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speciale Samsung Galaxy Note 2

Analizziamo nel dettaglio le applicazioni e le funzionalità del Note II

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Galaxy Note II N7100 è il telefono più potente che ci sia mai capitato di provare. Oltre ad aver pubblicato recentemente una completa Recensione, l'abbiamo sollecitato a dovere specialmente tramite le vaste opportunità di fruizione dei contenuti, approfondendo al meglio il discorso multitasking, che su questo modello ha raggiunto nuove vette al di sopra di un po' tutti i concorrenti. Samsung sta tracciando il proprio percorso motivata da successi e primati tecnologici sotto il profilo visuale e computazionale, a colpi ben assestati di display e processori poderosi. Il marchio Galaxy è divenuto sinonimo di qualità e convenienza, oltre che di prestazioni e ricercatezza estetica. Il cilindro dei coreani questa volta ha svelato un device esplosivo, calamitante attenzioni di stampa e pubblico per l'incredibile hardware e per gli innumerevoli miglioramenti apportati alla touchwiz UX e alle applicazioni sviluppate su S-Pen, la protagonista indiscussa di questa inarrestabile riscossa creativa.

Il secondo è più cattivo


Appena sbucato sul palcoscenico lo scorso 29 Agosto, introdotto dal designer Wim Wenders, il device non ha fatto gridare al miracolo, venendo additato da molti come un semplice riadattamento dal calco di SIII. Eppure, le migliorie del design rispetto al vecchio modello N7000 sono state sostanziali. Quella che si vede e che si apprezza direttamente impugnando il telefono è il nuovo rapporto dello schermo, adesso in reali 16:9 e cresciuto a 5.5" in diagonale. Tale accorgimento ha donato un'ergonomia inaspettata a questo super smartphone, che adesso senza fatica si gestisce con disinvoltura, quasi non fosse vicino alle dimensioni di un tablet. C'è stata una sostanziosa evoluzione, naturale si potrebbe intendere, perché l'idea alla base del progetto originale è rimasta completamente inalterata. Chi ha amato il Note sin dal suo debutto continuerà a farlo, ma ora chi al contrario non l'aveva tenuto di conto perché troppo grande, potrebbe ripensarci seriamente, perché il nuovo display Super AMOLED HD non è più soltanto una goduria per gli occhi. Esso è stato come sempre al centro dell'intero disegno progettuale, che con la nuova tecnologia pre-flessibile, ha permesso agli ingegneri di risparmiare molto spazio anche all'interno del corpo telefono, a vantaggio delle altre componenti e della batteria, da ben 3100 mAh, la quale garantisce un'autonomia sopra la media smartphone in rapporto alle tante attività in background che il terminale riesce a gestire. L'aspetto estetico è migliorato notevolmente anche grazie alla qualità delle plastiche e delle tolleranze d'assemblaggio, assai più solido del primo modello e molto più raffinato, con il policarbonato d'alta qualità e texture striata per la colorazione Titanium Grey. Probabilmente rimuovere la back cover potrà spaventare qualche maniaco del "nemmeno una volta sfiorato" , perché la plasticità del copri batteria in effetti si è leggermente persa con l'ispessimento irrobustente, e quindi potrebbe sembrare rischioso forzarla alla rimozione. Tuttavia, dai test d'infrangimento o caduta a normale altezza d'impiego venuti a galla sulla rete, questo telefono si è rivelato più che resistente. Il vecchio modello N7000, infatti, davanti ai nostri occhi, è caduto, scivolato, sul davanti, sul retro, e in malo modo, miriadi di volte, senza riportare mai graffi o danni spiacevoli. Questo però perché abbiamo scelto un'ottima cover, davvero essenziale quando si protegge un telefono con dimensioni extralarge che non possono essere miracolate ogni volta. In particolar modo abbiamo notato dall'esperienza con SII e SIII, rivestiti interamente da una fodera in pelle protettiva in nostro possesso, che le parti sempre a rischio erano sempre quelle degli angoli sui bordi, che immancabilmente venivano graffiate; guarda caso l'unica zona scoperta dalla fodera. Con Galaxy Note abbiamo così optato per una cover minimale, e notevolmente più bella, che invece lasciava scoperti sia il display in Gorilla Glass, sia il bordo superiore e inferiore, proteggendo accuratamente gli spigoli. Il risultato è stato eccezionale e altrettanto sembra essere quello con la stilosa cover Nìllkin bordeaux, ritratta in qualche nostra foto assieme a Note II. Il forte impatto estetico dell'abbinamento è stato accentuato anche dall'assottigliamento del bezel, che è più contenuto anche sulla zona dei tasti e del ripetitore telefonico, per un coinvolgimento a schermo acceso che non ammette paragoni. Le dotazioni sono anch'esse da primato con MHL 2.0, buetooth 4.0 smart ready, DVX HD, apt X, a eccezion fatta per l'LTE che per il nosro paese Samsung ha deciso di non includere; ma vedremo in seguito come tale scelta possa rivelarsi non così penalizzante quando le aspettative risultino oltremodo appagate.

