Bitcoin: parte del Congresso USA vuole trattare le criptovalute come il dollaro

Un manipolo di deputati repubblicani vuole sottrarre le criptovalute dalle ingerenze dello Stato, a patto che rispettino alcune condizioni

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Trattare alcune selezionate criptovalute come se fossero dollari, è questa l'ambizione dietro alla proposta di legge in sviluppo al Congresso da un manipolo di repubblicani. Se la legge passerà, certe criptovalute saranno protette dalle interferenze indebite dello Stato, evitando che queste vengano considerate dei meri strumenti per evadere il fisco o speculare.

La proposta dei repubblicani

Le criptovalute, a partire dai bitcoin, in più occasioni hanno ricevuto un'attenzione speciale da parte dei legislatori di tutto il mondo, diventando oggetto di provvedimenti speciali che non ne facilitano certo la diffusione.

Lo scorso Maggio ad esempio -come si legge su Futurism.com-, nel quadro delle misure di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento al terrorismo globale, negli States è stato presentato un disegno di legge che, se approvato, imporrebbe di dichiarare al varco delle frontiere se si è in possesso di oltre diecimila dollari in bitcoin, una proposta quantomeno bizzarra se si considera che per le altre valute è necessario dichiarare quanto si ha addosso, e non quanto si possiede in totale, magari a casa o nel proprio conto bancario.
Al contrario, le nuove norme in sviluppo prevedono che le criptovalute vengano considerate come normali valute fiat, diventando esenti da simili leggi speciali. Il disegno di legge, allo stesso tempo -almeno nelle ambizioni dei proponenti- dovrebbe anche contribuire a rimuovere le valute come i bitcoin da quella zona d'ombra che le rende ideali per le attività criminali. Se le critpo saranno considerate alla stregua del dollaro, significa che le stesse norme anti riciclaggio che valgono per il dollaro dovranno valere anche per esse, e così via. Inoltre non sarebbero considerate più come asset o investimenti, condizione che oggi impone una tassazione ad ogni trasferimento.

I requisiti per le criptovalute

L'ombrello protettivo di questa norma, tuttavia, non coprirebbe ogni criptovaluta ma, al contrario, prevedrebbe una serie di requisiti che faranno da discriminante tra le valute da rendere mainstream e quelle che continuerebbero a rimanere nella zona grigia dove si trovano ora. La fonte che ha comunicato al Daily Caller l'esistenza di questa proposta parla di requisiti minimi nella prevenzione del riciclaggio del denaro, raccontando di come, proprio in questo momento, esisterebbe un progetto per creare una valuta digitale nuova di zecca pensata per rispettare le leggi statunitensi sul riciclaggio. Non è chiaro -e non lo sarà fintanto che non verrà ufficialmente depositata la proposta- quanto invasivi saranno questi requisiti. Se saranno rivolti al futuro, e quindi immaginando un'applicazione per valute come quella appena menzionata, facile che le norme non copriranno le criptovalute più importanti ad oggi in circolazione, inclusi i bitcoin. Qualcuno ha ipotizzato che si tratti di una mossa astuta per creare una sorta di valuta digitale centralizzata e controllata dal Governo, ma è presto per lanciarsi in speculazioni.

Al contrario se la proposta vuole far salvo l'attuale mercato delle criptovalute, il discriminante potrebbe essere posto tra valuta ad anonimato totale, come ZCash, e quelle pseudo-anonime proprio come il Bitcoin. Il Daily Caller parla di un imprecisato supporto alla proposta da parte dei repubblicani di orientamento libertario, che, in genere, sono piuttosto aperti alle valute digitali, quindi la seconda ipotesi non è da escludere a priori.

Bitcoin Al momento abbiamo una semplice indiscrezione del Dailycaller.com, tant'è che perfino l'identità dei tre repubblicani dietro alla proposta di legge è ignota. Non appena si avranno maggiori informazioni sul contenuto della proposta -la cui presentazione dovrebbe avvenire a Settembre- non mancheremo di riportarvele, potrebbe essere interessante vedere gli espedienti utilizzati da parte del Congresso USA per rendere mainstream le criptovalute e combattere la criminalità in un colpo solo. Magari -chi sa- in futuro potrebbe essere un modello anche per altri Paesi, inclusa l'Italia.