Speciale Top Audio Video 2011

Il nostro reportage dal TAV 2011: la passione regala fedeltà

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Al di là di valvole, pixel o qual si voglia orpello dell’era post informatica, è l’arte ciò che rimane dalla trasmutazione dell’opera dall’autore, ed il canale di trasmissione deve essere sensibile al pari dell’animo dell’ingegnere originale, senza vincoli o perturbazioni, affinché se ne disponga per come era stata ideata.
Integerrima, l’alta fedeltà assume quindi un reale carattere nel contesto sopra citato, ed ad onore del vero rappresenta l’unico vero motivo per cui oggi si può parlare di intrattenimento domestico ad ampio spettro, opportunamente ridimensionato dalle stratificazioni merceologiche di riferimento o consumer, sempre accompagnate da esaltanti risultati tecnologici per rapporto qualità prezzo che ci naufragano nella dolce parvenza di essere di fronte al top: per l’appunto al Top Audio & Video.
Con quest’ultima testata, la manifestazione milanese più vasta e specializzata dell’entertainment business tenutasi all’ATA QUARK HOTEL dal 15 al 18 Settembre, si è posta anche quest’anno l’obiettivo di ridimensionare il concetto di “riproduzione” di media intesa come compromesso nella divulgazione di contenuti artistico-informativo attraverso un canale standardizzato. Concentrandosi sulla ricerca del giusto equilibrio tra l’élite di appassionati e neofiti incuriositi, l’intento è quello di allargare il bacino d’utenza di un settore che stenta ancora a decollare in Italia; un compito forse riuscito solo per metà in questa XXIV edizione, nonostante i buoni propositi del presidente dell’ APAF (Associazione Promozione Alta Fedeltà), Guido Baccarelli, avessero ben profilato la strada per un futuro migliore: l’incuria alle possibilità della musica liquida, la disinformazione nei megastore e la dialettica ottusa delle riviste specializzate sono solo alcuni degli spigoli da rimodellare per catturare il nuovo pubblico, che non guarda più al marchio o alle specifiche tecniche, ma si interessa piuttosto dell’ “esperienza” del prodotto, quella che è capace di scuoterlo sin nel profondo grazie alla professionalità dei rivenditori ed alla passione per il particolare che questi dovrebbero riservare ai propri clienti fidelizzati.

Plasma Pan ed il futuro della videoproiezione domestica.