Spazi aperti


L'accensione avviene alla velocità della luce, da buon telefono Galaxy, ma da subito la qualità del nuovo Super AMOLED si staglia sulle altre amenità, tra l'icona bianca e blu Samsung e il buio assoluto dello sfondo, che sembrano infrangere il vincolo del Gorilla Glass II. Anche se non si direbbe dalla risoluzione a 1280x720, il nuovo display infatti vanta una nuova disposizione dei subpixel, ora non più condivisi alternativamente, ma bensì riarrangiati con un nuovo schema simil-RGB che di fatto ha neutralizzato l'effetto zanzariera tipico dei pentile, risultato a volte affaticante per la vista nelle immagini ad alto contrasto. La leggibilità ha acquisito così una morbidezza oltremodo inusuale per questa tecnologia, superando anche quella di SIII e di Note N7000, nonostante permangano ancora difetti nella luminosità massima, che non aiuta sotto i raggi del sole.
L'interfaccia touchwix nature UX è ritornata a gran impeto su Galaxy Note II, sfruttando l'enorme potenza di calcolo di Exynos 4212, quad-core a 1.6Ghz, e slegandosi con la forza di Android 4.1.1 Jelly Bean. Al solito, Samsung ha selezionato l'aspetto visuale delle proprie animazioni e collegamenti ispirandosi a quanto di meglio si fosse già visto su altri famosi launcher alternativi, pur mantenendo però molti limiti nella personalizzazione da parte dell'utente. La fluidità delle canvas è sbalorditiva, anche quando lo schermo è affollato da applicazioni o da widget interattivi ed estesi. Le transizioni scorrono a 60fps senza mai un rallentamento e con pochissimi salti di frame solo nella preview mode con tutte le anteprime delle canvas visualizzate. Le applicazioni si aprono sfruttando l'animazione stock di Jelly Bean a ingrandimento, e vengono avviate o eseguite quasi istantaneamente, senza bisogno di caricamenti dilatati o di passaggi a schermata vuota. È davvero difficile restare indifferenti davanti a tanta meraviglia, specialmente quando si scelgono applicazioni multimediali complesse, oppure quando se ne aprono addirittura 2 contemporaneamente con l'esclusiva funzione multi view. Tenendo premuto il tasto indietro, infatti, viene aperta una dock bar addizionale, adattabile a ogni estremità dello schermo, che inizialmente potrebbe essere scambiata per un task manager personalizzato con collegamenti alle app in stile iphone. Trascinando una delle app della lista tra Facebook, Internet, Google Talk, email, S-Note, essa si espanderà su tutto il display, come siamo abituati a vedere infatti, ma trascinandone anche un'altra, quest'ultima si adatterà a una o all'altra metà del display, avviandosi istantaneamente e in contemporanea all'altra visualizzata in precedenza. Ripetto a Galaxy Note 10.1 con Ice Screan Sandwich, le due applicazioni su N7100 sembrano essere eseguite con maggiore disinvoltura, tanto che lo sfioramento su ciascuna porzione di schermo non produrrà mai alcuna latenza o ripresa da congelamento. La linea di demarcazione può oltretutto essere spostata, così da visualizzare in maggiore comodità una pagina web, piuttosto che i titoli delle proprie email o post di Facebook. Il multitasking ha quindi raggiunto tappe incredibili su questo super smartphone che con 2GB di Ram regge oltre alle 2 applicazioni in simultanea perfino esaltanti extra unici e mai visti prima su smartphone di altri produttori, come pop up internet, pop up note e pop up play. Queste ultime sono piccole finestrelle volanti di Internet, S-Note e Lettore Video che possono sovrapporsi a tutto il resto, anche alle app visualizzate con multi view, senza il minimo timore per rallentamenti o arresti, come se ne stesse utilizzando sempre una soltanto. Ammessa l'improbabilità del dover visualizzare 5 app contemporaneamente su uno schermo smartphone per quanto possa essere esteso, questa prova di forza non può che dar ragione alla ricerca Samsung, che con Exynos ha potuto regalarci prodotti realmente innovativi e superiori in prestazioni agli altri concorrenti. Per quanto concerne la componente telefonica, tuttavia, quanto dichiarato pocanzi potrebbe essere nuovamente messo in discussione, perché sappiamo che qualcun altro (Nokia Lumia 920) ha fatto di meglio, offrendo migliore qualità audio in chiamata e superiore potenza del segnale, fermo restando che questo Samsung in quanto a velocità di fix del segnale GPS o di navigazione su traffico dati 3G, si sia inequivocabilmente comportato come una scheggia.

