a prodotti commerciali alla portata di tutti. Da qualche tempo un nuovo tipo di droni sta riscuotendo sempre più successo, ci riferiamo ai modelli dalle piccole dimensioni, definiti spesso "nano droni". Così piccoli da stare nel palmo della mano, possono sembrare a prima vista quasi dei giocattoli, ma in realtà nascondono al loro interno tecnologie all'avanguardia.
Uno dei prodotti che hanno di recente attirato la nostra attenzione è il drone Zano, sviluppato dalla società inglese Torquing Group Ltd. Potremmo definirlo un "selfie drone", il suo scopo principale è, infatti, riprendere video e realizzare autoscatti nel miglior modo possibile e in modo autonomo senza richiedere grandi qualità di pilotaggio.
Grazie ad una serie di sensori integrati questo piccolo velivolo è in grado di evitare ostacoli senza l'intervento dell'utente, mantenere stabile la sua posizione e riconoscendo sempre dove si trova. Può essere facilmente controllato dallo smartphone grazie ad un collegamento Wi-Fi, basta inclinare il proprio cellulare o muoverlo in avanti o indietro per indirizzare il drone dove si vuole. E' comunque disponibile un classico sistema di pilotaggio definito "Free Flight", che permette un controllo tramite joystick virtuali visualizzati sullo schermo dello smartphone. Tra le funzioni più interessanti troviamo la modalità "Follow me" , grazie al quale il drone sarà in grado di seguirci e contemporaneamente evitare eventuali ostacoli. Zano sarà poi sempre in grado di tornare dal suo pilota se si allontana troppo e se le batterie interne si stanno scaricando.
Per quanto riguarda le sue caratteristiche tecniche, è grande solo 6,5 x 6,5 cm, pesa 55 grammi ed è dotato di una camera da 5 MP. E' fornito di uno slot Micro SD e di batterie intercambiabili che consentono un'autonomia tra i 10 e i 15 minuti con un raggio di azione tra i 15 e i 30 metri ed una velocità massima di 40 Km/h. E', inoltre, dotato di un microfono e di un piccolo display frontale in grado di visualizzare vari tipi di messaggi, come ad esempio un conto alla rovescia per i selfie, infine è compatibile sia con iOS che con Android.
Le funzionalità di Zano sono in continua evoluzione, presto verrà inserita la possibilità di inseguire una serie di obiettivi prefissati, il riconoscimento facciale, la possibilità di effettuare riprese panoramiche fino a 360 gradi, una suite per l'editing in tempo reale delle foto scattate ed infine la possibilità di controllare più Zano contemporaneamente, permettendo all'utente di riprendere un evento o un oggetto da diversi punti vista. L'utente potrà espandere il proprio mini drone acquistando nuove funzionalità direttamente dall'app sviluppata dall'azienda. E' già possibile ordinare questo piccolo velivolo ad un prezzo di circa 230 euro, le consegne sono previste per il prossimo luglio.

Drone Le tecnologie in campo aerospaziale hanno compiuto negli ultimi anni enormi progressi e il futuro ci riserverà ancora molte sorprese. Da singoli velivoli autonomi si passerà presto ad intere flotte dotate di un “intelligenza di sciame”, simile a quella degli insetti. Questi velivoli saranno in grado di scambiarsi informazioni e coordinarsi fra loro e saranno usati in molteplici campi, sia militari che civili, ad esempio per attività di sorveglianza o in caso di catastrofi ambientali.