Speciale Tutti i numeri di WhatsApp e Facebook

Da 0 a 19 miliardi, tutti i numeri dell'acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook

speciale Tutti i numeri di WhatsApp e Facebook
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

La notizia della settimana (tecnologica) è stata l'acquisizione da parte di Facebook di WhatsApp. IL social network ha messo mano al portafogli ed ha affiancato ad Instagram il servizio di messaggistica via web più utilizzato al mondo.
La notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo, accompagnata dal gargantuesco tag "Breaking News", provocando forte sorpresa, cori di "ah sì?", timori per la privacy e qualche ondata di ironia. Ironia che è divenuta realtà nella sera di Sabato scorso, quando i server sono caduti lasciando in attesa di invio milioni (miliardi?) di messaggi.
Il piano di Marc Zuckerberg non è chiarissimo: Facebook Messenger su smartphone è divenuto in pochi mesi diffusissimo, merito sopratutto di una progettazione intelligente e di un design che poi è stato esteso alla versione mobile del social network su iOS 7; WhatsApp svolge grossomodo la stessa funzione, solo con un grado di affidabilità ancor più rimarchevole e senza bisogno di login. Per ora i due servizi resteranno separati, esattamente come Facebook ed Instagram, ma vista la somiglianza d'offerta non è detto che le cose resteranno così anche in futuro.
Per ora ci accontentiamo di approfondire meglio la notizia dell'acquisizione, sfoderando un velo d'ironia mentre facciamo i conti in tasca a Facebook e WhatsApp!

Diamo i numeri!

0. I dollari investiti in marketing
Sembra incredibile, ma WhatsApp ha conquistato la propria posizione di leader senza scucire un dollaro in promozioni, ricerche di mercato e compagne comunicative. Diversamente poi dai concorrenti come Viber o Telegram ha rifiutato qualsiasi spesa finalizzata all'acquisizione di nuovi clienti.
Questo spiega anche perchè nella sede di Mountain View potete girare per giorni, ma non troverete mai un ufficiio marketing, né un qualsiasi dipendente che vi dirà "qui mi occupo di Pubbliche Relazioni". Solamente ingegneri: sai che noia!

1. Le note sulla scrivania del co-fondatore Brian Acton
Brian Acton, uno dei due fondatori di WhatsApp, non ama il disordine. Sulla sua scrivania presidenziale trova posto oltre al computer un singolo biglietto sul quale sta scritto: "Nessuna pubblicità! Nessun gioco! Nessun trucco!". In altre parole le linee guida per mantenere il servizio di messaggistica efficiente e facile da usare.

16. I concorrenti di WhatsApp in Botswana
La repubblica del sud Africa ha appena 2 milioni di abitanti, ma anche una densità di popolazione di 3,4 abitanti per chilometro quadrato. La comunicazione diventa vitale e a quanto pare pure il business delle applicazioni di messaggistica.
Ad ogni modo WhatsApp ha dozzine di concorrenti ed ha saputo costruire il proprio successo scavalcando anche tutti quelli che sono venuti prima di loro!

10. Gli anni di Facebook
Il 4 Febbraio il social network per antonomasia ha spento le prime 10 candeline. Un compleanno importante festeggiato dalla stampa in maniera pomposa, che ha di proposito rimbalzato quegli odiosissimi video personali condivisi a raffica tramite il social network. 10 anni fa per giunta Mark Zuckerberg, studente ad Harvard di anni 20, incontrò Priscilla Chan, la sua attuale moglie, quella del famoso contratto che vincola l'imprenditore ad almeno un rapporto sessuale a settimana.
Per rimanere sul triviale dovete sapere che Zuckerberg ogni anno si pone degli obiettivi tanto ambiziosi quanto bizzarri: nel 2010 si è impegnato per imparare il Mandarino, nel 2011 ha rifiutato di mangiare qualsiasi animale non macellato da lui e l'anno scorso ha fatto di tutto per incontrare almeno una persona nuova ogni giorno. Morirete dalla voglia di sapere quale è l'obiettivo del 2014, vero? Ebbene, ringraziare quotidianamente qualcuno via mail o addirittura con una lettera scritta a mano!
Venendo a discorsi più altolocati, Facebook attualmente gode di ottima salute: il settore mobile lo ha salvato dalla fisiologica crisi di tutte le start-up in cerca di una sostenibilità finanziaria e pure dal disastroso lancio alla Borsa di New York. Tra qualche settimana dovrebbe debuttare su iPhone l'app Paper per leggere le news.

32. Il (basso) numero di ingegneri in WhatsApp
Abbiamo scritto come il successo di WhatsApp è stato costruito senza investire un dollaro in piani di marketing. Il segreto è stata l'efficienza della gestione del servizio e la graduale espansione: l'aumento esponenziale degli utenti non ha fatto incrementare esponenzialmente il personale a supporto, che attualmente supera la trentina.
Tenendo conto che gli utenti attivi (sottolineiamo attivi) di WhatsApp sono 450 milioni e che ogni giorno nel mondo per i server di WhatsApp transitano circa 50 miliardi di messaggi, ciascuno stipendiato di Mountain View ha a che fare con 14 milioni personaggi e 1 miliardo e mezzo di traffico testuale.

51. Gli anni della genitrice di chi scrive
Non è nativa digitale, ha imparato nolente l'utilizzo del computer, millanta abilità nella navigazione su Internet. Spronata da colleghe ed amiche ha scaricato WhatsApp sul suo smartphone Samsung abbinato ad Android Froyo.
Fin qui tutto bene, non fosse per il fatto che in occasione del Capodanno 2014 ha fatto gli auguri ai suoi due figli inaugurando un gruppo su WhatsApp, rinominandola "bambini" e scegliendo cum magno gaudio un neonato frignante come icona.
Maledetta semplicità di utilizzo di WhatsApp!

