Vacuum sfida Steam: usato digitale e mercato libero tramite criptovaluta

Vacuum è un ambizioso progetto che si prefigge l'obiettivo di introdurre il concetto di "usato digitale" e di sfidare Steam.

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Andrea Zanettin Andrea Zanettin segue da sempre con passione tutto ciò che riguarda la tecnologia: qualsiasi cosa abbia un chip stuzzica la sua curiosità. Sviluppa anche applicazioni per vari sistemi operativi (sia su ambiente desktop che mobile). Potete seguirlo su Twitter, Instagram, Facebook e Google+.

"Una piattaforma di nuova generazione per i videogiocatori, cambia l'industria con noi!", questo è lo slogan di Vacuum, un portale che vuole unire il mondo dei videogiochi con quello delle criptovalute. Ambizioni sicuramente importanti sulla carta, ma ancora tutte da dimostrare con i fatti. Il mondo di Bitcoin & Co. è molto insidioso e nasconde spesso dei veri e propri "progetti fuffa" oppure, ancora peggio, delle incredibili truffe. Sembrerebbe non sia questo il caso, ma mai dire mai.

Una piattaforma decentralizzata che vuole mettere fine al "monopolio" di Steam

È inutile negarlo, negli ultimi anni Steam è diventata una realtà in grado di fare il bello ed il cattivo tempo per quanto riguarda il mercato dei videogiochi su PC. Nonostante alcune società come EA e Ubisoft stiano provando a "dissociarsi" con servizi come Origin e uPlay, la grandissima maggioranza delle software house deve passare per la piattaforma di Valve per poter sperare di vendere un discreto numero di copie del proprio titolo. Basti pensare che, in alcuni periodi, Steam è arrivata a prendersi anche il 30% dei guadagni derivanti da ogni singolo titolo. Insomma, una cifra più che cospicua. È questo uno dei punti focali che caratterizzano Vacuum, la volontà di creare una piattaforma decentralizzata che faccia risparmiare ingenti quantità di denaro ai videogiocatori.

In questo "nuovo mondo" la gestione delle transazioni viene fatta tramite "contratti intelligenti" che creeranno e distribuiranno le chiavi e i token. In parole povere, quando un utente crea un account esso ottiene uno specifico indirizzo univoco relativo al portafoglio. La piattaforma non farà altro che mettere le informazioni dell'account nella blockchain, rendendole prima illeggibili. Il portafoglio potrà contenere un numero illimitato di chiavi, che potranno essere usate per acquistare videogiochi. Facendo passare il tutto per la blockchain, con nessun "monopolio", il team di Vacuum dichiara che si potrebbero riuscire a far abbassare di circa il 50% il prezzo di tutti i titoli, senza passare per nessun tipo di "mercato grigio" o posti poco legali. Come è possibile questo? Consentendo agli utenti di noleggiare, rivendere e acquistare licenze di videogiochi digitali mediante criptovaluta. Vacuum vuole portare l'usato nel mondo digitale ed eliminare qualsiasi tipo di "azienda intermediaria". Un mercato per i videogiocatori controllato dai videogiocatori insomma. Un'utopia che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile.

Il problema principale: gli sviluppatori

Fantastico, ma in tutto questo gli sviluppatori come fanno a guadagnare? Vacuum ha una risposta anche a questo. Nelle 25 pagine di whitepaper, viene descritto come la piattaforma preveda un compenso per gli sviluppatori anche in caso di acquisti di seconda mano. Ovviamente, però, le cifre saranno minori di quelle ricevute da un titolo venduto full price e non è chiaro il motivo per il quale le software house dovrebbero decidere di prendersi un tale rischio vendendo il proprio videogioco tramite Vacuum. Interessante, però, il fatto che la piattaforma potrebbe consentire agli sviluppatori di decidere un prezzo minimo per la vendita del gioco usato. In merito, il team della nuova piattaforma afferma: "I giocatori che hanno a disposizione i soldi compreranno sempre il vostro prodotto a prezzo pieno perché vogliono avere subito quell'esperienza. [...] Questi giocatori vogliono essere i primi a provare i titoli e non vogliono aspettare che il titolo sia scontato". Dichiarazioni sicuramente con un fondo di verità, ma che non sappiamo quanto si sposino con gli effettivi dati di vendita.

