Speciale Moments, l'app di Facebook vietata in Europa

Il tema della privacy online è sempre più attuale e colpisce anche i colossi del settore tecnologico. Questa volta tocca a Facebook, che ha visto la sua nuova app tagliata fuori dall'Europa.

speciale Moments, l'app di Facebook vietata in Europa
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Il tema della privacy online è quanto mai attuale. Nell'era dei social network, le informazioni personali viaggiano veloci sul web, all'insegna di una condivisione che suscita più di qualche preoccupazione negli uffici dei garanti di mezza Europa. È in questo contesto che Facebook, il più noto esponente della Social Economy, ha creato un'applicazione in grado di riconoscere i volti presenti nelle foto, per poi condividerle in forma privata tra i presenti nello scatto, chiamata Moments. Il software è già disponibile negli Stati Uniti, sia per Android che per iOS, ma in Europa non lo vedremo, almeno per il momento. Il problema riguarda il riconoscimento facciale, che secondo il legislatore europeo viola la privacy degli iscritti a Facebook. Ad esprimersi sarà il garante della privacy irlandese, che già nel 2012 aveva bloccato la funzione di riconoscimento facciale nella versione web del social network, come indicato in questo articolo.
Se si considera che all'ora il tag e la successiva condivisione delle immagini non erano automatici, allora si può facilmente prevedere che ci vorrà del tempo prima di vedere questa nuova applicazione sul suolo europeo, da sempre poco incline a livello legislativo a concedere a privati l'utilizzo di tecnologie per il riconoscimento facciale.

Tempi duri per Facebook

L'idea alla base di Facebook Moments è semplice. Pensiamo a una festa, dove un gruppo di amici scatta decine di foto con smartphone diversi. Senza Facebook Moments, per condividerle con i presenti, un utente ha diverse possibilità. Tra queste ci sono i servizi cloud, da One Drive a Google Drive, in cui creare una cartella dove salvare le foto, condividendola poi con gli altri presenti alla festa; oppure si possono caricare le foto direttamente su Facebook, taggando gli amici singolarmente nelle immagini. Tra le due opzioni, quella che concede una maggiore privacy è sicuramente la prima, visto che con la condivisione su Facebook, anche altri amici, non presenti alla festa, possono vedere le immagini sul diario.
Con Facebook Moments questo non accade, perché la condivisone delle immagini avviene solo attraverso il riconoscimento facciale degli utenti registrati su Facebook, presenti in un determinato momento e luogo, che grazie alla geo-localizzazione delle immagini viene catturato dall'app. Il tutto senza dover perdere tempo a taggare gli amici, visto che il software provvede da sé a fare il tutto. L'intento di Menlo Park dunque sembra essere quello di aumentare la privacy degli utenti, visto che le foto possono essere viste solo dai soggetti presenti in certo luogo e immortalati nelle foto.
La tecnologia alla base del software è la stessa che era disponibile nella versione web del social network, anche in Europa, fino al 2012, ma negli ultimi anni è stata incredibilmente migliorata. Il grosso del lavoro rimane comunque quello fatto da Face.com, società israeliana acquistata da Zuckerberg nel 2012, per una cifra tra i 60 e gli 80 milioni di dollari.
Le parole di Yann LeCun però, direttore delle ricerche nel campo dell'intelligenza artificiale di Facebook e professore alla New York University, alla Computer Vision and Pattern Recognition Conference di Boston, disegnano ora un algoritmo di riconoscimento molto più affidabile. Basti pensare che questa tecnologia permetterà a breve il riconoscimento non solo attraverso il viso, ma anche tramite una serie di altri parametri, che una volta messi in relazione, permettono di svelare l'identità di una persona.

Stiamo parlando del taglio e del colore dei capelli, della postura e della forma del corpo, senza dimenticare i vestiti, che possono aiutare l'algoritmo grazie al particolare stile di una persona. La dimostrazione pratica di questa tecnologia ha portato a riconoscere, su un campione di 40.000 foto prese da Flickr, l'83% dei soggetti, una percentuale davvero elevata. Ovviamente, Facebook Moments non è ancora così progredito, ma visti i risultati ottenuti nelle sperimentazioni, può darsi che non ci voglia molto prima che le novità vengano implementate.
Tornando all'Europa, le sue richieste sono semplici: per permettere all'app di essere rilasciata anche nel vecchio continente, Facebook deve impegnarsi a rendere il riconoscimento facciale automatico disattivabile, dando inoltre la possibilità agli utenti di poter scegliere se essere riconosciuti o meno da altri. In questo caso però, l'app perderebbe del tutto lo scopo per cui è nata, visto che a quel punto bisognerebbe inserire un sistema di tag manuale per condividere le foto con gli amici. Facebook non sembra dell'avviso di modificare la sua app, motivo per cui difficilmente potremmo vedere il software nel nostro territorio. Resta il fatto che il tema della privacy online è sentito anche negli Stati Uniti, dove da un anno è aperto un tavolo di confronto istituito presso il National Telecommunications and Information Administration, che ha tutta l'intenzione di regolamentare in maniera più rigida l'utilizzo delle moderne tecnologie, nell'ambito della protezione della privacy dei cittadini statunitensi.