Moviola in Campo: ecco come funzionerà la VAR

La rivoluzione VAR, meglio conosciuta come moviola in campo, verrà introdotta già dal prossimo campionato di Serie A. Ma come funzionerà?

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Una nuova era si sta per aprire per il mondo del calcio. Per anni abbiamo atteso che anche lo sport più amato iniziasse a percorrere la strada delle nuove tecnologie per diventare più giusto e equo. Dopo anni di polemiche, rimandi e indecisioni finalmente ci siamo. La moviola in campo, o VAR (Video Assistant Referee) che dir si voglia, è pronta a entrare in gioco, a cambiare il mondo del pallone e trasformarlo in qualcosa di diverso. La Fifa ha dato il via libera, i test sono da tempo iniziati e lo sbarco ufficiale è quasi cosa fatta. La prima competizione internazionale a utilizzarla saranno i mondiali in Russia nel 2018, mentre già dal prossimo anno la nostra Serie A introdurrà il nuovo sistema, anticipando di un anno i tempi inizialmente previsti.

Che cos'è il VAR - Video Assistant Referee

Tecnicamente, seppure i suoi scopi siano gli stessi, la VAR non viene considerata come una vera e propria "moviola in campo". Questo sistema fa riferimento alla presenza di un assistente addizionale che, per aiutare l'arbitro, esaminerà le sue decisioni con l'ausilio di filmati video. Nella sua accezione più pura la moviola è tesa ad analizzare tutte le azioni di gioco e a valutare ogni decisione dell'arbitro in campo; il VAR sarà invece un supporto esterno all'operato del direttore di gara che potrà intervenire solo in determinati casi. Per lungo tempo il calcio si è interrogato sul modo in cui inserire la tecnologia nel mondo arbitrale: in uno sport che non conosce interruzioni era difficile trovare una soluzione che influisse il meno possibile sul regolare flusso di gioco. Una vera e propria moviola avrebbe spezzettato e snaturato il gioco nella sua essenza, per questo è stata scelta una via di mezzo il meno possibile invasiva. La decisione definitiva, dopo anni di rinvii e tentennamenti, è arrivata a giugno del 2016 e proprio da lì sono iniziati test e sperimentazioni. Nel 2017 alcune amichevoli internazionali hanno beneficiato del nuovo sistema e da inizio anno anche in Serie A si sono svolti dei segretissimi test offline. La tecnologia è stata messa al vaglio per risultare più efficace possibile quando verrà messa effettivamente in pratica. La VAR debutterà a maggio nei playoff del campionato francese e sarà attiva già dalla prima giornata del campionato italiano 2017-2018.

Come funzionerà?

Arbitri e guardalinee saranno come sempre presenti in campo, in costante contatto radio tra loro. Al quarto uomo, che continuerà a svolgere le sue più classiche funzioni, si aggiungeranno altri due arbitri addizionali presenti a bordo campo, anch'essi in costante contatto radio con l'arbitro. Questi avranno modo di visualizzare tramite due schermi le principali azioni di gioco e avranno facoltà di intervenire e di influire sulle decisioni dell'arbitro solo in determinate circostanze, definite dalla stessa Fifa "situazioni in grado di cambiare radicalmente lo svolgimento di una partita". Queste, nello specifico, saranno: episodi per decretare l'assegnazione di un gol, eventi all'interno dell'area per decidere l'assegnazione di un rigore, episodi che possono portare o hanno portato ad un cartellino rosso e scambi di persona da parte del direttore di gara. Il processo decisionale si articolerà in tre fasi ben distinte. Nella prima sarà l'arbitro a richiedere l'aiuto del VAR per dissipare i suoi dubbi su una decisione; viceversa anche il VAR potrà segnalare all'arbitro che una chiamata deve essere rivista. Nella seconda fase il VAR riguarderà l'azione con l'aiuto di replay e slow motion e comunicherà all'arbitro quanto ha visto. Nella terza fase l'arbitro deciderà se dare retta ai suoi collaboratori o se recarsi in prima persona davanti ai monitor per rivedere le immagini incriminate. In tutti i casi la sua discrezionalità non verrà mai messa in discussione: sarà sempre lui a prendere la decisione finale. Tutto, nelle intenzioni, si dovrebbe svolgere in pochissimi secondi e comunque in momenti che non pregiudicheranno il naturale svolgimento delle azioni di gioco. Per questo si è deciso di limitare il tutto agli episodi più importanti. Stando ai tempi raccolti nei test, in pochi secondi il VAR avrà la possibilità di rivedere ogni azione grazie alla visione della gara in differita di 3 secondi. In circa 7-8 secondi potrà visionare replay e immagini da quattro prospettive diverse. Durante le verifiche dovrà immediatamente comunicare all'arbitro che sta valutando una sua decisione, in questo modo il direttore di gara avrà facoltà di fermare l'azione alla prima occasione buona. La media di secondi persi per rivedere una decisione dovrebbe essere di circa 39.


Tutto oro quel che luccica?

Le criticità sono comunque ancora tante. I risultati dei test, definiti buoni, non sono stati ancora del tutto chiariti e sono in tanti a parlare di un gioco che ne uscirebbe snaturato e comunque mai del tutto privo di polemiche. Le interruzioni al normale svolgimento di un match, seppur limitate al minimo, potrebbero spezzare e interrompere momenti e azioni importanti. Panchine e giocatori non potranno richiedere l'intervento del VAR, ma è chiaro che ambienti particolarmente caldi saranno in grado di "influenzare" arbitro e assistenti, portandoli a rivedere decisioni delle quali erano sicuri e modificando indirettamente anche il loro iniziale giudizio. Occorrerà poi fare chiarezza su alcuni casi limite, come segnalazioni di fuorigioco lontani dall'area di rigore ma comunque influenti per l'assegnazione di un gol o contatti al limite dell'area di rigore. Ad oggi, in ogni caso, i benefici sembrano molto maggiori rispetto ai costi. Il calcio era rimasto tra i pochi sport a non volersi avvalere dell'uso delle moderne tecnologie di analisi video. Per anni è rimasto ancorato ad una visione poco moderna dello sport, incapace di considerare il profondo aiuto che possono fornire le nuove tecnologie.

Solo un gioco

La via di mezzo scelta dai vertici pare per ora la più giusta: l'essere umano e la sua discrezionalità decisionale continueranno ad essere il centro nevralgico per garantire il regolare svolgimento del match; la tecnologia sarà l'aiuto in più, quello che darà sicurezza e, almeno sulla carta, renderà tutto più semplice. A non diminuire saranno però le polemiche. Questi miglioramenti, se vogliamo, renderanno ancora più aspri scontri e punti di vista contrastanti. Il tifo è troppo caldo e passionale per sperare che le più classiche delle discussioni del post partita si riducano a zero. La decisione finale spetterà comunque all'arbitro con l'errore umano sempre dietro l'angolo. Anche le immagini video a volte non bastano per prendere una decisione univoca e al 100% obiettiva: colpa di regolamenti spesso poco chiari che lasciano infiniti spazi di manovra e interpretazione, che danno fin troppa libertà di valutazione e che continueranno a innescare scontri. Tutto sarà più moderno e al passo coi tempi ma le polemiche, le lotte intestine tra tifosi, i campanilismi, gli insulti e le discussioni improduttive saranno sempre le solite. In questo, purtroppo, il calcio non cambierà mai. Nessuna moviola in campo potrà mai convincerci che in fondo, anche se ce la prendiamo tanto, si tratta solo di un gioco.