Windows 10 Mobile è morto? Si, ma risorgerà molto presto grazie all'emulazione

L'arrivo di Windows 10 su dispositivi portatili è sempre più vicino, riuscirà Microsoft nell'impresa di tornare competitiva in questo settore?

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Le attuali quote di mercato di Windows 10 Mobile sono talmente basse che l'OS di Microsoft può considerarsi morto e sepolto. Gli sviluppatori hanno abbandonato la piattaforma, e molti non l'hanno nemmeno mai abbracciata, inoltre a livello hardware l'ultimo prodotto presentato risale ormai al 2015. Nonostante i suoi evidenti difetti però, la proposta mobile di Redmond gode ancora oggi di qualche estimatore, ormai passato ad Android o ad iOS, ma che ha mantenuto buoni ricordi. Ma Microsoft non ha mai abbandonato la sua creatura, e quanto visto negli ultimi giorni al Computex di Taipei, dopo le demo già mostrate negli scorsi mesi, lasciano pensare che il ritorno nel mondo mobile sia più vicino del previsto.

Windows 10 completo e perfettamente emulato

Negli scorsi mesi Microsoft aveva già mostrato delle demo di Windows 10 funzionanti su processore ARM, ma ora dal Computex arrivano indicazioni sui partner che si occuperanno dello sviluppo dei dispositivi. HP, Asus e Lenovo hanno in cantiere prodotti dotati di una versione completa di Windows 10 funzionante su SoC Snapdragon 835, un fatto che mette Microsoft fuori dai giochi per quanto riguarda i device. Una scelta precisa e in linea con quanto visto negli scorsi mesi: Windows 10 è il centro del business di Redmond, non il rischioso mercato hardware. Fabbriche e impianti produttivi, con tutti i rischi collegati, vengono lasciati ai partner, mentre a Redmond pensano solo a sviluppare al meglio il software che li equipaggerà. Software che sarà identico a quello utilizzato su PC, ma emulato per processori ARM e dotato di una nuova interfaccia grafica, capace di configurarsi al meglio a diversi schermi e metodi di input. Questo nuovo OS per dispositivi mobile sarebbe totalmente scollegato dalle build passate, il che significa ovviamente che l'aggiornamento dei device attuali non sarà possibile. Del resto, Microsoft era stata piuttosto chiara quando mostrò per la prima volta il suo emulatore per processori ARM: solo lo Snapdragon 835 è compatibile, e ovviamente i suoi successori. Tutto il resto verrà tagliato fuori, ma non sarebbe di certo un dramma, vista l'assenza di dispositivi recenti.

L'utilizzo di un SoC evoluto è necessario per permettere all'emulazione di funzionare a dovere, e le demo mostrate finora da Microsoft sono molto incoraggianti, almeno in termini di velocità. Tutto sembra funzionare a dovere, da applicazioni relativamente leggere come office ad altre come Photoshop, fino alla riproduzione dei video 4K. Insomma, tra non molto tempo potremmo vedere sul mercato smartphone di fascia alta con Windows 10 a bordo, prodotti che potrebbero cambiare, almeno in parte, il concetto di computer portatile come lo conosciamo oggi.

Windows 10 per smartphone Microsoft potrebbe riuscire a creare l’OS mobile definivo, il perfetto connubio tra mondo mobile e PC. L’unico dubbio riguarda l’interfaccia, che dovrà essere tarata a dovere per adattarsi al touch come a tastiera e mouse, un compito non certo semplice. Del resto Satya Nadella ha ribadito più volte che Microsoft non ha alcuna intenzione di abbandonare il mercato mobile, ma che tornerà solo in presenza di grandi innovazioni. Un'affermazione che riteniamo saggia, e che porta direttamente ad una domanda: c’è ancora spazio in un mercato dominato da iOS e Android per un terzo attore? Di primo acchito diremmo di no, ma se Microsoft riuscirà davvero ad innovare, come sembra stia facendo, allora niente è impossibile. Basta guardare le quote di mercato di Symbian OS e di Blackberry prima dell’avvento di Apple e Google per capire come le reali innovazioni possono cambiare del tutto le carte in tavola, e in questo senso le parole del CEO di Microsoft assumono un significato molto più chiaro.