Samsung Galaxy S8: impronte digitali, scanner dell'iride e facciale alla prova

Abbiamo messo alla prova i sistemi di autenticazione del nuovo Samsung Galaxy S8: qual è il migliore da utilizzare tutti i giorni?

speciale Samsung Galaxy S8: impronte digitali, scanner dell'iride e facciale alla prova
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

La sicurezza è un elemento sempre più centrale nel valutare uno smartphone. In questo campo, Apple è da anni maestra grazie all'integrazione hardware-software dei suoi device, mentre Android, complice l'offerta molto più variegata, ha sofferto di alti e bassi nel corso del tempo. Il nuovo Samsung Galaxy S8 però sembra possedere caratteristiche molto particolari in questo campo, essendo dotato di molti sistemi di sblocco, oltre al solito PIN, tutti basati su dati biometrici e potenzialmente validi. Alla vigilia della presentazione però avevamo espresso qualche dubbio su questa importante componente del nuovo top di gamma, derivante soprattutto dalla posizione del lettore di impronte digitali. Oggi, con qualche giorno di utilizzo sulle spalle, possiamo analizzare meglio i sistemi di autenticazione del terminale, ognuno con i suoi pregi e i suoi difetti.

C'è davvero un sistema migliore degli altri?

Prima di partire nella descrizione di questo aspetto del nuovo Galaxy S8, che stiamo testando in versione Plus, è bene precisare che, visto il costo del terminale ma soprattutto le ottime impressioni fatte in questi primi giorni di utilizzo, ci aspettiamo solo il meglio dal nuovo top di gamma Samsung. Quantità spesso non significa anche qualità, e nel caso dei sistemi di autenticazione inseriti nell'S8 qualche piccola sbavatura c'è. Sia chiaro, funzionano tutti e ognuno ha le sue particolarità, ma non abbiamo ancora trovato un metodo che ci abbia convinto al cento per cento. Partiamo dal riconoscimento facciale, finito agli onori delle cronache recentemente per la possibilità di sbloccare il device con una semplice foto. I video online si sprecano, ma nelle prove da noi effettuate non siamo riusciti a sbloccare il telefono una sola volta piazzando davanti un'immagine del viso utilizzato per l'autenticazione. Questo non significa che il sistema sia sicuro al 100%, visto che Samsung non ha inserito un riconoscimento biometrico tridimensionale del viso, ma questo sistema di sblocco si è rivelato decisamente reattivo e preciso. Unico difetto, con scarsa luminosità si è costretti ad inserire il PIN, visto che la telecamera frontale non riesce a gestire lo sblocco del telefono di notte o comunque al buio. Dal punto di vista della sicurezza, i pregi sono diversi: anche smarrendo il telefono o in caso di furto, il malvivente dovrebbe conoscere il proprietario e cercare una sua foto, che deve poi essere riconosciuta dal telefono, una procedura tutt'altro che semplice.
Passando invece al sistema di rilevamento dell'iride, lo abbiamo trovato ottimo a livello di sicurezza, di fatto superiore anche alle impronte, e incredibilmente preciso anche in scarse condizioni di luminosità. Anche con pochissima luce il sensore riesce a rilevare l'iride non appena si inquadra il viso. Tutto perfetto? Quasi, perché il lato negativo è che non sempre è semplice centrare al primo colpo il bersaglio. Non basta infatti inquadrare il viso, ma bisogna trovare la giusta inclinazione per allineare il sensore agli occhi. Fortunatamente, non serve inquadrarli alla perfezione, ma basta che la telecamera ci passi sopra per rilevare l'iride. Una volta fatto lo sblocco è istantaneo e molto reattivo, ma capita alle volte di dover indugiare qualche secondo per trovare la giusta posizione.

Ultimo sistema di autenticazione disponibile è il lettore di impronte digitali, quello su cui avevamo più dubbi, dubbi confermati anche nella pratica. Premettiamo che tutto varia da utente a utente, visto che le dimensioni delle mani hanno un peso notevole nell'utilizzo di questo componente, ma il sensore a filo della scocca spostato sulla sinistra non agevola certamente il riconoscimento al tatto. Bisogna poi fare attenzione anche al modo in cui si salva l'impronta all'interno dello smartphone. In fase di configurazione si tende a far scansionare il polpastrello in modo ottimale, quindi con il dito poggiato diritto sul sensore. Nella pratica però, utilizzando S8+ con la mano destra, il dito arriva leggermente inclinato al sensore, cosa che può provocare qualche mancata lettura di troppo. Meglio dunque registrare bene anche la parte laterale del dito scelto, in modo da evitare scocciature.

Samsung Galaxy S8 In questi giorni siamo rimasti stupiti dalle prestazioni del nuovo Samsung Galaxy S8+, sia in termini di velocità che di qualità fotografica, ma i sistemi di sblocco presentano, allo stato attuale, qualche piccola criticità. Tutti funzionano come dovrebbero e se utilizzati nel modo corretto sono molto rapidi, ma non abbiamo trovato ancora quale sia la soluzione ideale per gestire questo aspetto dello smartphone. Il riconoscimento facciale è comodo perché non serve essere molto precisi nell'inquadrare il viso con la cam frontale per eseguire l’autenticazione, ma la sicurezza è inferiore rispetto alle altre opzioni e inoltre non funziona in scarse condizioni di luminosità. Lo scanner dell’iride è certamente il metodo più sicuro e innovativo, funziona al buio e ha un rilevamento preciso, ma non perfetto. Se lo scegliete capiterà qualche volta di indugiare qualche istante in più per sbloccare il device. La tradizionale impronta digitale invece riconosce velocemente l'utilizzatore in condizioni ottimali, ma la posizione spostata a sinistra, unita alle dimensioni del telefono, non permettono di posizionare il dito in modo infallibile in ogni condizione al primo tentativo. Per ora noi ci siamo affidati allo scanner dell’iride, che abbiamo ritenuto il miglior compromesso tra i vari sistemi, ma starà ai futuri acquirenti trovare la soluzione più adatta alle loro esigenze.