Anche la Libia tenta di spegnere il Web

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Dopo l'Egitto, anche la Libia prova a oscurare il traffico internet verso e da il territorio esterno alla nazione, tuttavia la situazione si è mantenuta su livelli meno gravi rispetto a quantop successe in Egitto, almeno per ora. La manovra è stata intrapresa ovviamente a causa dei disordini di queste settimane e della rivolta in atto repressa nel sangue da Muammar Gheddafi.

Nonostante la censura la protesta continua e il tentativo, da parte del regime, di oscurare il web non ha fatto altro che fomentarla. Il web infati è visto giustamente come strumento in grado di diffondere notizie ed un luogo ideale per organizzare sommosse in maniera rapida e visibile a tutti.
Stando a quanto afferma Cnet, il traffico web della Libia ha subito un drastico calo (60-80%) a partire dal 19 febbraio, con interruzioni totali per due brevi periodi. Vi sono alcune teorie per quanto riguarda i metodi adottati per ottenere i black out completi: alcuni ritengono siano conseguenza di tagli totali all'erogazione di energia elettrica. Una tesi in parte smentita da un reporter della CNN, che avrebbe osservato, nei due periodi oggetto dell'analisi, un down esclusivamente riferito al web in concomitanza con una normale erogazione dell'energia elettrica.

Un altro motivo della drastica riduzione del traffico sta nel fatto che buona parte della connettività è in mano a Libya Telecom and Technology, provider statale molto vicino al governo. Libya Telecom and Technology non è comunque l'unico ISP libico ed è probabilmente per questo che i tentativi di oscuramento non sono stati così efficaci.
Quel che è certo è che Facebook risulta bloccato e anche Twitter e Youtube sono quasi sempre inaccessibili.