Siri, Cortana, Bixby, Alexa: qual è lo sviluppo degli assistenti vocali?

L'arrivo di Bixby in casa Samsung ha riacceso la competizione tra assistenti vocali. A che punto sono Apple, Google, Microsoft e Amazon?

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Era il 2010 e una strana applicazione faceva il suo esordio sull'Apple Store: si chiamava Siri ed era il primo esempio tangibile di assistente vocale applicato ad un prodotto tecnologico. Sette anni sono trascorsi da quella data, sette anni di ricerche che hanno trasformato questa tecnologia in una delle frontiere più interessanti del nostro futuro e del concetto stesso di intelligenza artificiale. Da Samsung a Google, da Amazon a Microsoft, tutti i colossi della Silicon Valley hanno investito miliardi in questo settore sviluppando sistemi che, giorno dopo giorno, si stanno trasformando ed evolvendo in qualcosa di mai visto. Bixby, il nuovo assistente di casa Samsung, è solo l'ultimo di una lunga serie di software dalle capacità straordinarie. Vediamo a che punto sono tutti gli altri.

Siri, il poliglotta

Uno dei più grandi successi di casa Apple, presente in tutti i dispositivi della mela e per anni imbattibile in ogni aspetto, paga oggi la sempre più agguerrita forza competitiva dei rivali, trovandosi in ritardo sotto molti punti di vista. Siri ha sempre viaggiato in solitaria, costretto a muoversi in un ecosistema chiuso e con evidenti problemi di compatibilità con app non proprietarie. Nonostante questo il software continua a evolversi e non è un mistero che l'azienda lavori in gran segreto per migliorarne ogni aspetto e avvicinarlo ai passi avanti fatti da tutti gli altri, aprendo i suoi codici a sviluppatori di terze parti. Approccio naturale e interazioni più umane sono alla base dei progetti futuri e già con il prossimo iOS 11 dovrebbero arrivare sensibili cambiamenti in questo senso. La diffusione dei dispositivi Apple nel mondo è comunque ancora oggi un punto a vantaggio di Siri che, più di tutti gli altri, è capace di funzionare perfettamente in ogni stato in cui è presente almeno un iPhone. L'assistente vocale di Cupertino parla perfettamente 21 lingue, un'enormità rispetto alla 8 di Cortana o alle 4 di Google Assistant, ma non tutte offrono lo stesso livello di interazione. Da tempo Siri si avvale di un team di esperti che legge testi con lingue e accenti diversi in modo che il software ascolti e impari con naturalezza più espressioni possibili.

Cortana, apertura e diffusione

Gettatasi nella mischia solo tre anni fa, Microsoft ha subito mostrato un certo ritardo nello sviluppo della sua tecnologia, ma sta piano piano imparando le lezioni dei rivali e sfruttando al meglio il suo ecosistema per creare un assistente valido in ogni occasione. Per ora Cortana non svolge compiti particolarmente complicati e le sue funzionalità sono in linea con quelle di tutti gli altri, ma il miglioramento prosegue e Redmond, non avendo dispositivi mobili diffusi come quelli dei rivali, sta puntando ad altre vie di diffusione. Per evitare di rimanere indietro ha creato una versione iOS e una Android del suo software e aperto a tutti lo sviluppo. L'obiettivo è far sì che Cortana diventi l'assistente vocale di una miriade di dispositivi, in primis quelli casalinghi: il suo codice è stato messo a disposizione degli sviluppatori per essere inserito nei prodotti più disparati. Sono in studio nuove tecnologie che permetteranno a Cortana di captare la voce a distanze diverse e con la presenza di musica o altri rumori in sottofondo. Oggetti casalinghi e automobili saranno il futuro degli assistenti vocali e Microsoft ha già svoltato da tempo in questa direzione.

Assistant, la forza dei dati

Google è un'altra delle aziende più attive del settore grazie alla diffusione di Android e alla forza del suo motore di ricerca. A Mountain View hanno sfruttato l'esperienza di Now per far nascere Google Assistant: si tratta di un vero e proprio assistente con cui dialogare, un software capace di adattarsi alle situazioni, valutare il contesto e trovare le risposte adatte ad ogni esigenza. Google è capace di tracciare un profilo a 360 gradi dell'utente sfruttando la miriade di ricerche fatte con il suo motore; queste torneranno utili quando Assistant si troverà a dover soddisfare determinate richieste o a rispondere a quesiti particolari. L'obiettivo è quello di fare in modo che il programma risponda con efficacia ad ogni richiesta, anche a domande incomplete o non del tutto comprensibili, servendosi dei dati raccolti e di ciò che circonda l'utente in quel momento. La compatibilità, vista l'altissima diffusione delle app della grande G, non sarà un problema, e la diffusione diventerà presto capillare ora che il software è stato reso disponibile per tutti gli smartphone con Android 6.0 e 7.0. Il prossimo passo sarà il lancio per dispositivi indossabili e automobili, ma le lingue disponibili sono ancora molto poche: per l'italiano ci sarà da attendere parecchio, almeno un anno.

Alexa, dalle case al mondo

Rispetto ai rivali Amazon ha subito concentrato i suoi sforzi sull'ambiente domestico grazie ad Echo, uno speaker a comandi vocali capace di concludere acquisti online sul popolare sito di e-commerce. Il software al suo interno, Alexa, si è fatto apprezzare per la complessità delle conversazioni, per la capacità di trovare ricette, raccontare storie e destreggiarsi nei suoi compiti senza l'ausilio di uno schermo. Rispetto ai rivali l'assistente dell'azienda di Jeff Bezos è già entrato a pieno titolo e con efficacia nello sviluppo della tecnologia del futuro, la domotica, e ha iniziato il processo di diffusione anche su altre macchine: da poco è stato reso disponibile su iPhone, mostrandosi capace di svolgere più o meno gli stessi compiti di Siri, integrandosi però alla perfezione con gli ordini online di Amazon e le app ad esso collegate. Il prossimo step sarà implementare ovunque un sistema di comunicazione che dia la possibilità di dare ordini e vederli risolti senza dover per forza guardare lo schermo. Con Echo le cose funzionano, ma il suo utilizzo è limitato agli Stati Uniti. In Italia occorrerà attendere, anche se a Torino sono già iniziati i lavori per portare Echo e Alexa anche nel nostro Paese.

Bixby, l'ultimo arrivato

Il pargolo di casa Samsung è un assistente che promette di essere il più completo e tecnologicamente avanzato, pronto a sfruttare al massimo il nuovo Galaxy S8. L'azienda coreana non ha lasciato nulla al caso, provando a dare un profilo a 360 gradi al suo assistente, prendendo i punti di forza dei rivali e colmando le lacune del passato. Bixby promette una compatibilità totale con ogni aspetto delle applicazioni con le quali lavorerà, riuscirà a comprendere il contesto di utilizzo interno ed esterno al dispositivo, calibrerà le sue risposte a seconda delle occasioni e, soprattutto, avrà un'ampia comprensione del linguaggio, adattandosi alle parole dell'utente senza costringerlo all'utilizzo di frasi preimpostate o espressioni obbligatorie. Caratteristiche importanti che lo mettono in cima alla lista degli assistenti ad oggi presenti sul mercato. Ancora tutta da verificare la compatibilità con le app di terze parti: almeno inizialmente Bixby funzionerà solo con i software realizzati da Samsung. Anche la lingua potrebbe essere un ostacolo non indifferente, con la più che concreta possibilità che l'assistente di Samsung parli solo inglese e coreano e che l'italiano e gli altri idiomi debbano aspettare.