In quest’ottica ancora troppo sfuocata per essere apprezzata nella sua uniformità, il TAV 2011 ha offerto uno spaccato del contesto odierno nel quale alcune trasparenze al dettaglio sono finalmente emerse, per l’appunto attraverso il carisma dei professionisti in primis e per mezzo dell’innegabile qualità delle apparecchiature sul piano complementare. E qui si vuole far riferimento all’intraprendenza e sagacità di uno degli imprenditori che dovrebbe dare l’esempio anche alle grosse aziende leader del mercato, che spesso affidano la promozione dei propri articoli a facce di bronzo non troppo scaltre. Gianluca Vignini, titolare e direttore commerciale di Plasma Pan Italia, è stato senza ombra di dubbio l’autore dei una delle migliori installazzioni del Tav di quest’anno nell’ambito della video proiezione ed elaborazione audio, capace insieme a personalità di spicco come Francesco Aliotta, esperto in calibrazioni video ed autore di ampi test recensione su HomeCinemaReport.it, di sbaragliare la concorrenza per innovazione e rapporto qualità prezzo dei pacchetti di vendita previsti.
L’idea nasce a Las Vegas, dove il fiuto del buon intenditore ha portato Vignini alla scoperta di uno dei progetti più interessanti di Jim Sullivan, igengnere con esperienza ventennale in Kodak, impegnatosi nello sviluppo sotto l’ala di Entertainment Experience. Il risultato è TruVueVANGO e rappresenta il passo immediatamente successivo all’HDTV dopo l’incremento della risoluzione rispetto all’SDTV, ossia l’ “alta risoluzione colorimetrica”. Suddetto videoproiettore infatti viene distribuito da Plasma Pan in bundle con il Processore Colore EEcolor per una gestione tridimensionale dei cromatismi con pilotaggio reale a 10bit che si rende necessario a fronte di una tecnologia per l’illuminazione RGB LED applicata al noto DMD Dark Chip 4< di Texas Instruments, per innalzare il gradiente delle sfumature sprettrografiche fino all’80% del trinagolo di Gamut, assunto come standard colore per le TV in alta definizione. il tutto coadiuvato dall’imbattibile durata dei 3 LED RGB di oltre 60000, ore con prestazioni costanti fino all’esaurimento, ad un prezzo molto vicino all’ultimo top di gamma JVC X9 che come i più informati sapranno, a causa dell’insita tecnologia al mercurio, non può mantenere la stessa resa cromatica per tutta la durata della lampada, destinata a spegnersi intorno alle 2500 ore con la qualità dell’immagine che incomincia a decadere già dalle 1000 ore in su. Si tratta quindi di una svolta alla pari dell’imminente OLED per le flat TV per quanto concerne la qualità d’immagine superiore garantita, ma a differenza di queste grazie a Plasma Pan il LED nella videoproiezione è già realtà al costo del meglio della vecchia tecnologia.
Il 3D ha abbacinato la stragrande maggioranza del pubblico che si sta fiondando alla ricerca disperata della migliore soluzione casalinga per la videoproiezione che riduca quanto più possibile i fastidiosi limiti della stereoscopia come il ghosting e l’abbattimento luminoso, ma ad assistere alla demo orchestrata da Plasma Pan c’era anche il Magister dell’HT Cinema, un certo Andrea Manuti; e noi di Everyeye possiamo assicurarvi che lui, come tutti gli altri spettatori presenti in sala, è stato folgorato dalla tridimensionalità del quadro visivo che un proiettore 2D come TruVueVANGO può generare, fino ad illuderci di guardare attraverso una finestra. Non era solo il dettaglio tagliente del mono chip DLP spurgato dal fastidioso allineamento delle matrici dei proiettori a 3 chip come quelli super costosi dell’italiana SIM 2, e tanto meno l’ottima resa del nero ( unico aspetto in cui JVC mostra ancora di possedere del margine sugli avversari ). Il vero sbalzo che i volti e paesaggi possedevano sullo schermo era invece conferito dalla resa dei colori e delle sfumature finalmente verosimile e quanto mai fedeli all’idea che il regista aveva pensato, e ciò trova un riscontro oggettivo nell’ulteriore delucidazione fornita dall’impeccabile demo che Plasma Pan ha orchestrato. Nei lontani anni ’70 si decise che lo standard colore per le tv allora in voga dovesse essere il famigerato rec709, un protocollo di conversione assai penalizzante per la compressione dei gradienti cromatici originali che il nostro cervello aveva il compito di ricostruire partendo dall’unica trama rimasta inalterata dai master originali, ossia il colore degli incarnati. Queste norme sono state ereditate anche dall’ultimo formato fisico di Sony, il Blu-Ray, senza tener conto che ormai la tecnologia per veicolare un segnale più ricco di sfaccettature sia già realizzabile, vendibile e magari perfettibile dai futuri proiettori laser. Ecco allora spiegate le note più slavate rintracciabili in qualsiasi altro display o videoproiettore HD 2D/3D presente in commercio ed il vigore allucinante delle immagini del TruVueVANGO, sempre pedisseque all’idea del regista scevro da inutili vincoli conformistici. Ed è bene precisare che la vivacità dei colori non deve essere scambiata per finzione o esagerazione, rintracciabile spesso nella curva del gamma di molte TV HD per colmare eventuali mancanze nel rapporto di contrasto: qui si parla di fedeltà. Dalle lande desolate di 300, passando per i mari cristallini dei Pirati dei Caraibi o le foreste rigogliose delle Cronache di Narnia fino ad arrivare alle ultime perle del cinema in CG come Tron Legacy, Toy Story 3,Cars e Avatar se ne sono viste delle belle in quell’illuminare saletta dell’ATA Quark Hotel. I verdi erano sempre composti ma tangibili, i rossi carichi o abbaglianti a seconda delle intenzioni del regista, tutto aveva coesione nel corpo del quadro ma sapeva trasmettere movimento ed impulso: semplicemente meraviglioso.
A suffragare una performance di tale livello non doveva essere lasciato nulla al caso, specialmente lo schermo di videoproiezione e una degna elaborazione dell’immagine, ambiti per cui il buon Vignini consiglia BLACK DIAMOND HD GEN 3 da Screen Innovations e RADIANCE 3D di Lumagen. Il primo è uno schermo grigio scuro o nero capace di ripulire il quadro di proiezione dalle contaminazioni di luce spuria presenti nell’ambiente e di aumentare il contrasto delle immagini grazie ad una riflessione più precisa, che non disperde luce radialmente abbassando il contrasto e che ci permette di ottenere immagini gradevoli anche a luci accese; il secondo è invece un videoprocessore d’alto livello, in grado di processare segnali video 3D fino a 1200p, con personalizzazioni totali per bilanciamento 3D dei colori, geometria, gamma parametrico 3D molto comodo per settaggi rapidi e non rischiosi anche se eseguiti da mani inesperte, memorie setup persino associabili a specifiche scene di un film, compatibilità con qualsiasi segnale video anche di scarsa qualità e supporto della tecnologia Gennum per infinite altre meraviglie che invitiamo ad approfondire su HomeCinemaReport.

