Mercato smartphone: Samsung ancora in vetta, ma i brand cinesi spaventano Apple

I dati di Gartner sul secondo trimestre dell'anno mostrano un'incontrovertibile verità: è la Cina ormai il centro del mercato mondiale.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Un tempo li chiamavano cinesate, cinafonini o cloni. Oggi invece, a distanza di soli pochi anni, sono al centro del mercato. Stiamo parlando degli smartphone dei brand cinesi, che in relativamente poco tempo sono diventati cruciali per capire il mercato attuale, ma soprattutto quello del prossimo futuro. Osservando i dati diffusi da Gartner sulle vendite nel secondo trimestre dell'anno non si può che constatare la ormai assoluta centralità della Cina negli equilibri del settore, non solo a livello produttivo ma anche di vendita, visto che si tratta del primo mercato globale per numero di unità vendute. Non solo la Cina, ma è tutta la regione asiatica e del Pacifico ad essere diventata fondamentale per i brand della telefonia, che puntano sempre di più su di esse per aumentare il loro giro d'affari.

Samsung in vetta, ma Huawei si avvicina ad Apple

I dati relativi alle vendite di smartphone mostrano una situazione simile a quella di qualche mese fa, almeno a livello di classifica. Domina ancora Samsung, complici anche le ottime vendite di S8, con circa 82 milioni di telefoni venduti e un market share del 22.5%, in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In calo Apple, che con circa 44 milioni di iPhone venduti e un market share del 12.1% perde qualcosina rispetto allo scorso anno. Ovviamente il dato di Apple deve essere contestualizzato anche in base al prezzo dei suoi device: mentre gli altri brand hanno anche soluzioni low-cost a listino, in grado di aumentare molto i volumi di vendita, iPhone rimane un oggetto costoso e non ci sono alternative a basso costo. Se si vuole uno smartphone della mela quindi, bisogna spendere parecchio, e questo limita certamente il giro di affari, almeno a livello puramente numerico, anche se l'arrivo di iPhone 8 potrebbe invertire questo trend. In terza posizione troviamo Huawei, con circa 36 milioni di device venduti e un market share in salita dall'8.9% dello scorso anno al 9.8%. Quello che sembrava soltanto un sogno qualche anno fa per l'azienda cinese, ovvero superare Apple, non sembra più impossibile, anzi, nei prossimi anni un sorpasso è tutt'altro che improbabile. A stupire sono poi Oppo e Vivo. Insieme, questi due brand cinesi hanno venduto oltre 50 milioni di smartphone, per un market share del 13.7%. Ma perché trattare questi marchi come un'unica entità? Semplicemente perché fanno parte dello stesso gruppo, BBK Electronics, un colosso che oltre a Oppo e Vivo include tra le sue fila anche OnePlus. Il nome BBK, anche se poco conosciuto, è divenuto ormai centrale nelle economie globali del settore e si colloca di fatto al secondo posto, sopra ad Apple, sia per market share che per volumi di vendita. Insomma, tra BBK e Huawei, il mercato è sempre più cinese, e anche i dati di vendita relativi alla posizione geografica lo confermano, con il mercato americano ed europeo a rappresentare solo una parte delle spedizioni globali di smartphone.

Certo, un'analisi più accurata dovrebbe comprendere anche la spesa media per ogni device venduto, per capire quanto i numeri pazzeschi registrati in Asia e nei mercati emergenti influiscano sui fatturati, ma ormai la strada è tracciata e non è più solo la Cina al centro delle attenzioni dei brand globali, ma tutta l'Asia. È questo il terreno di scontro del presente e del futuro per i grandi marchi della telefonia, un terreno ricco di possibilità e in parte ancora inesplorato.