Windows 7: per Microsoft non è sicuro, ma è ancora l'OS più diffuso

Microsoft, continuando nella sua campagna per spingere Windows 10, ha messo in mostra le vulnerabilità di Windows 7, ma non tutto è come sembra.

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste, mentre d'estate si dedica alla MTB. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Rilasciato nell'oramai lontano 2009, Windows 7 sembra non essere più nei piani della casa di Redmond. Nonostante Windows 7 sia ancora uno dei sistemi operativi più utilizzati al mondo, le statistiche indicano una fase di caduta libera, con il numero di utilizzatori che scende di mese in mese. A spingere per il progressivo abbandono è la stessa Microsoft, il cui obbiettivo è diffondere al massimo il più nuovo e più sicuro Windows 10.
Il supporto ufficiale a Windows 7 infatti è terminato nel 2015, ma le patch di sicurezza saranno applicate per altri tre anni. L'avviso diramato dall'azienda americana vale soprattutto per gli utenti di fascia business, più a rischio malware e virus. Nonostante gli aggiornamenti per la security, Microsoft ha affermato che il sistema operativo non è sicuro quanto Windows 10, e che anche l'utente medio può beneficiare direttamente dell'architettura più moderna dell'ultimo sistema operativo.

I sistemi di sicurezza di Windows 10 non arriveranno mai su Windows 7

Microsoft ha instaurato, quindi, un vero e proprio countdown virtuale, che mira alla fine del supporto di sicurezza a Windows 7, in modo che tutti gli utenti vengano alla fine forzati irrimediabilmente a passare all'OS più aggiornato.
"Così come accadde per Windows XP, non vogliamo che gli utenti siano a rischio in termini di sicurezza, e soprattutto le aziende dovrebbero iniziare a pensare alla prevenzione di futuri rischi e/o costi", ha affermato Markus Nitschke, numero uno di Windows Germania in un post sul blog ufficiale. "Windows 7 è basato su una oramai vetusta architettura, che mette a rischio la security. Nonostante il supporto con le patch di sicurezza per Windows 7 termini fra tre anni (nel 2020, ndr), gli utenti che decidono di non passare a Windows 10 sono esposti a enormi dischi di sicurezza rispetto a quelli che lo fanno". Secondo Markus, quindi, prima si passa all'OS più aggiornato e meno rischi si corrono. Egli ha aggiunto poi che il 51% delle aziende teutoniche ha dovuto far fronte a degli attacchi informatici, e che quindi i rischi sono piuttosto concreti.

Quello che c'è di vero nella questione

Oltre a parlare del rischio attacchi informatici, fatto che potrebbe effettivamente spingere qualche compagnia a passare a Windows 10, Microsoft - sempre mediante il suo blog post - ha snocciolato anche qualche dato di fatto che ha reso la questione più interessante.
La società americana ha affermato, sulla base delle dichiarazioni di clienti fidealizzati, che molti non sarebbero passati a Windows 10 finché esso non avesse avuto delle recensioni positive. Effettivamente queste sono arrivate, ma non sono bastate a convincere tutti gli utenti ad aggiornare il proprio OS. In effetti, nel mese di gennaio la quota di mercato di Windows 7 tocca ancora il 48,34% di share, rimanendo ancora l'OS Microsoft più utilizzato a livello mondiale, nonostante l'aggiornamento gratuito.

E c'è di più: Windows 10 è probabilmente il sistema che ha ricevuto più critiche per quanto riguarda la privacy degli utenti, come confermato anche dalle lamentele giunte dalle associazioni dei consumatori. Tale fatto non è stato comunque mai confermato, e recentemente la compagnia è migliorata in tale ambito, annunciando tra l'altro maggiori investimenti per prevenire i cosiddetti zero-day exploit, che altro non sono che vulnerabilità non conosciute pubblicamente e che vengono sfruttate dai malintenzionati per penetrare nel sistema operativo.

Windows 10 Che sia o meno una questione importante per le aziende o per gli utenti finali, le parole di Microsoft sono finalizzate certamente ad una strategia di marketing, atta a spingere le vendite del sistema operativo uscito sul mercato due anni fa. Che Windows 7 non abbia l’architettura di Windows 10 è un fatto più che noto, così come la differenza in materia di sicurezza fra i due, per cui alla fine la verità sta nel mezzo. Qualsiasi decisione prendano le aziende e gli utenti, resta il fatto che Microsoft ha chiaramente affermato che Windows 7 non viene incontro più ai “requisiti di moderna tecnologia per gli utenti, così come ai bisogni di sicurezza aggiuntiva delle aziende operanti nel campo dell’IT”. Parole forti per quello che, a tutt'ora, è l'OS più diffuso dell'azienda.