Arrestato il patron di Samsung Lee Jay-yong: l'accusa è corruzione

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Lo scandalo che ha coinvolto il presidente sud coreano Park Geun-hye alla fine ha travolto anche Lee Jay-yong, attuale vicepresidente di Samsung ma al timone dell’azienda dal 2014, arrestato ieri per corruzione.

L’accusa afferma che Samsung avrebbe versato circa 40 milioni di dollari a due fondazioni guidate da Choi Soon-sil, amica della presidente Park, ma dietro al quale si nascondeva in realtà un giro di mazzette in cambio di favori politici. Favori chiesti per facilitare la fusione tra due controllate della società, regolarmente avvenuta. Dopo il primo arresto del mese di gennaio ora è arrivato il secondo, motivo per cui la corte, che aveva negato l’incarcerazione lo scorso mese, deve aver trovato prove ulteriori in queste settimane. A questo punto, Lee Jay-yong potrebbe attendere in carcere fino a 21 giorni prima di finire davanti alla corte che deciderà la sua sorte. Dopo lo scandalo Note 7 tuttavia, l’arresto dell’attuale leader dell’azienda potrebbe pesare molto sulla stessa a livello di immagine ma soprattutto a livello decisionale e di management, in un periodo molto delicato per Samsung, alle prese con il lancio del Galaxy S8.