Diverse Vedute

Purtroppo non è stato possibile riportare in questa sede il contributo che gli oltre 700 marchi del settore hanno apportato alla manifestazione, quest’anno capace di riunire ben 20mila visitatori grazie a concerti dal vivo, seminari e demo; tuttavia segue una rassegna di alcune delle aziende che più ci hanno incuriosito e che si sono distinte, nel bene o nel male, per le soluzioni presentate.
Lo stand BENQ era uno dei primi luoghi d’interesse da intercettare lungo il percorso nell’ATA Quark Hotel, un angolo tanto grande e ricco di prodotti, quanto spoglio di vere e proprie demo visto che la maggior parte degli articoli era in sola esposizione o in pessime condizioni operative: è il caso del proiettore entry level 3D Dlp W710ST, con risoluzione 720p, luminosità di 2500 ANSI lumens, ottica a tiro corto e un prezzo che si aggira sui 700 Euro; la prova di visione con questo proiettore era piuttosto soddisfacente nonostante fosse installato in piena luce, mostrando paradossalmente l’ampio vantaggio che un flusso luminoso generoso può procurare in sessioni di gaming in compagnia anche in 3D. Vicino, c’era in funzione un bel monitor LCD 27” full hd dal design elegante in alluminio e dotato della tecnologia Vertical Alignment dei cristalli liquidi per incrementare l’angolo di visione e contrasto che seppur elogiato dal responsabile di turno, non si distingueva per vivacità e tridimensionalità dell’immagine; prezzo al pubblico tuttavia competitivo per i 600 Euro iva inclusa. In un altro settore dell’atrio della fiera era invece esposto il nuovo JOYBEE GP2, un mini videoproiettore HD ready a LED con dock station per iphone/ipod, durata della lampada da 30000 ore e luminosità di 200 ANSI lumens, ideale per proiettare film o giochi in mobilità con una qualità più che soddisfacente per dettaglio e colore in un massimo 80” di schermo; il case inoltre è a base quadrata, davvero contenuto per dimensioni e pesa poco meno di 600g. Questo gioiellino sarà in vendita tra pochi giorni in Italia al prezzo di 499 Euro.
Il crudo umorismo saccente del dealer Eurosell non è bastato ad “otturare” l’entusiamo che si prova nell’ascoltare e nel presenziare a cospetto delle bellissime KEF Blade, un tributo alla raffinatezza ed innovazione dei 50 anni del marchio che onora costantemente il “Garden of England” nel quale è nato. Si presentano sinuose, lucide color argento, con 3 vie distribuite su due lati a formare un’onda di propagazione sonora che dovrebbe avvolgere l’ascoltatore dandogli l’idea di udire un’unica fonte sonora più pulita e armonica come vorrebbe la tecnologia Uni-Q Driver Array. Nello spazio allestito le due nuove lame britanniche scandivano fendenti nelle orecchie del pubblico, attento a cercare ogni possibile falla per poi richiedere delucidazioni: è indubbio che la qualità del prodotto fosse altissima data anche la categoria reference, ma di sicuro qualcosa non andava nell’allestimento Eurosell, che evidentemente per sorgente ed amplificazione non donava alle casse quel brio necessario a farci sobbalzare dalla sedia.
Ad aggiungersi alla lista delle più infelici installazioni presenti al TAV c’erano purtroppo Panasonic, Mitsubishi ed in cima Epson, sia per scelta dei materiali da riprodurre per la presa visione di qualità discutibile e dalla breve durata, sia per le calibrazioni evidentemente non adeguate, per giunta appannate dalla presenza di molta luce esterna come nel caso di Epson. Ciò nonostante, tra Mitsubishi HC9000D con tecnologia SXRD riflessiva, Epson TW6000 e Panasonic PT-AE5000 con pannelli LCD trasmissivi, tutti con supporto 3D, il nuovo Epson sembrava avere la meglio per la resa in stereoscopia, il Mitsubishi convinceva solo per il maggiore margine sui colori e le sfumature ma di scatti e ghosting ne aveva da vendere, mentre il Panasonic si posizionava a metà tra gli altri due contendenti, con qualche piccolo dettaglio in meno nella definizione dell’immagine e forse con una calibrazione che non rendeva giustizia alle prestazioni conclamate per la visione in 3D.
