Speciale OS X Yosemite

Il punto sulle novità del nuovo sistema operativo di Cupertino.

speciale OS X Yosemite
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Nel settore informatico si sa, le cose cambiano in fretta. Solo cinque anni fa, per trovare di un sistema operativo gratuito bisognava affidarsi a Linux. Oggi invece, è possibile acquistare un Mac e avere OS X, senza spendere un solo centesimo per i futuri aggiornamenti. La strada intrapresa da Apple in questo senso è stata graduale, ribassando il prezzo di vendita poco a poco: OS X 10.0 costava infatti 129$, OS X 10.7 Lion 29$ mentre con OS X 10.8 Mountain Lion la cifra è stata ridotta ulteriormente a 19,99$. OS X Mavericks non è stato altro che l’atto finale di questo processo di graduale deprezzamento, che ha portato alla totale gratuità di OS X. La strada intrapresa dall’azienda di Cupertino è dunque già segnata e anche l’ultima versione di questo software, chiamataYosemite , non apporterà cambiamenti in questo senso. Del resto, Apple ha capito da tempo che i profitti si fanno vendendo hardware ma soprattutto servizi online per i propri clienti, invece che costringerli ad un esborso significativo di denaro con ogni aggiornamento.

iOS o OS X?

La prima novità introdotta in questa nuova versione del sistema operativo riguarda l’interfaccia grafica, che ha subito un restyling di sicuro impatto. Fin dalle prime schermate, appare chiaro che i cambiamenti sono stati ispirati da iOS, a partire dalle icone, che hanno perso la tridimensionalità tipica di Maveriks in favore di uno stile più simile alla controparte mobile. In generale, tutto appare più nitido e pulito, creando un colpo d’occhio assolutamente armonioso; anche i caratteri sembrano più definiti e dotati di maggior contrasto. Molto gradevole alla vista è l’enfasi posta sulla trasparenza delle finestre, che riescono ora a fondersi maggiormente con lo sfondo. In generale, l’aspetto grafico appare gradevole, anche se risulta chiaro che questa nuova incarnazione del S.O. Apple sia stata sviluppata per rendere al meglio con display ad altissima risoluzione. A conferma di ciò, nelle ultime settimane alcuni utenti hanno scoperto nei file di configurazione il supporto a risoluzioni molto elevate, tra cui la 3200x1800, quella scelta, secondo le indiscrezioni, per i prossimi iMac Retina .
Il nuovo stile grafico è sicuramente importante, ma sono altre le novità che cambieranno l’esperienza d’uso rispetto a Maveriks. Una di queste è la maggiore importanza data a Spotlight , il servizio di ricerca integrato in OS X. Cliccando sull’icona della lente d’ingrandimento, posizionata in alto a destra nel desktop, si apre una finestra al centro dello schermo, che consente di digitare ciò che si vuole trovare. Grazie all’indicizzazione molto precisa, i file all’interno del computer compaiono in pochi istanti, consentendo inoltre di effettuare ricerche su Wikipedia degli argomenti desiderati. Si tratta in pratica di un servizio di ricerca totale, potenzialmente in grado di cambiare il modo con cui interfacciarsi al sistema e destinato ad acquistare più importanza col passare dei mesi e con i nuovi aggiornamenti.

Per quanto riguarda la dashboard , questa è ancora presente, anche se nelle prossime versioni verrà sostituta, con ogni probabilità, dal nuovo centro notifiche. Esso si divide in due pannelli, chiamati “Oggi” e “Notifiche”. Proprio la sezione “Oggi” è quella che metterà la parola fine alla dashboard, visto che integra molte delle funzioni che la caratterizzano. È possibile infatti installare dei widgets che consentono di avere informazioni di vario tipo, dal meteo al valore delle azioni, passando per il calendario e i promemoria. Nel corso del tempo verranno rilasciati ulteriori applicazioni per personalizzare questa parte del sistema operativo, che consentiranno di espanderne le funzionalità. Grazie al nuovo centro notifiche inoltre, Apple intende realizzare il primo step della sinergia tra dispositivi iOS e OS X: un SMS inviato all’iPhone connesso al Mac sarà subito visualizzato sul suo schermo, permettendo di rispondere da entrambi i dispositivi al messaggio. Il fatto di poter iniziare a scrivere una mail dal proprio dispositivo portatile per poi continuare su quello fisso è solo una piccola parte di questa integrazione, che consentirà in futuro di utilizzare applicazioni ben più complesse. Allo stato attuale, è possibile anche effettuare chiamate comodamente seduti davanti alla propria postazione fissa, cercando i contatti direttamente nel telefono. Questo è solo il primo passo verso una reale unificazione dei sistemi operativi, ma il progresso prestazionale dei terminali portatili è solo all’inizio e tra non molti anni si potranno vedere i primi frutti di questo nuovo trend, come ad esempio dei veri S.O. universali.

