Bitcoin: una backdoor rischia di compromettere il 70% dei miner

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A quanto pare l'80% dei minatori della principale criptovaluta in circolazione, i bitcoin, sono a rischio per colpa di una backdoor presente negli hardware della Bitmain, l'azienda che fornisce i 3/4 delle apparecchiature attualmente usate dai miner di tutto il mondo.

Lo ha rivelato anonimamente (con ampia documentazione) un ricercatore specializzato in sicurezza informatica, la backdoor in questione si chiamerebbe Antbleed. Il codice della backdoor riporta costantemente i dettagli di utilizzo degli strumenti usati per il mining ai server della compagnia che, a sua volta, può comandare all'apparecchio di smettere di funzionare in qualsiasi momento.

Sembrerebbe che le intenzioni della compagnia fossero le migliori e che la backdoor di fatto serva per impedire un uso abusivo ed illegale delle apparecchiature della Bitmain dedicate al mining. Eppure questa vulnerabilità non è mai stata comunicata dalla compagnia, che, anzi, ignorò un proprio utente che segnalò il fatto già mesi fa. Un rappresentante di Bitcoin Core ha raccontato che se il comando fosse inviato, questo potrebbe sospendere il device per sempre. Senza possibilità di ripristino.

La Bitmain è la casa produttrice dietro al 70% degli hardware usati dai miner di tutto il mondo, il che vuol dire che se usata impropriamente questa vulnerabilità potrebbe produrre danni gravissimi al corretto funzionamento della blockchain, il registro su cui si basa la tecnologia bitcoin al fine di verificare correttamente ogni singola operazione. Verosimilmente la notizia in breve provocherà una leggera fluttuazione a ribasso della valutazione della valuta. Valutazione che è storicamente estremamente sensibile a notizie del genere.

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