Secondary Ticketing: multa da 1.7 milioni per Ticketone e altri operatori

Entra nel vivo la lotta al secondary ticketing, con multe salate per Ticketone e altre quattro piattaforme di vendita.

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Bruce Springsteen, Adele, David Gilmour, Coldplay, U2, Ed Sheeran, Foo Fighters, Red Hot Chili Peppers, Renato Zero, One Direction: tutti grandi eventi, tutti accomunati dallo stesso terribile fenomeno, il secondary ticketing. A qualche mese di distanza dall'inizio delle istruttorie su questa piaga si sono conclusi i procedimenti avviati dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il risultato e clamoroso: 1,7 milioni di euro di multa da dividere tra quattro operatori di secondary ticketing e, soprattutto, Ticketone, che in Italia detiene il monopolio quasi esclusivo di vendita dei tagliandi. Si tratta di un primo passo concreto di contrasto verso una pratica sempre più grave e difficile da debellare. Il Garante, analizzate le segnalazioni degli utenti, ha dato il via a cinque procedimenti, tutti conclusi con il pagamento di una sanzione.

1 milione per Ticketone

Era il 2002 quando i maggiori organizzatori di eventi italiani concludevano con Ticketone un accordo che dava all'azienda l'esclusiva di vendita online per quasi tutti gli eventi del nostro Paese. Negli ultimi anni la sua "ingombrante" presenza sul mercato ha generato numerose polemiche per via dell'esaurimento repentino dei biglietti per gli eventi più importanti e la loro successiva vendita, a prezzi maggiorati, nei portali di secondary ticketing. É proprio su questo fenomeno e sulle responsabilità dell'azienda italiana che si sono concentrate le attenzioni del Garante: l'obiettivo era verificare se Ticketone avesse agito con la giusta diligenza per ribadire il suo ruolo di "concessore unico" e per contrastare il fenomeno. Nonostante sia normale che i biglietti per i grandi eventi esauriscano in tempi record, si è ritenuto che anche le procedure di vendita dell'operatore italiano siano causa diretta di questo fenomeno. Ticketone avrebbe dovuto predisporre efficaci misure antibagarinaggio ma non ha mai previsto regole concrete o vincoli diretti per limitare acquisti in grandi quantità, né attuato controlli per verificare la destinazione di determinati acquisti. Questi comportamenti lacunosi, uniti al ruolo importante dell'azienda, si sono tradotti in un'accusa di pratica commerciale scorretta e in una salatissima multa di 1 milione di euro.
Allo stesso modo, altre quattro istruttorie sono partite verso le principali piattaforme di secondary ticketing operanti nel nostro Paese: Seatwave, Viagogo, Ticketbis e Mywayticket. Le accuse, diverse caso per caso, hanno portato a sanzioni complessive pari a 700 mila euro. Ad essere imputata a questi portali è la carenza delle basilari informazioni che ogni operatore di vendita di biglietti dovrebbe avere. Su questi siti, secondo il Garante, mancano tutti gli elementi utili al consumatore per effettuare il suo acquisto: nessuno specifica adeguatamente le caratteristiche dei biglietti venduti, il valore reale del tagliando, il numero di posto o le procedure e i diritti dell'utente in caso di cancellazione dell'evento.

Praticamente assente ogni forma di trasparenza, pochissima la chiarezza di fondo: per l'acquirente è impossibile capire che queste piattaforme svolgono la funzione di semplici intermediari sul mercato secondario e non rappresentano i canali ufficiali di vendita. Una presa di posizione netta, importante segnale di presa di coscienza dello Stato verso un fenomeno che va avanti da anni, ma che solo negli ultimi mesi è giunto alla ribalta nazionale. La speranza è che queste sanzioni siano solo il primo passo verso una lotta più netta e decisa verso una piaga di proporzioni sempre più gravi, dove tutti hanno responsabilità ma a rimetterci è sempre e solo l'utente.