Un caso a parte era costituito da JVC con il suo X9 sottotono rispetto all’inferiore sulla carta X3 calibrato nella saletta di Plasma Pan persino con luci accese. Il nero che generava la macchina di riferimento JVC sembrava affogare molti particolari dell’immagine, che perdeva di dinamica rispetto a quanto visto con X3, ed in più la visione stereoscopica non era delle più riposanti e naturali, per quanto ci si possa permettere di definirla tale.
Forse candidato a Best Buy dell’anno e degnamente presentato in camera oscura, l’Optoma HD33 era abbastanza incisivo con il suo 3D luminoso e contrastato, giusto appena sfuocato nei pan orizzontali, ma in ogni caso davvero efficace per un proiettore che si porta a casa per soli 1600 Euro, con anche risoluzione Full HD, CMS esteso e farcito dal sistema di frame interpolation Pure Motion 4 gradevole sui primi livelli d’intervento, con l’unica pecca di non ricevere in bundle nemmeno un paio di occhialini 3D, acquistabili a parte per 99 Euro.
ASUS ha colto l’occasione milanese per presentare i nuovi notebook serie N55, con componentistica di primissima scelta: processore Intel i7 2630QM, 6 GB DDR3 di memoria Ram, grafica NVIDIA GeForce GT 555M con 2 GB DDR3 e più di tutto allestimento audio assemblato in collaborazione con Bang & Olufsen per l’audio Sonic Master ICE Power, munito si Subwoofer esterno per una resa audio che ha dell’incredibile per un laptop, anche se con la confusione della sala acquario non è stato possibile appurarlo. Quel che è certo è che il design tipicamente tech che ASUS riserva ai suoi notebook in questo caso si faceva più raffinato ed essenziale sul nuovo N55 specialmente nella sua veste bianca satinata e considerato il prestigioso marchio partner per la realizzazione, di certo non passava inosservato. Così come era difficile non notare lo scaffale attrezzato SONORO, una casa tedesca importata in Italia da TecnoStyle, specializzata in apparecchiature audio come il cubo, un moderno jukebox con sveglia, lettore cd e dock per ipod opzionale, dalla forma cubica davvero molto simile al Game Qube Panasonic di qualche anno fa, molto appetibile esteticamente ed altamente personalizzabile con cover rifinite in bamboo, quercia piuttosto che taupe o un qualsiasi altro colore elettrizzante.
Ultima nota la riserviamo a ONKYO, la quale nonostante non concedesse l’agio di ascoltare all’opera i nuovi sinto-amplificatori Home Theater o le dockstation per ipod/iphone, ci ha lasciato intendere con l’esposizione di prodotti come il TX-NR579, di aver sapientemente confezionato per soli 439Euro un prodotto capace di soddisfare un vasto pubblico grazie ai 5.1 canali preamplificati da 130W ciascuno, supporto DTS HD Master e Dolby True HD, upscaling video 4K affidato al chip Marvell Qdeo, e controllo tramite app iOS ed android a breve, riconfermando la tradizione di miglior investimento del settore portata in auge sin dal 2006.

Top Audio Video 2011 Un TAV 2011 definito da molti sottotono in diversi forum specializzati: noi crediamo si tratti di un momento di transizione, nella misura in cui il rivenditore riforma il concetto di vendita e promozione mentre l’utente finale necessita di maggiore coinvolgimento e fiducia per sentirsi sicuro dell’investimento. Le prospettive sono ad ampio margine di crescita e si spera preannuncino un ritorno all’ intimità dei negozi specializzati in cui la clientela fidelizzata possa ritrovare l’antico fascino dello “scambio” piuttosto che ricorrere all’approvvigionamento selvaggio negli odierni megastore.