E per quanto riguarda Vacuum, come farà a guadagnare? Chiaramente anche la società in questione prenderà una commissione da ogni singolo acquisto, ma nel whitepaper si parla del 15/20%, meno di quel 30% di Steam e GOG. Basterà questo a convincere i publisher? Non ne siamo molto convinti e basterebbe semplicemente che le succitate piattaforme abbassassero un minimo la percentuale di commissione e tutte le ambizioni di Vacuum cadrebbero come un castello di carte. Insomma, il problema principale è convincere gli sviluppatori a portare i propri titoli sulla piattaforma. I giocatori, invece, saranno sicuramente attirati dalla possibilità di rivendere i propri giochi digitali e, quindi, la presa sul pubblico è praticamente assicurata. Nonostante questo però, non pensate di poter rivendere la vostra immensa libreria Steam: i giochi rivendibili devono essere stati originariamente acquistati su Vacuum.

Disclaimer

Abbiamo ponderato molto attentamente la nostra scelta relativa al parlarvi di questo portale o meno, scovando nei meandri di Internet il maggior quantitativo di informazioni in merito che potessimo ottenere. Non siamo giunti ad una vera e propria conclusione e non possiamo dirvi con certezza se si tratti di una cosa "seria" o meno, ma riteniamo sia giusto parlarvi di questo progetto, anche solamente per l'innovativa idea alla base del tutto. Vi consigliamo, dunque, di prendere tutte le informazioni contenute in questo speciale con la dovuta cautela e di pensarci su un bel po' prima di investire soldi in un progetto di questo tipo, a vostro rischio e pericolo.

Sappiate, infatti, che è già attiva dal 10 ottobre la loro ICO (Initial Coin Offering) con la conseguente vendita della loro criptovaluta proprietaria: Vacuum Token (VAC). Il 24 ottobre partirà poi la vendita vera e propria, ma chi acquisterà dei token già da ora otterrà un risparmio del 20%. Il prezzo attuale è di 1 ETH (circa 253 euro) per 1200 VAC, con un acquisto minimo per un valore di 0.5 ETH (circa 126 euro). Successivamente tutti i giochi presenti nel catalogo verranno acquistati tramite questa valuta. Per chi non sapesse cosa fossero le ICO, si tratta di una nuova forma di crowdfunding introdotta recentemente dal mondo delle criptovalute, che prevede il rilascio da parte di una società di un certo numero di token acquistabili dal pubblico, in questo caso in cambio di Ethereum (altra criptovaluta). Stiamo dunque parlando di un progetto che sta cercando ancora di finanziarsi tramite crowdfounding.

Detta così potrebbe sembrare un metodo per cercare fondi del tutto simile ai vari progetti Kickstarter, e lo è sotto certi versi, ma va detto che le ICO sono ancora scarsamente regolamentate dalla legge. In soldoni, un pagamento fatto tramite criptovaluta anziché tramite denaro potrebbe paradossalmente non fornire alcuna garanzia di ricevere in cambio alcun tipo di rimborso, servizio o prodotto, con il tutto che avviene in modo legale e sotto la luce del sole. Ripetiamo, non crediamo sia questo il caso, ma bisogna sempre stare molto attenti quando si finanziano progetti di questo tipo. Tuttavia, per chi è interessato, una prima alpha del portale è prevista per il Q2 2018, mentre la beta è prevista per il Q2 2019 e il lancio definitivo avverrà nel Q1 2020.

Chi c'è dietro Vacuum

Vi starete sicuramente chiedendo chi c'è dietro a questa possibile rivoluzione. Ebbene, nella versione mobile del sito in questione si può vedere il team dietro al progetto, con tanto di link al relativo profilo Linkedin. In particolare, spiccano le figure di Todor Karaivanov, ex Game Designer di Crytek che ha lavorato tra gli altri a Ryse: Son of Rome e Robinson: The Journey, e George Stine, ex UX/Information Architech di IBM. Insomma, i curriculum parlano chiaro: non siamo di certo dinanzi agli ultimi arrivati.

criptovalute Vacuum potrebbe essere la “next big thing” pronta a scombussolare il mondo dei videogiochi e quello delle criptovalute (se il VAC diventerà popolare potrebbe diventare il nuovo Bitcoin, come auspicato dai suoi creatori), oppure essere l’ennesimo “progetto fuffa”. Riuscirà una piattaforma così atipica a fare breccia nel cuore degli sviluppatori e dei giocatori? Abbiamo molti dubbi a riguardo, ma staremo a vedere.