Una IA di Facebook ha sviluppato da sola il proprio linguaggio

I ricercatori del FAIR hanno sviluppato un'intelligenza artificiale che ha dimostrato di essere più "intelligente" di quanto aspettato.

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In un mondo continuamente in fermento come il nostro la tecnologia fa ogni giorno passi da gigante. In particolare, quello delle intelligenze artificiali è uno degli ambiti in cui i colossi del web stanno puntando sempre di più. Basti pensare a Google, che nell'ultimo evento I/O ha rimarcato il suo impegno nel campo del machine learning e nel continuo supporto ad Assistant e Home. Come se non bastasse - saranno felici coloro che tanto temono la "sostituzione uomo-macchina"- da Facebook è arrivato un importante annuncio nei giorni scorsi: un'intelligenza artificiale sviluppata dai ricercatori del social network è riuscita a creare un proprio "linguaggio". Non stiamo scherzando, è tutto vero e, probabilmente, le informazioni che stiamo per darvi vi "sconvolgeranno" ancora di più. Ma andiamo con ordine.

Una "lingua" più "veloce" e "semplice"

Dovete sapere che Facebook sta eseguendo dei test per cercare di comprendere meglio come i cosiddetti chatbot "dialogano" tra di loro. I risultati di questi "esperimenti" sono stati resi pubblici grazie ad una recente relazione redatta dai ricercatori del FAIR (Facebook AI Research), divisione di ricerca del colosso statunitense dedicata proprio alle intelligenze artificiali. Nel documento in questione, in particolare, i ricercatori descrivono il lungo percorso di "addestramento" dei chatbot e le metodologie di "dialogo" con apprendimento tramite il machine learning. Stando ai ricercatori del FAIR, i bot in questione sono stati "degli studenti entusiasti e di successo", tanto da cercare da soli di "deviare" dalla lingua umana. In parole povere, dopo molte conversazioni effettuate, i chatbot hanno preferito crearsi un proprio "linguaggio" che probabilmente era più "veloce" e "semplice" da utilizzare rispetto a quello umano.

I bot si comportano come gli umani?

Tuttavia, questa non è l'unica scoperta fatta dai ricercatori di Facebook. Infatti, le intelligenze artificiali in questione sono anche state in grado di attuare complesse strategie per migliorare i propri "risultati". In particolare, stando a quanto riportato dal FAIR, un bot avrebbe dimostrato interesse per qualcosa che non gli sarebbe assolutamente servito nel breve termine ma che l'avrebbe poi portato ad ottenere importanti benefici in futuro. Questo denota una certa somiglianza con il ragionamento umano e potrebbe portare a scenari inaspettati.

C'è ancora molta strada da fare

Nonostante le scoperte dei ricercatori di Facebook possano essere quasi definite "sconvolgenti", c'è ovviamente ancora molta strada da fare prima di poter vedere questo tipo di tecnologie in commercio. Inoltre, anche la società statunitense deve ancora comprendere a fondo il modo in cui questi bot "dialogano". Nonostante questo, le scoperte sopra riportate dimostrano ancora una volta come ci sia un potenziale immenso, e ancora nascosto, dietro a questo tipo di tecnologie. Siamo ancora un po' lontani da questo ma forse un giorno potremo dire che "gli uomini sono diventati gli strumenti dei loro stessi strumenti" (Henry David Thoreau - filosofo, scrittore e poeta statunitense).

Facebook Le scoperte dei ricercatori del FAIR (Facebook AI Research) hanno dell’incredibile e dimostrano, come se ce ne fosse ancora bisogno, che la tecnologia si sta evolvendo alla velocità della luce. E’ ancora presto per parlare di “sostituzione uomo-macchina” ma quella di cui abbiamo parlato oggi è sicuramente una di quelle notizie che lasciano il segno. E se un giorno la lingua più “veloce” e “semplice” realizzata dai bot prendesse il posto della nostra? Forse stiamo fantasticando un po’ troppo con la mente.