TRAPPIST-1 e i suoi sette esopianeti: una scoperta che ha catturato il mondo

Dopo l'annuncio della NASA sulla scoperta di un nuovo sistema solare, scopriamo di più su TRAPPIST-1 e i suoi sette esopianeti.

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La scoperta più importante degli ultimi quarant'anni. E' stato definito così dagli esperti del settore l'annuncio dato il 22 Febbraio 2017 dalla NASA, in occasione di una conferenza stampa destinata a passare alla storia, al pari di altri grandi eventi che hanno visto protagonista lo spazio. Mai infatti prima d'ora gli scienziati avevano scoperto un nuovo sistema solare nella nostra stessa galassia, con al suo interno sette pianeti delle dimensioni della Terra che orbitano intorno alla stessa stella, tre dei quali, almeno in teoria, potrebbero ospitare oceani di acqua liquida e, quindi, la vita. Un annuncio epocale, che apre le porte a scoperte impensabili fino a qualche anno fa.
I sette esopianeti ruotano intorno alla stella TRAPPIST-1, che riprende il nome dal telescopio che ha permesso la loro scoperta. Questa si trova a 39 anni luce dalla Terra, una distanza enorme ma che permette comunque di studiare questi pianeti. E' proprio su questo punto che uno degli autori dello studio, Amaury Triaud dell'Università di Cambridge, si è concentrato durante un'intervista, affermando che la distanza in questione potrebbe permettere agli scienziati di scoprire, nel giro di pochi anni, molte più informazioni sui pianeti, a partire dalla presenza di vita su di essi.

Un nuovo sistema solare

TRAPPIST-1 è una stella-nana grande poco più di Giove e luminosa 2000 volte in meno del sole, pur mantenendo una temperatura superficiale di 2400°C. É stata scoperta grazie alla collaborazione di diversi telescopi, sia terrestri che spaziali, tra cui i principali sono stati il TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope south (Trappist-south) in Cile e il telescopio spaziale Spitzer. Amaury Triaud, co-autore della ricerca, ha affermato: "Le stelle nane come TRAPPIST-1 emettono un'energia molto più debole rispetto al nostro Sole. Perché sia possibile la presenza di acqua liquida, i pianeti dovrebbero avere un'orbita molto più vicina alla stella rispetto a quelli del nostro Sistema Solare. Fortunatamente, è proprio il tipo di configurazione che abbiamo riscontrato intorno a TRAPPIST-1".
La scoperta dei pianeti è stata possibile in quanto TRAPPIST-1 ha registrato dei periodi di oscuramento molto diversi tra di essi, provocati dal transito dei pianeti. Nel maggio del 2016 è stata annunciata la scoperta dei primi tre, seguita poi dagli altri quattro, scovati grazie anche al telescopio spaziale Spitzer. Come anticipato, TRAPPIST 1 è distante 39 anni luce dalla terra, che corrispondono a circa 369 mila miliardi di chilometri, una distanza da capogiro per le attuali tecnologie. Viaggiando alla velocità della luce ci vorrebbero solo 39 anni, ma allo stato attuale non esiste la possibilità di raggiungere velocità tanto elevate.
I sette nuovi mondi annunciati dalla NASA sono tutti più o meno grandi quanto la Terra e tutti occupano delle orbite molto strette, simili a quella di Mercurio con il Sole. Il minor calore sprigionato da TRAPPIST-1 tuttavia rende possibile la presenza di acqua allo stato liquido su alcuni di essi. I periodi orbitali variano tra gli 1,5 ed i 12,4 giorni: il pianeta più esterno, battezzato TRAPPIST-1h, potrebbe completare un giro in circa venti giorni.
I dati raccolti dai telescopi, inoltre, lasciano presagire che tutti e sei i pianeti interni sono rocciosi come la Terra, mentre ancora non è nota la composizione del pianeta con il suffisso -h (le lettere consecutive indicano la distanza da TRAPPIST-1).

I modelli elaborati dai ricercatori suggeriscono che tre dei sette pianeti (e, f, g) sono nella zona abitabile e potrebbero ospitare la vita come la conosciamo. Ovviamente si tratta di modelli piuttosto preliminari, e per la certezza bisognerà attendere gli studi che verranno portati avanti nel corso dei prossimi anni. Ad esempio, alla fine del 2018, la NASA lancerà il James Webb Space Telescope, frutto di un investimento da 8,8 miliardi di Dollari e che potrebbe fornire informazioni fondamentali a riguardo, mentre i progetti europei vedranno la luce a metà del 2020. Il sistema TRAPPIST-1, a giudicare dagli studi condotti, dovrebbe avere almeno 500 milioni di anni di età, ma anche in questo caso la stima è puramente approssimativa. Come si può ben capire, le informazioni certe sono ancora molto poche allo stato attuale, ma appare chiaro che questa incredibile scoperta darà agli scienziati materiale di studio per anni, forse decenni, necessari per capire tutti i segreti dei questo nuovo sistema solare.