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Netflix e condivisione dell'account: un problema per il futuro?

Un articolo apparso su Fortune pone l'accento sulla condivisione dell'account Netflix, perfettamente legale ma anche un possibile problema futuro.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

A dispetto degli annunci di facciata, del marketing e delle buone intenzioni, il fine ultimo di un'impresa commerciale è solo uno: fare profitto. Ci sono poi modi diversi di farlo, ma Netflix si è sempre distinta in questo campo per l'apertura verso il cliente, che può ad esempio disdire quando vuole e senza pratiche lunghe e complicate. Che dire poi della condivisione dell'account, una pratica non solo legale, ma anche incentivata dall'azienda stessa. Pagando 11.99€ mensili in Italia si può accedere al servizio al massimo delle sue potenzialità, 4K e HDR compreso, dividendo la spesa tra quattro amici e parenti, portando l'esborso mensile a circa tre euro, una cifra esigua che permette di accedere all'intero catalogo. Una vera manna dal cielo per i clienti, ma non per gli azionisti, che in futuro potrebbero imporre un cambiamento netto al contratto del servizio per massimizzare i profitti.

Quanto durerà?

Secondo Fortune, negli Stati Uniti e nel Regno Unito un quinto degli utenti tra i 18 e i 24 anni che ha visto Il trono di spade o Stranger Things lo ha fatto da un account condiviso. Tradotto in percentuale, in pratica il 20% dell'utenza Netflix in questa importante fascia di età divide la spesa con altri utenti. Interessante notare anche i dati relativi alle fasce di età più elevate, quelle dai trent'anni in poi, in cui il 12% degli utenti afferma di utilizzare un account condiviso. La ricerca, fatta da Reuters/Ipsos, mostra come questa pratica sia molto diffusa, del resto stiamo parlando di un'opportunità molto vantaggiosa e caldeggiata anche dalla stessa azienda. Le cose però potrebbero cambiare e il motivo sono gli introiti generati dal servizio. Wall Street prevede per il secondo quarto fiscale dell'anno una crescita del 31%, mentre le previsioni sulla crescita, nello stesso quarto ma del 2018, si abbassano al 19%. Stime sempre positive, ma che se si avverassero potrebbero spingere gli azionisti a fare pressioni sulla dirigenza del colosso dello streaming. Fortune parla apertamente di una crescita ferma al "solo" 10% come limite di tolleranza per gli shareholder. Interpellata sull'argomento, Netflix non ha rilasciato alcuna risposta. In merito invece alla possibilità di un cambiamento nelle condizioni del servizio, e nello specifico nella condivisione della password, David Wells, Chief Financial Officer di Netflix, ha affermato lo scorso settembre durante una conferenza con Goldman Sachs che: "Potremmo anche eliminare questa possibilità, ma non per questo diventerebbero tutti utenti paganti". Un ragionamento corretto quello di Wells, che senza mezzi termini ammette che non tutti gli attuali utenti che utilizzano un account condiviso, nel caso in cui venisse a mancare, diventerebbero poi clienti a prezzo pieno.

Insomma, per ora non ci saranno cambiamenti, ma un dato più di tutti deve far riflettere: secondo le stime, Netflix perderà, nel 2019, 550 milioni di dollari di introiti a causa degli account condivisi. Da qui ad allora, se la crescita dovesse rallentare, siamo certi che quel tesoretto, anche solo stimato dagli analisti, farebbe molta gola agli azionisti, e a quel punto potrebbe davvero succedere di tutto.