770 mila utenti chiedono a YouTube la conversione in file mp3 dei video

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Philip Matesanz, studente tedesco di informatica di 21 anni, pensava non ci fosse alcun problema nel proporre ai visitatori del proprio sito, più di un milione al giorno, la classica conversione dei video di YouTube in file formato mp3. Il suo sito infatti, youtube-mp3.org, permette di fare esattamente questo tipo di operazione. Google però, dal canto suo, non è tanto d’accordo e il mese scorso ha intimato Matesanz di cessare il servizio e di desistere, sottolineando la violazione dei termini di servizio di YouTube. Il sito risulta ancora funzionante, ma non lo sarà a lungo se non verrà eliminata quella determinata funzione. Come risposta per la minaccia di un azione legale da parte di Google, lo studente tedesco ha fatto due cose:

ha chiesto a due esperti di esaminare il caso (è stato realizzato un documento difensivo), e contemporaneamente ha chiesto agli utenti del proprio sito nonché supporter, di firmare una petizione online per la difesa del proprio portale web. In sole due settimane sono state raccolte 700 mila firme! La petizione è basata su uno storico parallelo tra Google, e quindi YouTube, e i provider di contenuti del passato:"Per decenni alle persone è stato permesso di ottenere copie di trasmissioni pubbliche. Si potevano registrare i programmi radio con una cassetta o fare una copia del proprio film preferito utilizzando un videoregistratore. All'inizio tali metodi furono ostacolati dalle grandi compagnie dei media, che non volevano che venissero utilizzate tecnologie di questo tipo. Diversi anni dopo la storia si ripete: Google ha collaborato con la RIAA per vietare ogni sorta di strumento di registrazione online per il servizio di contenuti per eccellenza del ventunesimo secolo." Recentemente Matesanz ha riferito a Mashable che c'è stato un contatto con Google dopo che la petizione aveva raggiunto 200 mila visite. Sostiene di aver avuto solo uno scambio di email con l'azienda di Mountain View ed una chiamata telefonica, che però fu interrotta perché non era stato fatto alcun progresso. Ad un livello più ampio, questo caso rappresenta l'esempio tipico di scontro tra i fornitori e i consumatori di contenuti. Google e YouTube infatti, guadagnano grazie alle pubblicità che appaiono in sovraimpressione nei video in streaming; ricavi che vanno in fumo nel momento in cui un utente effettua la conversione del video in file audio mp3. Nonostante ciò, centinaia di migliaia di utenti YouTube vorrebbero accedere tranquillamente ai file audio mp3 dei video, per usufruirne anche in modalità offline, ma questo è un servizio che Google e YouTube non garantiscono.  Sembra però che questo trend stia cambiando, visto che ad alcuni utenti Android è stato permesso, tramite l'app YouTube, di usufruire di contenuti offline. 
FONTE: Mashable
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