Bitcoin: dopo il ban delle ICO, problemi anche per gli scambi non OTC?

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La Cina, dopo aver bandito le ICO, vorrebbe ora impedire anche gli scambi delle monete non OTC, dato che queste ultime sono regolate principalmente da domanda e offerta. L'indiscrezione arriva da alcune fonti del sito CaixinGlobal.

Le motivazioni di questa presunta scelta non sono state diffuse, ma si tratterebbe comunque di un duro colpo per tutto il mercato visto che la maggior parte dei "grossi miners" proviene proprio dalla Cina (addirittura in un certo periodo il 90% delle transazioni bitcoin proveniva proprio dal suolo cinese, statistica che tuttavia ora è ridotta al 23%).

Il mercato, in realtà, ha già avuto una ripercussione, con un valore del bitcoin sceso di 500 dollari e che era crollato a circa 3900 dollari lo scorso venerdì, dopo che aveva quasi raggiunto la soglia dei 5000 dollari poche settimane fa.

Il rumor è stato confermato da BloomBerg e The Wall Street Journal, ma gli exchange cinesi (OKCoin, BTCChina e Huobi) non hanno ancora ricevuto alcun ordine, segno che le direttive in questione non sono ancora operative.