Tidal HiFi: l'audio di qualità fa la differenza, ma ne vale la pena?

Tidal HiFi promette di portare la musica di qualità e senza compressione anche su smartphone, ma ne vale davvero la pena?

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Se un tempo ascoltavamo la musica in mobilità grazie ai walkman, ai lettori CD portatili, ai lussuosi Mini-disc di Sony, oggi tutto è decisamente cambiato. La diffusione della compressione Mp3, l'arrivo degli iPod e dei lettori digitali, internet 3G e 4G ci hanno trascinato in un mondo in cui possiamo avere tutte le librerie musicali dei nostri sogni a portata di smartphone. Basta una piattaforma come Deezer, Spotify, TIM Music, Apple Music per ascoltare in qualsiasi momento qualsiasi brano ci venga in mente, ogni album che si possa desiderare, esplorare un artista che non abbiamo mai ascoltato oppure approfondire una band che conosciamo già. Il tutto ovviamente in cambio di una piccola quota di abbonamento, solitamente 9,99 euro al mese, a meno che non si sfruttino promozioni particolari come il pacchetto annuale di Apple Music (da 99 euro), promozioni per studenti o famiglie. Fondamentalmente tutte le piattaforme attualmente disponibili in Italia si assomigliano fra loro, sia dal punto di vista delle librerie che delle app relative, passando ovviamente per la qualità audio, che si attesta su livelli abbastanza standard e accettabili. Tra i servizi disponibili spicca però Tidal, che ha praticamente puntato quasi tutto sulla qualità del suono Lossless, differenziandosi così dall'agguerrita concorrenza. Questo particolare servizio, che potremmo definire per "audiofili", prende il nome di Tidal HiFi e queste sono le nostre considerazioni dopo alcune settimane di prova.

Musica Lossless

Partiamo dalle basi: la musica Lossless non ha a che fare in nessun modo con file Mp3 o AAC, si ascolta tramite file FLAC e ALAC a 1411 kbps, 44.1 kHz/16 bit, parliamo dunque di musica NON compressa. Questi file audio hanno la medesima qualità e campionatura di un CD-audio, dunque già sulla carta si ha qualcosa di impareggiabile rispetto alle altre piattaforme di streaming online. Spotify ad esempio offre come qualità massima possibile brani compressi con codec Ogg Vorbis a 320 Kbps (almeno per ora, presto arriverà l'HiFi anche qui), meglio del classico algoritmo Mp3 ma peggio dell'AAC di Apple Music, che a 256 Kbps riesce ad offrire la medesima qualità di Spotify pur impiegando una compressione maggiore. Sulla carta dunque non c'è partita, i file di Tidal HiFi offrono un bitrate 3/4 volte superiore alla concorrenza, ma questa differenza di dati si nota davvero nell'uso di tutti i giorni? Utilizzando delle cuffie di livello medio/alto la risposta è assolutamente si. Ascoltare musica FLAC ci catapulta immediatamente in un mondo diverso dal solito, difficile spiegare a parole, vi basti però sapere che i dettagli sonori che si riescono a percepire sono sicuramente superiori rispetto ai file compressi, il suono generale appare più caldo e avvolgente, i bassi sono più corposi e pieni, gli alti più cristallini, le voci più precise. L'intero arco di frequenze gode di una qualità esponenzialmente migliore, per accorgersene basta passare da Tidal HiFi ad una piattaforma qualsiasi, anche un ascoltatore meno esperto sentirà un suono diverso, meno avvolgente e più "impastato" nel caso della musica compressa.

Qualità e compromessi

Appurato che la qualità della musica Lossless ha un'ottima resa anche su smartphone, decisamente migliore rispetto a tutte le piattaforme che offrono musica compressa, passiamo agli eventuali compromessi e problemi in cui possiamo incappare. Essendo file dal bitrate più alto di 3/4 volte rispetto ai migliori brani compressi, i FLAC di Tidal HiFi occupano anche molta più memoria. Se con Apple Music Blood Sugar Sex Magik dei Red Hot Chili Peppers occupa 167 MB, lo stesso album scaricato su Tidal in HiFi ne occupa 569, questo significa che avremo bisogno di molto spazio sul nostro dispositivo per portare in giro i nostro dischi e artisti preferiti. Non solo, anche che l'uso in mobilità (streaming o download) sotto rete 4G di Tidal HiFi diventa a dir poco proibitivo, basta qualche ora di ascolto per consumare svariati GB, a meno che non si abbia una promozione ad hoc per non consumare il traffico del nostro bundle con la musica on-the-go.

Lo scoglio più grande però, almeno per ora, è il prezzo: Tidal HiFi ha un prezzo mensile di 19,99 euro, esattamente il doppio rispetto alla concorrenza. In questo prezzo sono incluse anche ottime applicazioni, su iOS in particolare l'app Tidal riesce ad essere del tutto all'altezza dell'app Musica stock di Apple, con un buon modulo per la ricerca, uno spazio libreria personale e il download di brani e album. Bisogna però fare i conti con una libreria che soffre di qualche mancanza rispetto alla concorrenza, allo stesso tempo però è possibile trovare anche molte esclusive, soprattutto in ambito rap internazionale - inoltre esiste un'intera sezione dedicata agli artisti emergenti, per chi avesse voglia di scoprire nuova musica indipendente. Tidal offre anche un servizio standard dal prezzo inferiore, con qualità audio del tutto comparabile alle piattaforme concorrenti.

Tidal Vale dunque la pena spendere 19,99 euro al mese per un servizio come Tidal HiFi? Dipende, nel senso che se si dispone di ottime cuffie, di molto spazio sul dispositivo, di una linea fissa veloce per scaricare il prima possibile i mastodontici file del servizio (oppure di una promozione mobile 4G che non consumi i GB del bundle) e non si badi troppo al portafogli... assolutamente si. La qualità sonora non ha niente a che vedere con i servizi concorrenti, se poi si utilizza lo smartphone anche per ascoltare la musica a casa, magari tramite un impianto HiFi, la scelta è quasi obbligata per ascoltare il migliore audio possibile. Se invece si è ascoltatori occasionali, e ogni servizio sembra uguale all'altro, si può ovviamente continuare senza problemi ad usare la propria piattaforma preferita.