Attenzione ai dettagli

Una delle novità più interessanti di questa versione 10.10 di OS X è certamente Safari 8. La prima cosa da segnalare è l’interfaccia, che appare ora più semplificata. Maggiore attenzione è anche stata posta sulla privacy, con una parziale rivisitazione della modalità di navigazione privata e il supporto a DuckDuckGo. Per quanto riguarda la navigazione privata, già presente nelle precedenti versioni, essa si attiva ora dal menù “File”, scegliendo poi l’opzione “Nuova finestra privata”. Una volta attivata questa modalità, la barra delle URL cambia colore e, da quel momento in poi, il browser non tiene più traccia dell’attività dell’utente per quella finestra. DuckDuckGo è invece un motore di ricerca alternativo alle soluzioni classiche, che non salva alcun dato degli utenti che lo utilizzano. Oltre a questo, da segnalare anche un miglioramento delle prestazioni e l’integrazione di Spotlight nella barra degli indirizzi. Ampliato anche il supporto ai più recenti standard web, compresi WebGL e SPDY. I consumi, per quanto riguarda i MacBook, sono stati decisamente ridimensionati, visto che Apple promette 2h in più di durata della batteria utilizzando Netflix, un bel passo avanti per i paesi in cui è presente il noto servizio di streaming video.
iCloud, il servizio che consente di salvare i propri file nella nuvola, è stato rivisto e trasformato in iCloud Drive, integrandosi maggiormente con il sistema operativo. Purtroppo, il limite dei 5 Gb gratuiti è rimasto, riducendo in questo modo i possibili campi di utilizzo, anche se è possibile ottenere più spazio tramite servizi in abbonamento. Al suo interno si possono salvare file di ogni tipo, che verranno poi visualizzati su tutti i dispositivi della mela associati al proprio Apple Id.
Anche il client mail è stato aggiornato, consentendo finalmente di poter inviare file di grandi dimensioni. Questo è possibile grazie ad iCloud Drive, che si occupa del trasferimento degli allegati più pesanti, sgravando il client mail da questo compito. Interessante è anche il tool grafico integrato, con cui modificare al volo le foto: non si tratta ovviamente del classico software di fotoritocco, quanto più uno strumento in grado di creare delle note veloci utilizzando le immagini, che possono poi essere condivise.


Disponibile da questo autunno, Yosemite si preannuncia come un update che delinea in modo chiaro quali saranno gli scenari futuri. La parola chiave per descriverli è una sola, cioè “convergenza”: fin dalle prime schermate, appare chiaro che l’intento di Apple è quello di rendere più simili e interdipendenti le diverse anime che compongono l’universo della mela, da iPad ad iPhone , fino ad arrivare ad iMac e MacBook. I segnali di questo cambiamento sono chiari e anche Microsoft , che unificherà presto gli app store dei sui dispositivi, sembra aver intrapreso la stessa strada, pur rimanendo indietro sul fronte dell'integrazione funzionale tra più dispositivi. Ad ogni modo, OS X Yosemite si appresta a portare dei decisi cambiamenti all’ecosistema Mac, creando una vera e propria sinergia tra i prodotti della mela. Questo si traduce sia in un vantaggio per gli utenti, sia in un vantaggio per Apple. I primi saranno felici di poter contare su dispositivi maggiormente integrati e ricchi di servizi, mentre la seconda non potrà che trarre giovamento dalla maggiore fidelizzazione dei propri clienti, che acquistando più dispositivi della mela entreranno in un vero e proprio universo interconnesso.
Non bisogna poi dimenticare che il nuovo sistema operativo è compatibile anche con sistemi non più recentissimi, anche se bisognerà valutare nella pratica il lavoro di ottimizzazione svolto dalla casa di Cupertino. Ad ogni modo, la compatibilità è garantita addirittura con in MacBook della fine del 2008, tagliando fuori solo i modelli più datati.

OS X OS X Yosemite non rappresenta una vera e propria rivoluzione, quanto piuttosto un miglioramento di quanto si è visto con Maveriks. Il concetto di “continuità” tanto pubblicizzato da Apple però è un ottimo punto di partenza per lo sviluppo di questo sistema, che può contare su un parco prodotti interconnesso davvero notevole, che consentirà una maggiore spinta alle vendite per tutto l’ecosistema della mela. L’azienda di Cupertino, anche senza drastiche innovazioni, dimostra ancora una volta di essere uno dei colossi dell'IT più attivi nella creazione di nuovi modi di utilizzo della tecnologia, consentendo inoltre una fruizione della stessa in modo semplice e intuitivo. La facilità con cui è possibile associare il proprio iPhone a un Mac e sfruttarne le capacità è quasi disarmante, consentendo a tutti, anche ai meno esperti, di poter sfruttare le nuove funzionalità. Un tale livello di integrazione tra sistemi operativi mobile e desktop d’altronde non è presente su nessun altra piattaforma, anche se difficilmente Microsoft rimarrà a guardare, vista l’enorme base d’utenza rappresentata dagli utenti Windows.