2009. L'anno di fondazione di WhatsApp

Un'azienda relativamente giovane come molte altre che trovano dimora nella Silicon Valley. Tuttavia la storia dei due fondatori, Jan Koum e Brian Acton, non ha nulla a che vedere con i genietti di Harvard e Stanford: ucraino il primo, americano il secondo, hanno sostenuto una lunga gavetta prima di ritrovarsi in Yahoo (Koum ha iniziato facendo le pulizie in un supermercato per pagare i medicinali con cui curare la madre dal Cancro) e decidere infine di fondare una loro società, disgustati proprio dall'ambiente lavorativo nel colosso del web.

500 mila. I nuovi utenti di Telegram nell'ultima settimana
Abbiamo sopra riportato il numero di concorrenti di WhatsApp in Botswana (sarà vero?), giusto per riportare come il mercato nel quale la casa americana è leader fa gola a moltissimi. Tra questi c'è anche Telegram, che tallona WhatsApp da diverso tempo, sfruttando sopratutto la sua gratuità.
Dopo le spese pazze di Facebook, molti utenti contrariati della perdita dell'indipendenza hanno preferito altri lidi messaggistici e ingrossato le file dei chattatori di Telegram. Se desiderate fare +1 questo è il link sul Play Store...

450 milioni. Gli utenti attivi di WhatsApp
Ok, abbiamo già riportato questo dato, ma forse non avete grossi strumenti per capire quanto sia impressionante e sopratutto quanto velocemente sia penetrato in qualsiasi smartphone venduto sul pianeta.
Solo 9 mesi fa erano meno della metà, sui 200 milioni, che comunque erano molti più di quelli iscritti a Twitter. Poi verso il finire del 2013 c'è stato il botto e la crescita indefessa fino all'attuale cifra sopra riportata; 450 milioni non sono le persone che hanno inviato almeno un messaggio via WhatsApp, ma quanti ne fanno uso ogni giorno ovverosia il 72% di 625 milioni!

1,23 miliardi. Le persone iscritte a Facebook
WhatsApp sarà pure un campioncino, ma IL social network è un pesciolone molto più grosso. Quasi 3 volte tanto, facendo man bassa di tutta la fauna ittica in Occidente.
Un simile numero di iscritti frutta a Zuckerberg e compagni ora come ora 135 miliardi di dollari l'anno, in gran parte derivati dalle Pagine consigliate nella colonna di destra. Ma in virtù della sua rapida crescita e anche della recente acquisizione, qualche analista giura di poterla presto incoronare come prima compagnia nella storia a raggiungere i 150 miliardi di fatturato.

19 miliardi. La cifra sborsata da Facebook per acquistare WhatsApp
Per questo anno fiscale Facebook ha rinunciato ad un 7% dei propri introiti per papparsi in un sol boccone WhatsApp. Per i più tecnici bisogna specificare come "solo" 4 miliardi sono stati versati in contanti, dato che 12 miliardi sono giunti a WhatsApp sotto forma di azioni di Facebook ed i restanti 3 in bonus per gli impiegati e i due fondatori. Visto il nutrito pacchetto azionario Jan Koum è stato ben accolto con una poltrona in pelle nuova di zecca nel consiglio d'amministrazione in quel di Menlo Park.
La cifra è esagerata e probabilmente non corrisponde nemmeno alla più ottimistica delle quotazioni circa WhatsApp; evidentemente Facebook non voleva condurre troppo a lungo le trattative ed ha puntato immediatamente in alto.
Ma visto che spesso con cifre così astronomiche si perde il senso della misura, la rete si è divertita a comparare l'acquisto di WhatsApp con altri investimenti che Zuckerberg poteva fare in giro per il mondo. Ecco quindi la lista di cosa avrebbe potuto acquistare Facebook al posto di WhatsApp:
  • l'Islanda: il PIL della isola a Nord dell'Europa è valutato attorno ai 14 miliardi di dollari
  • il telescopio Spaziale Hubble: costo di fabbricazione stimato sui 10 miliardi
  • l'American Airlines: il fatturato della compagnia di bandiera statunitense si aggirava sugli 11 miliardi, un attimo prima della fusione con la US Airways nel 2013
  • le prime 20 squadre di calcio del mondo: con appena 16 miliardi di dollari avrebbe potuto organizzare un campionato di calcio nel giardino di casa con Real Madrid, Manchester United, Milan, Inter, Juventus,...
  • l'Olimpiade di Londra 2012: il costo per l'organizzazione dei XXX giochi olimpici estivi è fissato sui 10,4 miliardi. Ma nulla a confronto dei 51 miliardi spesi dalla Russia per portare gli sport invernali a Sochi!
  • la Jamaica: come l'Islanda, il PIL dell'isola caraibica vale 15 miliardi
  • l'industria discografica: sarà che i dischi ormai non li acquista più nessuno, che streaming e download di mp3 sono solo briciole per i discografici, ma in effetti il giro d'affare dell'industria discografica è poco più di 16 miliardi di dollari
  • la portaerei USS Gerald R. Ford: gli Stati Uniti hanno investito 13 miliardi per costruire la prima portaerei a propulsione nucleare della propria flotta militare. La fortezza dei mari entrerà ufficialmente in servizio nel 2016
  • gli studi di 317mila studenti di Harvard: se volete far studiare vostro figlio nella stessa università di Zuckerberg, vi conviene mettere da parte 59mila dollari per ciascuno dei 5 anni di corso in Frittologia, incrociando le dita che non finisca fuori corso. Al posto di acquistare WhatsApp il fondatore di Facebook poteva fare un favore a voi e ad altri 316999999 papà, pagando gli studi ad altrettanti figlioli.