YouTube: cosa succederà con la nuova modalità con restrizioni?

L'introduzione della nuova modalità con restrizioni di YouTube potrebbe cambiare radicalmente l'aspetto della piattaforma video.

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La notizia è passata quasi in sordina, ignorata dalla maggior parte degli addetti ai lavori e ancora non del tutto compresa. YouTube ha deciso di modificare la sua modalità con restrizioni, rendendola molto più severa: l'obiettivo era quello di risolvere i problemi da sempre presenti per tutelare gli utenti più giovani, ma il rischio è che queste nuove regole si rivelino fin troppo restrittive e potenzialmente rischiose per i creatori di contenuti. Lo scorso marzo il filtro di YouTube era balzato alle cronache per la censura errata di alcuni argomenti riguardanti i diritti LGBT. Un errore tecnico che ha spinto i vertici di Google a ripensare a tutto il sistema per renderlo, almeno sulla carta, più equo ed efficiente. Sarà davvero così? Come funzionano le nuove restrizioni?

L'algoritmo tritatutto

Questa discussa impostazione rappresenta da sempre una sorta di "filtro famiglia" per i video presenti su YouTube. Un complesso algoritmo seleziona i filmati in base a elementi di varia natura e decide quali video saranno disponibili ugualmente per tutti gli utenti e quali, invece, saranno esclusi dalle ricerche di tutti perché giudicati inappropriati, inadatti ai minori o portatori di violazioni vere e proprie alle regole della community. Con la modalità con restrizioni attiva è insomma probabile che molti video non siano disponibili a tutti gli utenti. Questo sistema, seppur tollerato nelle sue impostazioni base, è sempre stato aspramente criticato per la sua quasi totale incapacità di riconoscere la reale natura di un video e per i suoi numerosi "errori di valutazione". Per rispondere alle critiche sui suoi malfunzionamenti YouTube ha così deciso di rilasciare nuove linee guida spiegando per quale motivo alcuni contenuti saranno in futuro inseriti nella discussa modalità. Il filtro sarà attivo per tutti i video che tratteranno argomenti adatti solo a un pubblico adulto, come droghe e alcool, sesso, violenza, terrorismo, guerra, crimini, conflitti politici e per tutti quelli che utilizzeranno parolacce o espressioni volgari. Nel suo articolo a riguardo YouTube sottolinea quanto queste linee guida siano "liquide" e soggette a valutazioni di vario genere, incapaci di rendere perfetto il filtro ma ottime per migliorare l'esperienza d'uso delle famiglie e degli utenti più piccoli.

Una mannaia per i content creator?

Le maggiori perplessità su questo nuovo sistema arrivano direttamente da chi da tempo popola la piattaforma. Parliamo di creatori di contenuti, youtubers e videomaker che usano YouTube per le loro attività e che, di riflesso, guadagnano tramite le inserzioni sui loro video. Va considerato il fatto che un video filtrato dagli algoritmi di protezione lo esclude da una fetta di pubblico importante per inserzioni e guadagni: minori e adolescenti. Finché il sistema si era dimostrato "tollerante" le cose non avevano destato troppo scalpore, ma ora che le regole sono cambiate in tanti hanno drizzato le antenne, spaventati dalla possibilità che le cose possano radicalmente peggiorare e che basti davvero poco per vedere i propri video "filtrati" e quindi privati di parte del loro guadagno. Se le nuove regole si dimostrassero così restrittive come promettono di essere, alcuni creatori potrebbero essere indirettamente portati a "edulcorare" i loro video per evitare di incorrere in problemi e perdere guadagni.

Chi ha ragione?

La situazione è quanto mai spinosa e in costante evoluzione. Creatori di contenuti e gestori della piattaforma partono da due assunti di base più che giusti. Da un lato si vuole difendere la propria libertà creativa ed evitare che venga minata per piccolezze o cavilli; dall'altro si vuole cercare di tutelare un pubblico di minori che, senza controlli, potrebbe avere accesso a contenuti dannosi e non adatti alla propria fascia di età. C'è da ammettere che fino ad ora i filtri di YouTube si sono dimostrati facilmente aggirabili e incapaci di dare risposte concrete e soluzioni reali. È impensabile che un sito di tale portata non abbia un sistema di tutele efficace per proteggere l'incolumità dei più piccoli. Allo stesso tempo inasprire ulteriormente le regole del gioco non pare la soluzione più giusta per risolvere il problema. Affidare tutto ad un algoritmo è quanto di più sbagliato possa esserci per garantire un minimo di equità: come può un sistema del genere capire il contesto o le modalità con le quali certi argomenti sono trattati?

Sarebbe più giusto formare un team che guardi realmente i video e valuti con obiettività quanto si vede, decidendo in base al buon senso e a regole precise e comprensibili. Tutelare i minori è fondamentale, ma anche fare in modo che la creatività di chi anima ogni giorno YouTube non venga compromessa lo è altrettanto. I prossimi mesi saranno utili per capire cosa accadrà concretamente, per scoprire se queste nuove regole saranno così restrittive come appaiono e se canali e youtubers saranno costretti ad adeguarsi o prenderanno decisioni più drastiche. Quel che è certo è che occorrerebbe maggiore equilibrio e buon senso da parte di tutti: da Google in primis, per evitare che la piattaforma diventi un luogo di paura e censure; dai content creator, che spesso e volentieri si prendono libertà che violano palesemente le regole base del buon senso e del pubblico decoro; dal pubblico, che dovrebbe essere il primo a premiare i contenuti virtuosi isolando quelli peggiori; e, infine, dai genitori, che dovrebbero fare in modo che i loro figli non abbiano libero accesso ai video su YouTube. Questo sarebbe il filtro più efficace di tutti: l'educazione.