Sulle tracce di S-Pen


La bellezza di Galaxy Note II si sprigiona del tutto però solo grazie al dirompente supporto di S-Pen, la bacchetta magica senza la quale il potente lunario di Samsung funzionerebbe soltanto a metà. L'incanto prende forza dai segreti "alchemici" di Wacom, l'azienda leader nella produzione di penne o tavolette grafiche, ideate per migliorare quanto più possibile l'interazione con i calcolatori. Nel caso di N7100 lo sforzo è stato duplice, nella misura in cui una penna con punta fine debba interfacciarsi a uno schermo capacitivo piuttosto risoluto. Ma se non si possiede abbastanza fede per poterci credere da soli, allora ci siamo noi a potervelo dimostrare attraverso le mille ed una capacità da sfoderare in ogni situazione. La più scontata, o semplicemente quella più richiesta dalla maggior parte degli smart user è sicuramente quick note, ossia la finestra che si apre toccando due volte il display con S-Pen e tenendo premuto il suo tasto funzione. Questa comoda app volante permette di prendere appunti di ogni genere, sia con tastiera che a mano libera, tramite la naturalezza che contraddistingue S-Pen, profusa da una fluidità ai massimi livelli e da un input lag estremamente ridotto. Rispetto al vecchio modello, su N7100 la finestra di dialogo per questa app è oltre che sovrapponibile a qualsiasi altra schermata, anche trascinabile lungo tutta la diagonale dello schermo, in modo da agevolare la lettura di informazioni aggiuntive quali pagine internet o, perché no, una stringa della calcolatrice, mentre ad esempio un nostro interlocutore telefonico ci comunica dati da riorganizzare e immancabilmente memorizzare. Il quick crop, inoltre, dismette la cattura di uno screenshot per selezionare una porzione di schermata da copiare. Adesso è sufficiente tenere premuto il tasto di S-Pen e circondare l'area d'interesse con un tratto per condividerla istantaneamente attraverso le infinite vie di connessione e messaggeria che questo telefono vanta già di default. E sempre poi adoperando il comodo tasto funzione, in quasi ogni circostanza sarà possibile sottolineare del testo con la penna per evidenziarlo e copiarlo, senza ogni volta tenere il dito appoggiato sui caratteri in maniera approssimativa. Sembra insomma che S-Pen stia tramutandosi in qualcosa di più evoluto che un semplice strumento alternativo d'input, come avveniva per N7000, per il quale molte ROM cucinate da altri sviluppatori ne dimenticavano addirittura il supporto o la compatibilità. In effetti, le nuove funzioni sono tantissime e non finiscono certo qui, altrimenti le tante voci dei menu delle impostazioni varrebbero semplicemente a confonderci. Al contrario, Samsung sembra stia recuperando con questo modello anche sul versante del self-instruction, fornendo una serie di messaggi a schermo o filmati dimostrativi direttamente nell'interfaccia o negli elenchi delle impostazioni, per non troncare di netto con gli utenti al primo contatto. Sicuramente Galaxy Note 2 farà gola più facilmente a un uomo d'ufficio, piuttosto che a uno sportivo o ragazzo più attivo, però si deve riconoscere che certe funzioni o peculiarità su questo telefono non necessariamente vengono disprezzate da signore in fila per la spesa o da curiosi in cerca del miglior pezzo da novanta. S-Note è pur sempre uno strumento utile e potente per ciascuno di essi, ed è stato proprio questo il motivo del grande successo di Galaxy Note II; quindi Samsung non poteva certo lasciarsi dietro sorprendenti funzioni ausiliarie e catalizzanti che avrebbero adescato l'interesse di molti, come appunto, l'elegante Air View. Alla distanza di massimo 3 cm, il nuovo pennino viene rilevato dallo schermo, che mostra in sua corrispondenza un discreto cursore circolare. Attraversando quindi le pagine, i menu, i comandi di Galaxy Note II, con S-Pen in pugno, si verrà assistiti nella comprensione di alcune funzioni, nell'apertura di menu a tendina nel browser web - cosa che su altri telefoni risulta ancora impossibile -, o nella visualizzazione in anteprima delle proprie foto scattate nella galleria, soltanto indicando con la penna un elemento sullo schermo e osservandone la reazione, senza toccarlo. Nel calendario, ad esempio, verranno evidenziati gli appuntamenti in dettaglio senza ricorrere alla visuale giorno per giorno, oppure nella lista delle email, anche tramite il widget, se ne potranno leggere su una casella fluttuante il corpo o i titoli, senza doverle riaprire. La meno interessante delle nuove funzionalità di S-Pen risulta però proprio quick command, un menu a tendina richiamabile tracciando una linea verso l'alto col pennino e tasto funzione sempre premuto. Si possono inviare email, fare ricerche, chiamate, guardare il meteo, o associare qualsiasi altra funzione a simboli grafici semplici da eseguire con la penna. Il tutto appare però ancora troppo macchinoso, specialmente per il tempo richiesto per attivare una funzione simile; molto più utili invece sono i collegamenti rapidi e le canvas personalizzate che compaiono quando si estrae S-Pen, alla quale per altro è anche associato un allarme del telefono per evitare di abbandonarla fuori portata. Vista quindi l'importanza che S-Pen ha assunto nell'intero complesso del prodotto, è doveroso sottolineare quanto sia migliorata anche l'impugnatura della stessa, ora più estesa e smussata in prossimità del tasto funzione, affinché possa essere avvertito più facilmente dalle dita.

