Speciale Xiaomi

Da RedMi Note a Mi4, presente e futuro della compagnia dei record.

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I dati di vendita riportati da Xiaomi negli ultimi periodi sono assolutamente eccezionali. I numeri fanno riflettere, soprattutto considerando il fatto che i prodotti del brand cinese non sono disponibili in tutte le parti del mondo. Nonostante questo, i nuovi modelli proposti riescono quasi sempre a battere i record di vendita dei precedenti, in una catena di successi che non sembra conoscere sosta. Xiaomi Tech è un'azienda giovane, fondata solo nel 2010, che nel giro di quattro anni è riuscita a catturare le attenzioni non solo della stampa internazionale, ma anche degli investitori, grazie a risultati economici e finanziari di alto livello. L’interesse globale è cresciuto di pari passo, tanto che Lei Jun , il fondatore, è riuscito a mettere sotto contratto l'ex Google Hugo Barra , che ha assunto il ruolo di vice presidente con deleghe ai rapporti internazionali.
Rapporti che, come affermato dallo stesso Barra in occasione di un'intervista, sono fondamentali per Xiaomi, che ha tutta l’intenzione di espandersi al di fuori della Cina e di Taiwan. Alla lista dovrebbero presto aggiungersi Singapore ed alcuni paesi del sud-est asiatico, che potrebbero intraprendere la strada dei rivenditori taiwanesi, i primi a rendere disponibili gli smartphone Xiaomi al di fuori del loro paese di origine.
“La nostra strategia è incentrata esclusivamente sui clienti. Quando portiamo i nostri prodotti in un nuovo paese, vogliamo che questi abbiano a disposizione una vasta gamma di opzioni. Per esempio, a Taiwan gli utenti possono acquistare i nostri smartphone sia tramite i rivenditori locali sia on-line, pagandoli a prezzo pieno oppure portandoli a casa a un prezzo inferiore grazie ai contratti con gli operatori. Esporteremo questa filosofia anche nel resto del mondo”. Le parole di Hugo Barra lasciano capire in pieno la strategia di vendita di Xiaomi, che non sembra intenzionata a sedersi sugli allori.

Redmi Note

Esempio perfetto del successo di Xiaomi non può che essere il Redmi Note, uno smartphone con display da 5,5 pollici con risoluzione di 1280x720 pixel e una densità degli stessi pari a 267 ppi. Nei negozi e online sono disponibili due diverse versioni: una con CPU octa-core da 1,4 Ghz ed 1 Gb di RAM; l'altra invece è dotata di un processore sempre octa-core ma da 1,7 Ghz e 2 Gb di RAM. In entrambi i modelli il SoC scelto è il MediaTek MTK6592, accompagnato da una GPU Mali-450, che ha fatto registrare un punteggio di 28.000 punti nel benchmark di AnTuTu. Le caratteristiche includono una fotocamera posteriore da 13 megapixel con apertura f/2.2, in grado di registrare video a 1080p a 30 fps, oltre a una camera frontale da 5 megapixel. Il cellulare ha al suo interno una batteria da 3200 mAh e, essendo indirizzato principalmente ai mercati asiatici, è in grado di supportare anche due SIM.
Xiaomi, tramite un annuncio pubblicato sul proprio account Twitter, ha affermato di aver ricevuto ben 15 milioni di pre-ordini, un numero sorprendente se si conta che nel primo weekend dal lancio, l'iPhone 5s e l'iPhone 5c di Apple, insieme, sono arrivati a “soli” 9 milioni di unità vendute, distanziati dai 15 milioni del Galaxy S5. A differenza degli altri due marchi, però, occorre fare una precisazione su cosa intende Xiaomi per “pre-ordine”, in quanto si tratta di un concetto diverso rispetto ad Apple o Samsung. Nel momento in cui viene effettuato, l’impegno preso non è vincolante, dato che il sistema non richiede l'inserimento di alcuna carta di credito e, quindi, di nessun pagamento al momento della registrazione. In questo modo, i potenziali clienti, al momento della disponibilità, sono liberi di non completare l'acquisto, fornendo un servizio sicuramente utile, che può però inficiare le statistiche relative a questi aspetti.
Nonostante questa possibilità, l'accoglienza riservata dal mercato è stata positiva ed in Cina Xiaomi ha venduto 100.000 unità in 34 minuti, mentre a Taiwan sono ben 10.000 i RedMi Note acquistati in meno di un secondo, a conferma che l'interesse da parte dei consumatori era reale. La strategia di marketing adottata da Xiaomi gioca molto sulle statistiche di vendita e sui numeri, ma bisogna ammettere che un ruolo fondamentale l'ha sicuramente avuto il prezzo: a soli 159$ gli utenti sono riusciti a portare a casa un dispositivo affidabile ed in grado di soddisfare tutte le esigenze dei consumatori di fascia medio-alta.

