Apre i battenti in Svezia il museo dei fallimenti, con tanto di Google Glass

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Molte delle aziende che adesso sono al top, nel corso della loro storia hanno dovuto far fronte a fallimenti per certi versi anche clamorosi. Uno psicologo svedese di quarantatré anni, Samuel West, ha aperto nella città svedese di Helsinborg il così detto “museo dei fallimenti”.

La struttura ospita cinquantuno prodotti che, nelle intenzioni delle società, erano stati concepiti per innovare il mondo, ma non ci sono riusciti.
Si passa dal TwitterPeek, uno strumento da 200 Dollari pensato solo per accedere a Twitter, al Newton di Apple, lanciato nel 1993 e che soffriva di un’interfaccia grafica molto scarsa, che non giustificava certo il prezzo elevato.
Sono presenti anche i Google Glass, i futuristici occhiali della società di Mountain View che, però, dopo la fase preliminare non hanno mai visto la luce e sono finiti nel dimenticatoio, e secondo molti sarebbero in fase di riprogettazione nei laboratori interni del motore di ricerca, e presumibilmente saranno lanciati sul mercato ad un prezzo inferiore rispetto alla Developer Edition.