Dopo la fine del mondo

Galaxy Note II è dunque un ottimo smartdevice, munito di tutte le più recenti dotazioni tecnologiche che il mass market abbia da offrire, come l'NFC e la prestante fotocamera da 8 megapixel, che peraltro avrebbe dovuto essere da 13 megapixel se le scorte fossero state pronte. Ma a conti fatti la reale differenza rispetto a un qualunque altro terminale di fascia alta è adesso la cura riservata al software multimediale, che dal primo successo di Galaxy S non si è mai concesso una sosta o stortura in un vicolo cieco, per mantenersi smagliante e versatile come molti già lo conoscevano, e altresì ricolmo come mai prima d'ora, di simpatiche innovazioni che saranno liete al pubblico di creativi e appassionati. Ripescando per esempio la sezione fotocamera, essa si presta a particolari montaggi in slow motion e time lapse fino a 1/8 o 8x della velocità di ripresa. Sono confermati i 20 scatti a raffica e volto migliore di Galaxy S III, e non mancano i vari preset di esposizione o rapporti per la risoluzione, anche se dispiace constatare una non perfetta uniformità di foto o video girati in notturna, che raccolgono ancora troppo rumore video e meno dettaglio percepibile sullo sfondo. Le pecche della fotocamera però, vengono riscattate in gran parte dalle resa magnificente del Super AMOLED HD, che non ammette rivali nemmeno nella riproduzione video, a qualsiasi refresh e con ogni tipo di contenuto, sia esso cinematografico o prettamente videoludico. La GPU Mali400 è comunque giunta a capolino con quest'ultimo modello di smartphone, e in effetti alcune incertezze sono avvertibili nella programmazione di giochi 3D più recenti, specialmente in quelli ottimizzati anche per Tegra 3, dove si reclama supremazia almeno per l'effettistica, sorvolando però sull'antialias e fluidità, dove Mali fa tuttora valere le proprie ragioni. È bene precisare inoltre quanto raro sia rintracciare giochi che sfruttino effettivamente i quad-core non marchiati Nvidia, perché in molti casi, ma non in quello di Samsung per fortuna, i 4 processori non si avvertono minimamente sotto il cofano, e a tal punto appare oltremodo evidente come certi divari tecnici non siano poi così nebulosi per non essere stati stipulati al tavolino. Permangono in ogni caso egregie espressioni di mobile gaming su questo terminale, contraddistinte da immersività video, comodità dei controlli grazie al largo display e ad S-Pen, e prestazioni al top per l'emulazione di console e titoli coin-op complessi, ciascuno eseguibile contemporaneamente e senza blocchi, come Galaxy SII ci aveva mostrato a suo tempo, incitandoci a ridefinire la sua potenza di calcolo con l'eloquente espressione di "massive-tasking". Non si perde mai nulla quindi della