Smartphone: innovare aiuta davvero nelle vendite?

Visti i limiti delle attuali tecnologie, oggi è davvero necessario innovare per creare uno smartphone di successo, oppure basta molto meno?

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Con l'avvicinarsi della presentazione del nuovo iPhone 7 sono molti gli utenti che, ancora prima di sapere come davvero sarà il nuovo smartphone, lamentano uno scarso livello di innovazione nel prossimo melafonino. Non solo gli utenti sembrano essere pessimisti nei confronti del nuovo device, ma anche gli analisti, che già da settimane hanno sentenziato vendite in ribasso per Apple, causate dallo scarso livello di innovazione. A questo punto e visti i progressi fatti nel settore mobile in pochissimo tempo, viene da chiedersi se sia ancora possibile apportare grandi cambiamenti a questi dispositivi, protagonisti dell'espansione del mercato tecnologico negli ultimi anni. Difficile dare una risposta in questa fase di stallo. Fattore più importante però, che in molti non considerano, è se sia davvero necessario innovare per incentivare le vendite. Ecco due casi recenti di smartphone molto diversi tra loro, che hanno puntato su strategie commerciali e tecniche differenti, che hanno portato a un risultato che potremmo definire strano, almeno per i sostenitori dell'innovazione a tutti i costi.

Samsung Galaxy S7 ed LG G5

Nel mondo Android non c'è storia: è il Galaxy S7 lo smartphone dell'anno, almeno fino a questo momento. Il Note 7 è appena uscito ed è ancora presto per parlare di numeri, per cui il Galaxy S7 sembra un esempio più corretto per descrivere il livello di innovazione necessario per creare un prodotto apprezzato da critica e pubblico. I dati di vendita vedono numeri in crescita netta rispetto al passato, con 17 milioni di unità vendute da aprile a giugno del 2016, che hanno permesso di riportare in attivo i bilanci della società coreana. La variante Edge è stata quella più venduta, merito del suo design unico, che rende l'S7 diverso dalla massa. Un successo senza ombre, ma cosa è cambiato rispetto alla versione precedente? Come sempre accade nel settore della telefonia, un nuovo modello non può che portare con sé un processore più veloce, una fotocamera in grado di scattare foto migliori e più RAM per giochi e applicazioni. Allo stato attuale, questi sono i capisaldi su cui si fonda l'innovazione nella telefonia e che non mancano mai di essere sottolineati durante le presentazioni dei nuovi prodotti. Sia chiaro, sensori fotografici più avanzati e processori in grado di gestire meglio tutte le operazioni che si compiono con lo smartphone sono e saranno sempre ben accetti, ma non si può certo parlare di reali innovazioni, almeno non da una generazione all'altra. Rispetto al Galaxy S5 il salto è notevole in termini di potenza bruta e di qualità delle immagini immortalate dalla fotocamera, ma rispetto all'S6 la differenza non è così netta. A conti fatti, le più grandi innovazioni portate dall'S7 sono due, lo slot per la micro SD e l'impermeabilità del terminale. Impossibile non provare un senso di déjà vu piuttosto marcato, visto che si tratta di due peculiarità già presenti nel Galaxy S5 e poi rimosse nell'S6. Con l'S7 Samsung ha chiuso il cerchio, inserendo le caratteristiche che mancavano al precedente modello, realizzando un device che ha permesso all'azienda coreana di ritornare sul trono del mondo mobile, con introiti miliardari.
La stessa cosa non si può dire di LG, che invece ha scelto una strategia improntata all'innovazione con il suo G5. Le differenze con il modello precedente sono enormi e vanno dal design alle capacità modulari, con un'implementazione unica nel settore. LG è passata da una scocca in plastica a una in metallo, per quanto discutibile nel design, con la capacità di accogliere al proprio interno gli LG Friends, i moduli di espansione che avrebbero dovuto segnare il successo di questo terminale. Successo che però non è mai arrivato, portando diversi dirigenti di LG alle dimissioni e sancendo il fallimento del G5, almeno a livello commerciale.

Cosa è successo?

Questi due esempi mostrano come l'innovazione a tutti i costi non sempre porta vantaggi nelle vendite. LG G5 ha dimostrato come il design degli smartphone abbia un peso forse più importante di quanto si creda. Gli smartphone non sono solo oggetti da usare, ma anche da mostrare e da utilizzare in pubblico, e l'eleganza dell'S7 di certo ha aiutato Samsung nelle vendite. Bisogna poi considerare che non sempre le innovazioni vengono viste come tali dall'utenza, o semplicemente non sono ritenute utili. La modularità del G5 è in effetti molto limitata e, dopo la presentazione ufficiale, non sono arrivati nuovi LG Friends a rendere questa caratteristica ancora più interessante per il pubblico. L'acquisto di uno smartphone poi è condizionato da tutta una serie di elementi intangibili e difficilmente quantificabili, come possono essere l'appeal di un determinato marchio nel pubblico, oppure l'efficacia dell'azione pubblicitaria, tutti elementi che contribuiscono, e spesso in modo determinante, alle vendite. Apple questo lo sa bene, tanto che in passato non ha mancato di ricorrere alle emozioni più che ai freddi dati tecnici per promuovere i propri prodotti. Ad ogni modo, i casi del Samsung Galaxy S7 e di LG G5 pongono qualche dubbio sulla corrispondenza diretta tra innovazione e vendite, soprattutto in un mercato con molti elementi poco quantificabili, come quelli evidenziati poco sopra, da tenere in seria considerazione.

SmartPhone Innovare nel settore degli smartphone è, già da diverso tempo, diventato davvero complicato, vuoi per i limiti delle tecnologie attuali o per gli alti costi di ricerca e sviluppo. Gli esempi che abbiamo fatto in questo articolo sono solo due, ma la storia della tecnologia è piena di casi in cui non ha vinto il prodotto più innovativo, ma quello che ha saputo vendersi meglio al pubblico. In questo campo, Apple ha dimostrato a più riprese di saperci fare, e anche tanto, per cui dare per morto iPhone 7 prima ancora di vedere i primi dati di vendita sembra piuttosto prematuro. Tornando al discorso generale, se davvero il mercato telefonico dovesse basare il suo appeal sull’innovazione, allora quasi nessun nuovo smartphone dovrebbe avere successo, considerata l’attuale stagnazione tecnologica.