Project Jacquard: la giacca smart di Google e Levi's e il futuro dei wereable

Project Jacquard, la giacca smart di Google e Levi's è solo l'ultima nata di un settore in costante crescita e sviluppo, quello dei wearable.

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Una giacca smart, connessa al proprio mondo online e capace di reagire ai tocchi delle dita come un qualsiasi schermo touch. Questo, in sintesi, quello che promette Project Jacquard, un prodotto sulla carta rivoluzionario e dalle grandi prospettive di crescita, ennesimo passo avanti nel settore wearable, i dispositivi indossabili sempre connessi in rete. La giacca, almeno inizialmente, sarà un monitor di attività fisica collegato ad un'app dello smartphone, ma le prospettive per il futuro sono molteplici: la manica delle giacca potrebbe essere usata per rispondere al telefono o ascoltare musica, ad esempio. Tutto sarà in mano agli sviluppatori, sempre più attratti da un mercato che è cresciuto del 25% solo nel 2016.

Mille oggetti, mille usi

Una ricerca IDC ha svelato i dati di crescita del settore. Per tutto il 2016 sono state ben 102,4 milioni le unità di prodotti indossabili vendute. Un dato in crescita rispetto agli 80 milioni di unità vendute nel 2015. Ad essere coinvolti tutti i principali competitor del settore. Samsung ha fatto registrare un +36,8%, Xiaomi un +15,4%. A calare leggermente solo Apple con il 7,9% in meno di Apple Watch consegnati. A farla da padrone sono ancora gli smartwatch e gli indossabili a forte impronta fitness/salutista, con funzioni tra le più disparate. BacTrak ha ad esempio sviluppato uno smartwatch capace di misurare in tempo reale il quantitativo di etanolo nel sudore e tradurlo nella quantità di alcool presente nel sangue. K'Track Glucose è invece un dispositivo da polso per misurare il livello di glicemia senza prelevare il sangue, ma solo analizzando la superficie della pelle. Per non parlare di Blaze Torch, un visore appositamente pensato per chi pratica sci notturno. Il settore ha ampi margini di crescita e ha già preso direzioni di sviluppo ancora più particolari. Le tecnologie già presenti verranno affinate ed ampliate, mentre componenti sempre più piccoli e materiali sempre più duttili porteranno la tecnologia a inserirsi in quasi ogni oggetto di uso comune, anche quello più impensabile. Project Jacquard è solo l'ultimo esempio ma già prima era arrivato Sensoria, un calzino presentato lo scorso anno a Las Vegas e capace di registrare i dati di corsa di chi lo indossa, aiutando l'atleta a tenere monitorate le proprie attività e i propri movimenti con un'accuratezza senza precedenti.
Il futuro è tutto dalla parte di questi piccoli oggetti e le aziende di tutto il mondo si stanno ingegnando per rendere queste tecnologie totalmente a misura di utente. La grandezza dei wearable del futuro si giocherà tutta su due componenti fondamentali: la durata della batteria e la capacità di interazione con l'utente tramite comandi vocali. Queste questioni sono già da parecchio sulle scrivanie dei ricercatori di tutto il mondo. Nella North Carolina State University hanno da poco sviluppato un cerotto capace di trasformare il calore del corpo in energia elettrica. Basterebbe inserirlo in un qualsiasi oggetto indossabile per trasformarlo in un terminale a corrente continua e dalla batteria inesauribile.

Discorso ancora più ampio per i comandi vocali, ormai al centro di studi sempre più complessi. Apple sta portando avanti il suo Siri, lo stesso hanno fatto Microsoft con Cortana, Samsung con Bixby e Google con il suo Assistant. A Mountain View hanno preso molto seriamente la questione, sviluppando un progetto strategico che sta raccogliendo milioni di dati per creare un assistente vocale capace di conversare con l'utente e rispondere a questioni complesse. Un'analisi di Gartner ha svelato che nel 2019 il 20% delle interazioni con uno smartphone avverrà tramite comandi vocali. Sarà solo questione di tempo prima che tutto questo possa tornare utile per gli indossabili del futuro. Ancora qualche anno e parlare con la propria maglietta potrebbe non essere una fantasia così folle.