Perché il Falcon 9 di SpaceX è esploso? Tutto quello che dovete sapere

Il Falcon 9 è esploso durante un burn test dalla stazione di lancio di Cape Canaveral, ma le indagini hanno già scoperto il motivo dell'incidente.

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste, mentre d'estate si dedica alla MTB. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Qualche settimana fa il razzo di SpaceX, Falcon 9, è esploso prima del lancio dalla piattaforma di Cape Canaveral, in Florida. Lo scorso primo settembre, alle ore 9:07 americane, il missile ha preso fuoco sullo Space Launch Center 40 (SLC-40) durante quello che doveva essere un burn test di routine. Fortunatamente non c'è stato alcun ferito dallo scoppio, anche perché il Falcon 9 non aveva passeggeri; c'è da sottolineare però che il forte botto ha mandato in frantumi il vetro di più di qualche finestra, sradicato delle porte degli edifici circostanti e ha totalmente distrutto il satellite AMOS-6 di proprietà di Facebook, del valore di circa 200 milioni di dollari. A seguito dell'incidente, SpaceX ha dovuto rinviare tutti i lanci successivi a data da destinarsi.

Cosa è successo?

L'esplosione del Falcon 9 è stato un avvenimento che ha colto tutti di sorpresa e che nessuno - compresa SpaceX - si aspettava. I dati dei sensori sembravano essere nella norma, come anche i parametri di volo. Il problema però non ha colto SpaceX impreparata, del resto gli incidenti sono frequenti in questo settore, dove il minimo errore può causare grandi problemi.
La risposta di SpaceX non è si è fatta attendere e le ricerche per scoprire le cause dell'avaria sono iniziate fin da subito. Non sono nemmeno mancate le scuse ufficiali per aver distrutto il satellite AMOS-6 di Facebook: "Ci scusiamo profondamente per la perdita di AMOS-6. Il sicuro ed affidabile ritorno al volo, per venire incontro alle necessità dei nostri partner commerciali, è il nostro obiettivo primario. Nel periodo che segue il tragico evento abbiamo ricevuto un continuo supporto ed una irremovibile fiducia, sia dai nostri clienti che dalla NASA e dalla United States Air Force, e siamo grati per questo", ha fatto sapere SpaceX. Ma cosa è successo al razzo?
Lo scoppio ha avuto luogo circa otto minuti dopo l'inizio del burn test programmato per il Falcon 9. Il missile era in posizione verticale per il lancio ed è stato rifornito di carburante anche durante la fase di testing. In un primo momento si pensava che l'esplosione fosse stata generata da un serbatoio di ossigeno liquido del Falcon 9. Le parole ufficiali di SpaceX in merito allo scoppio sono state le seguenti: "Per identificare le radici dell'esplosione, SpaceX ha cominciato le dovute indagini subito dopo l'evento, che erano già pronte nel caso si verificasse una contingenza di questa tipologia (come parte del piano di sicurezza, ndr). Queste includono la preservazione di tutte le prove possibili e la ricostruzione da parte di un Accident Investigation Team apposito, con la supervisione della Federal Aviation Administration e la partecipazione della NASA, dell'United States Air Force e anche di altri esperti dell'industria.", Alla fine, le indagini hanno scoperto che il problema è stato causato da una falla nel sistema di elio criogenico del serbatoio di ossigeno liquido, collocato nella parte superiore del razzo.

L'intervento della NASA

La stampa americana ha cercato di capire fin da subito le possibili ripercussioni della vicenda sulla collaborazione tra la NASA e SpaceX, e sui piani del Commercial Crew Program (CCP). Questo programma, portato avanti insieme a Boeing e SpaceX, metterà la NASA nelle condizioni di progettare, costruire e testare astronavi che porteranno gli astronauti presso la Stazione Spaziale Internazionale, che ricordiamo dista circa 354 chilometri dalla superficie terrestre. Il Commercial Crew Program è stato creato per sviluppare il sostituito dello Space Shuttle. Senza il CCP, gli americani avrebbero dovuto per forza di cose prendere in prestito le astronavi della Russia, a un prezzo molto salato per ogni viaggio.
Un portavoce della NASA, Tabatha Thompson, ha fatto sapere che la compagnia ritiene ancora affidabili tutti i propri partner commerciali. L'azienda ha espresso la sua preoccupazione riguardo all'incidente, dicendo però che attualmente è troppo presto per predire con un certo margine di certezza le implicazioni che dovrebbero attanagliarsi al Commercial Crew Program. Thompson ha anche dichiarato che la NASA ha cuore anzitutto la sicurezza dell'equipaggio, e che tale aspetto sarà applicato anche ai missili del futuro. Tutti i lanci, poi, devono passare stringenti vincoli imposti dell'ente americano in termini di sicurezza prima che sia data luce verde. Tabatha Thmpson ha poi aggiunto: "Le compagnie che stanno lavorando al CCP devono portare sul campo numerosi sistemi di sicurezza, incluso un Launch Abort System che può essere abilitato anche quando il missile è ancora sul proprio launchpad. Questi sistemi devono essere dapprima provati in alcuni voli di test, per poi far sì che la NASA li certifichi e li renda operativi per le missioni vere e proprie, magari con equipaggio. SpaceX ha testato il suo Launch Abort System già a maggio 2015. Sia SpaceX che Boeing, però, contano di migliorare il tutto e di effettuare altri test nel 2017. La NASA e suoi partner ce la metteranno tutta per raggiungere gli obiettivi indicati dal Commercial Crew Program".