Schermi e sensori: quale futuro per i lettori di impronte?

La rincorsa a smartphone con schermi “borderless” sta creando un problema non da poco per i produttori: la posizione del sensore di impronte digitali.

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Una tecnologia tutto sommato giovane ma diventata fondamentale per tutti gli utenti. Stiamo parlando del sensore di impronte digitali, ormai presente su tutti gli smartphone di fascia media e alta. Attraverso questo pulsante passano alcune azioni quotidiane di fondamentale importanza ed è su di lui che è stata fondata quasi tutta la sicurezza dei nostri dispositivi. É così che i nostri smartphone sono diventati solo nostri, capaci di essere sbloccati e usati solo dal dito di chi li possiede. Una tecnologia imprescindibile che però, ultimamente, ha iniziato a scontrarsi con un altro trend tecnologico in piena espansione, lo sviluppo di schermi sempre più grandi e dai bordi sempre più ridotti. L'arrivo dei bordi curvi e l'addio ai tasti fisici ha creato un problema di non poco conto: come verranno abbinate in futuro queste due tecnologie?

Il caso Samsung

La vicenda Samsung è emblematica per capire la portata del problema. Il nuovo Galaxy S8, apprezzato all'unanimità per le sue innovazioni, il suo schermo borderless e il suo design innovativo, si è scontrato con la dura realtà dei fatti. Il nuovo e avvolgente schermo, così grande e originale, non ha lasciato spazio ad alcun pulsante fisico e ad alcun sensore. L'azienda sudcoreana è stata costretta a spostare il suo lettore di impronte sul retro del dispositivo, dando di fatto un calcio alle abitudini dell'utente e creando una "disfunzione" che ha portato a non poche difficoltà d'uso. Le critiche sono state tante, la scomodità palese; uno smartphone sulla carta perfetto si è ritrovato una macchia non indifferente sul suo curriculum. Samsung doveva fare una scelta e, nel buon nome dell'innovazione e della crescita, si è sacrificata. Ha provato a inventarsi soluzioni alternative ma tutte, in primis il fallace riconoscimento dell'iride, non si sono rivelate all'altezza. Eppure l'azienda ci aveva provato: sono numerosi i rumors che parlano di un progetto con Synaptic per integrare un sensore sotto lo schermo touch del Galaxy S8. I vertici dell'azienda avevano capito a cosa andavano incontro e avevano provato a implementare una funzione ancora più innovativa che avrebbe probabilmente dato vita al prodotto perfetto. I test purtroppo si sono rivelati difficoltosi e all'ultimo si è dovuta fare una scelta. Samsung voleva essere la prima a lanciare un'idea tutta nuova di schermo, a cavalcare in anticipo la nuova onda tecnologica e a distinguersi dalla massa. Doveva primeggiare e lanciare un trend, essere unica e sola, anche a costo di sacrificare un altro componente di fondamentale importanza. E la scelta, nonostante tutto, potrebbe essersi rivelata vincente.

Il futuro delle impronte

Chiaro che ora i fari siano tutti puntati su Apple e sugli smartphone in arrivo nei prossimi mesi. Samsung ha lanciato la tendenza e nessuno si sottrarrà dal costruire telefoni con schermi sempre più grandi, ergonomici e privi di cornici. L'iPhone del decennale è chiamato ad una prova importante ed è ormai chiaro che anche il suo sarà uno schermo molto diverso dal passato. I render apparsi in rete nelle ultime settimane sono stati piuttosto contraddittori. In uno di questi l'iPhone 8 appariva falcidiato da un antiestetico sensore di impronte digitali nella parte posteriore. Con tutta probabilità le immagini facevano riferimento ad uno dei test fatti da Cupertino per trovare la soluzione migliore sia dal punto di vista estetico che dell'usabilità. Fondamentale sarà non spiazzare l'utente con scelte astruse e complesse, ma sorprenderlo con importanti aggiustamenti tecnici che Samsung o LG non hanno potuto portare a termine per mancanza di tempo. Pare infatti che Apple stia riuscendo a perfezionare la tanto attesa tecnologia che permetterà di integrare il sensore direttamente sotto lo schermo grazie ad un sistema ad ultrasuoni. Se le indiscrezioni si rivelassero corrette ci troveremo davanti un prodotto senza tasti fisici sulla parte frontale, ma con una sorta di barra touch sulla parte inferiore in cui sarà presente un lettore integrato di impronte digitali.
Un sistema simile, già sperimentato da Xiaomi e da Qualcomm, porterebbe importanti benefici nella corsa al progresso tecnologico e migliorerebbe sensibilmente le sensazioni d'uso dell'utente. La battaglia è appena all'inizio e anche colossi come Huawei ed LG potranno presto implementare una tecnologia analoga nei loro smartphone futuri. La strada è ormai battuta e tutti stanno andando nella stessa direzione. Onore a Samsung che ci ha provato e ha capito prima degli altri da che parte voltarsi: gli schermi e le scelte di design saranno il terreno di scontro sul quale si sta giocando il futuro del settore. Per distaccarsi dalla massa il Galaxy S8 ha dovuto fare una scelta sofferta, ben consapevole che per il 2018 le cose saranno ben diverse e il progresso tecnologico avrà fatto il suo corso e aggiustato questi iniziali difetti. Solo la "prova su strada" saprà dirci se questa importante rivoluzione sarà all'altezza delle aspettative. Estetica e progresso tecnologico potrebbero viaggiare appaiati come mai è accaduto nella loro storia.