Xiaomi Mi 3

Al successo di Xiaomi ha anche contribuito il modello Mi3, che dovrebbe andare in pensione a breve per fare spazio al successore Mi4. Lo smartphone è caratterizzato dalla presenza di uno schermo da 5 pollici con risoluzione di 1920x1080 pixel, e da un processore Qualcomm Snapdragon 800 quad-core da 2,3 Ghz, accompagnato da una GPU Adreno 330, 2 gigabyte di RAM e 16 gigabyte di memoria interna, ovviamente espandibili tramite lo slot microSD. Il terminale è molto sottile (8,1 millimetri) e grazie al SoC Qualcomm è in grado di offrire prestazioni davvero eccellenti, oltre ad un’autonomia molto buona, merito della batteria da 3050 mAh con cui è equipaggiato. Il successo di questo smartphone a livello internazionale è stato decretato anche dall’ottimo comparto software, che può contare sulla presenza della ROM MIUI, installata di default, che consente prestazioni di primo piano e che conta una community sempre pronta a rilasciare nuovi aggiornamenti.
Nei primi mesi dal lancio dello Xiaomi Mi3, l’azienda cinese è riuscita a piazzare ben 10 milioni di unità, un dato che avvicina Xiaomi all'obiettivo che si è posta per il 2014: riuscire a spedire 26 milioni di smartphone nel primo semestre.

Xiaomi Mi4: il futuro

E' chiaro che Xiaomi, dati di vendita alla mano, si può a tutti gli effetti sedere al tavolo dei grandi e dire la sua anche in Europa e negli Stati Uniti. E' però facile intuire un passaggio graduale dal mercato asiatico a quello occidentale, come dimostrato dagli ultimi rumor, che parlano di un approdo dei dispositivi in alcuni paesi europei ma non negli Stati Uniti, in cui la concorrenza è ancora più agguerrita.
I dirigenti, trainati da questo rapido successo, non hanno nascosto le loro ambizioni per il futuro e l'amministratore delegato Lei Jun ha affermato che la società è pronta per sfidare l'iPad di Apple in Cina. Sfida tutt'altro che semplice, ma le ultime statistiche parlano di un colosso di Cupertino in calo nel paese asiatico, per cui tutto è possibile.
Fondamentale per il futuro di Xiaomi sarà il nuovo Mi4, presentato il 22 Luglio. Le caratteristiche tecniche comprendono un SoC Snapdragon 801 a 2.5 Ghz, 3 Gb di RAM e 16/64 Gb di spazio per i dati, a seconda del modello scelto. Lo schermo è da 5 pollici con risoluzione di 1920x1080 pixel, mentre la parte fotografica è caratterizzata da un sensore da 13 megapixel con tecnologia Sony e apertura f/1.2; nella parte frontale è stata utilizzata una camera da ben 8 megapixel, seguendo il trend del momento. Presenti anche gli standard di comunicazione 3G ed LTE, mentre la batteria utilizzata è da 3080 mAh, con la presenza della modalità di ricarica rapida. L'hardware è racchiuso all'interno di una scocca in alluminio, anche se la cover posteriore in policarbonato potrà essere sostituita da altri modelli di diversi materiali, mentre il telaio interno è realizzato in acciaio inossidabile. La disponibilità del nuovo prodotto è prevista per agosto in Cina, per cui non dovrebbe volerci molto prima dell'arrivo del terminale anche in Europa tramite rivenditori specializzati. I prezzi, assolutamente concorrenziali, partono da 240€ per il modello da 16Gb, mentre per quello dal 64 Gb la cifra sale a 300€.

Xiaomi Per il momento Xiaomi si è imposta solo a livello locale, ma è chiaro che la sfida più ardua per i vertici societari sarà quella di ripetere il successo anche al di fuori di Cina, Taiwan ed India. OnePlus, con OnePlus One, ha dimostrato che un'oculata strategia di marketing, affiancata a specifiche tecniche e a prezzi competitivi, possono essere una formula vincente ovunque. Xiaomi ha già capito da tempo che per avere successo nei mercati occidentali non basta proporre prodotti di buon livello a prezzi popolari, ma bisogna anche spingere forte sul marketing e sulla promozione del proprio brand, cosa che sta facendo in maniera egregia. Gli enormi investimenti fatti da Samsung in questo settore del resto fanno capire come l'utilizzo di strategie di comunicazione aggressive possano davvero portare vantaggi economici, soprattutto sul lungo periodo. In questo senso, la graduale apertura verso i mercati occidentali di cui si parla da mesi consentirebbe a Xiaomi di lasciarsi alle spalle il nomignolo di "Apple cinese", inaugurando una nuova era che vedrebbe la Cina non più come un mercato lontano e isolato, ma come un vero attore protagonista nel settore della telefonia globale.