vecchia esperienza Samsung, e invece si collezionano grandi novità: una fra tutte la nuova galleria. Vecchio punto debole dell'interfaccia proprietaria Samsung, su Note II essa è diventata più fluida, più interattiva e tanto più appagante grazie alle innumerevoli animazioni a spirale, schedario e al supporto intelligente del multitouch. Si possono prendere note dietro alle fotografie e inoltre con l'applicazione paper artist si possono conferire sorprendenti tocchi artistici ai propri scatti, come fossero rari ritratti d'autore realizzati a matita o acquerello. La condivisione di file multimediali è essa stessa pensata a regola d'arte con la tecnologia S-Beam studiata per terminali con supporto all'NFC. Il contatto tra le backcover di due smartphone Samsung come SIII e Note II garantisce infatti un flusso di scambio dati a 300Mbps, in grado di trasferire file video di 2GB in circa 2 minuti. Se poi si dispone anche di un cavo MHL, di un adattatore USB Host e di un USB Hub con alimentazione esterna, in vendita separatamente a una modica cifra, Galaxy Note II in definitiva può trasformarsi in un computer desktop a tutti gli effetti, compatibile con diversi accessori bluetooth o USB simultaneamente, come Hard Disk, mouse e tastiere, e offrendo un'esperienza d'impiego che potrebbe suscitare più di un grattacapo agli arenati produttori di personal computer.

Samsung Galaxy Note 2 Galaxy Note II N7100 smaschera più di ogni altro smartphone o tablet la vera direzione che la mobile technology ha da tempo intrapreso, smontando le vecchie fondamenta dei processori x86 e ricostruendo leggere architravi a sostegno di nuovi spazi proprietari ARM. La dimostrazione di potenza però non è tutto, l'armonia è il vero tassello mancante all'ecosistema Android e Samsung, con questo modello, assembla in un unico dispositivo una sintesi quasi perfetta dei traguardi sin ora raggiunti su tale versante. La penna, il display, le prestazioni, si commisurano e si valorizzano integralmente, risultando seriamente appaganti. Permangono alcuni difetti nell'ergonomia, dovuti al restringimento della cornice che ci fa spesso pigiare inavvertitamente i tasti capacitivi, oppure si aspira ancora a una più moderna GPU o a una diversa interfaccia utente, meglio semplificata e più intuitiva per i meno esperti; ma per tutto il resto Galaxy Note II sa davvero come stupirci con la visuale a doppio schermo, i 2GB di Ram, S-Pen, S-Note e la marea d’implementazioni progettate su di esse. Noi non possiamo fare a meno di consigliarvelo caldamente, specialmente adesso che si rintraccia a un prezzo concorrenziale di circa 500 Euro. Fatevi un regalo e auguratevi un felice anno insieme a un ottimo compagno di lavoro, di produttività e d'intrattenimento.